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21:00pm13 agosto 2021 | mise à jour le: 13 agosto 2021 à 21:00pmReading time: 5 minutes

Elezioni Comites: Schiavone (Cgie): nessun dialogo col Governo. Serve il rinvio

Elezioni Comites: Schiavone (Cgie): nessun dialogo col Governo. Serve il rinvio
Photo: Foto AiseMichele Schiavone, segretario del Consiglio Generale degli Italiani all'estero (CGIE)

Aise – “I tempi per il rinvio ci sono”. La posizione del Cgie, dopo aver parlato la settimana scorsa con il Sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, e con il Direttore Generale degli Italiani all’Estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali, continua ad essere la stessa, chiarissima: rinviare le elezioni per il rinnovo dei Comites a quando la situazione pandemica, la situazione tecnica e i servizi consolari, non saranno migliorati.

Questo non toglie che il Cgie sarà comunque pronto a dare un “aiuto reale” alla campagna di comunicazione se si dovesse confermare la data del 3 dicembre.

Però il “rammarico” di Michele Schiavone, Segretario Generale del Cgie, resta forte nei confronti del Governo e nei confronti del Premier Draghi, reo di “non aver speso una parola programmatica per le comunità italiane all’estero. E questo è grave per l’Italia”.

In queste elezioni (la cui indizione ufficiale è in programma per il prossimo 3 settembre), il Cgie si gioca “gran parte della sua credibilità”. Ma sono ancora un rischio secondo l’organismo rappresentativo degli italiani all’estero: in primis per quanto riguarda la partecipazione, ma anche per quanto concerne i rappresentanti che verranno eletti, che avranno difficoltà a conoscere e farsi conoscere.

Di fatto, questa scelta, come spiegato dal Consiglio Generale degli Italiani all’estero, rappresentano “un abuso”. Tra Cgie, Maeci e Governo, infatti, “non c’è dialogo”, ha spiegato Schiavone; “il Cgie è un organismo dello Stato, non siamo un’associazione di farfallai, siamo eletti in 5 continenti e abbiamo prerogative che non ci vengono riconosciute. L’abuso è da parte di chi, a parole, narra di qualcosa che non corrisponde alla realtà”.

 

Leggi troppo datate

Un “non dialogo” che cozza con l’obiettivo del Cgie di “rafforzare la rappresentanza” delle comunità nostrane nel mondo. Quella stessa rappresentanza che però al momento è minata da una normativa assai datata: la legge dei Comites conta 20 anni e quella del Cgie 30.

“In queste lunghi decenni – ha spiegato ancora Schiavone ai giornalisti -, usanze e vita degli italiani all’estero sono cambiate, così come sono cambiati i paradigmi. Per questo è utile riflettere su queste novità e cercare di capire bene le ragioni per le quali il Cgie ha da tempo chiesto al Governo di conoscere i programmi e le iniziative per promuovere delle politiche specifiche per gli italiani all’estero. Noi, in questo limbo, ci muoviamo per richiamare all’attenzione del governo queste problematiche, compresa quella attuale dell’emergenza. E dal Governo non arrivano indicazioni chiare su tante di queste questioni”.

 

I motivi della richiesta di rinvio

Proprio dettato da questo silenzio, anche se forse si tratta più di un muro contro muro, il SG del Cgie ha spiegato i motivi che in questi giorni lo hanno portato a rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché lui possa sensibilizzare il governo per un rinvio.

Questo rinvio, esortato dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, si basa su pochi assunti che oggi il Segretario Generale, accompagnato all’appuntamento con la stampa dalla consigliera del Comitato di Presidenza, Eleonora Medda, e dalla Vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni Extraeuropei, Silvana Mangione, hanno chiarito dettagliatamente durante la conferenza stampa:

1) l’emergenza pandemica rende incerta l’elezione, in tutte le sue sfaccettature (dalla campagna elettorale a distanza, alle problematiche sul voto, sia esso online o fisico). Queste problematiche comporterebbero una partecipazione bassa, anzi bassissima. E questo non farebbe altro che minare il ruolo dei Comites prima e del Cgie poi (“a chi conviene che i comites spariscano?”, si è chiesta a tal proposito la Vice Segretario Mangione;

2) l’inversione di opzione voluta dal Governo Monti durante il periodo della Spending Review (per abbassare i costi dello Stato) ed entrata poi in vigore con il governo Renzi, che consiste nella manifestazione dell’intenzione di voto attraverso l’iscrizione presso il Consolato della propria circoscrizione, va abolita prima di tornare al voto. Questo perché questa opzione “abbasserà notevolmente la partecipazione che rischia di essere più bassa dell’ultima volta (3%)”;

3) la carenza del personale, che è un “problema annoso e antico” che va in controtendenza con l’aumento degli italiani emigrati e iscritti all’Aire (a tal ragione Schiavone ha ricordato come siano “5 anni che il Cgie chiede l’apertura di nuove posizioni per la rete consolare estera”);

4) l’insufficiente comunicazione che di per sé “limita la partecipazione e anche la conoscenza dei candidati”.

Per questo, secondo il Cgie, è “importante affermare i diritti degli italiani all’estero alla partecipazione diffusa, così come è importante anche istituire norme condivise che creino e garantiscano una partecipazione ampia”, stabilendo anche criteri chiari riguardo la “candidabilità e l’eleggibilità” dei consiglieri, cosa che “la legge in parte non definisce”. Le rappresentanze, infatti, “devono avere una base, sennò si rischia che i rappresentanti rappresentino solo se stessi”.

Infine, Schiavone ha anche espresso i suoi dubbi sul rinnovo dei comites con una cifra di 9 milioni (di cui 1 per la sperimentazione del voto elettronico). E a proposito di sperimentazione di voto elettronico, Schiavone ha informato come nelle 12 sedi scelte “non si abbiano informazioni sulla modalità di attuazione”.

 

Le attività future

Ribadendo la sua volontà per l’ennesima volta, il segretario generale Cgie ha poi spiegato l’intenzione di continuare il proprio lavoro fino alla fine del mandato del Cgie, sottolineando le prossime attività in programma: a settembre “sono previste 10 puntate di un programma tv su Rai 3 “Storie in movimento”, che raccontano degli italiani all’estero; poi un altro documentario sugli italiani all’estero durante il covid; a questi progetti si aggiunge l’appuntamento clou sul quale abbiamo lavorato in questi 5 anni, che è la conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie, per il quale i lavori preparatori sono già stati svolti e ora rimane da capire modalità e tempi per la realizzazione. Definizioni, queste, che avverranno entro la fine del 2021”, ha assicurato. “A questi appuntamenti si aggiungono anche altri studi di ricerca, avviati con il Cnr e altre università nel mondo per aggiornare la storia dell’emigrazione italiana”.

 

 

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