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16:17pm3 settembre 2021 | mise à jour le: 3 settembre 2021 à 16:17pmReading time: 2 minutes

Siccità: Italia a secco, forte crisi idrica dal Piemonte alla Sicilia

Siccità: Italia a secco, forte crisi idrica dal Piemonte alla Sicilia
Photo: Foto 123RF.COMFiume in secca in Italia

(NoveColonneATG) Roma – Secondo i dati dell’European Drought Observatory, sono le province di Pescara e Chieti, quelle maggiormente in sofferenza idrica al termine di un agosto meteorologicamente “estremo” sull’Italia (dalle temperature tropicali alle disastrose grandinate): oltre che in Abruzzo, grave siccità si registra in Molise e nelle Marche, ma c’è forte crisi idrica anche nel Sud del Piemonte fino ad arrivare al crescente rischio desertificazione in alcune zone della Sicilia ed al preoccupante, progressivo inaridimento delle coste di Romagna.

“Il quadro, che si delinea – commenta Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue – conferma la crescente instabilità climatica sulla Penisola, di cui è prima vittima, l’agricoltura. La risposta sta solo nell’incremento della capacità di resilienza dei territori, anche adeguando e potenziando la rete idraulica del Paese.

È necessario uscire dalla logica dell’emergenza, che costerà anche quest’anno milioni di euro all’economia nazionale. Trascorso il periodo più caldo dell’estate, i Consorzi di bonifica ed Irrigazione riprendono la stagione delle inaugurazioni di nuovi impianti, ma non basta: servono nuovi investimenti, utilizzando anche i fondi del Recovery Plan. ANBI – conclude il Presidente, Francesco Vincenzi – mette 858 progetti definitivi a disposizione del Paese: con un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni si garantirebbero oltre 21.000 posti di lavoro, oltre a migliorare la gestione idrica lungo l’intera Penisola”.

A “fotografare” le disponibilità d’acqua sui territori italiani è il report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che segnala come i grandi laghi del Nord siano al di sotto dei livelli 2020 e tendano a scendere, ad eccezione del Garda, sotto la media del periodo.

Se in Val d’Aosta, pur confermandosi il poco conosciuto andamento siccitoso d’agosto (caduti circa 30 millimetri di pioggia), i fiumi non paiono risentirne, assai diversa è la situazione nel confinante Piemonte, dove le portate dei fiumi sono inferiori al 2020: le situazioni più evidenti sono quelle di Tanaro, Sesia, Stura di Demonte, Varaita, mentre nel Cuneese mancano all’appello oltre 300 millimetri di pioggia da inizio anno (caduti finora 328 mm contro una media di 635).

 

 

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