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16:13pm18 gennaio 2022 | mise à jour le: 18 gennaio 2022 à 16:21pmReading time: 3 minutes

Tutti i ‘numeri” per il Quirinale

Tutti i ‘numeri” per il Quirinale
Photo: Mauro Repossini/iStockIl Palazzo del Quirinale, sede del Presidente della Repubblica

Elezione del Presidente della Repubblica Italiana. I precedenti.

NoveColonneATG/ Roma – Saranno 1.009 i cosiddetti “grandi elettori” che, a partire da lunedi 24 gennaio saranno chiamati a scegliere il Capo dello Stato.

In base all’articolo 83 della Costituzione il Presidente della Repubblica deve essere eletto dal Parlamento in seduta comune a cui si aggiungono 3 delegati per ogni regione (salvo la Valle d’Aosta che ha un solo rappresentante).

In attesa che trovi applicazione la riforma costituzionale approvata nel 2020 che prevede una riduzione del numero dei parlamentari, l’assemblea che elegge il Presidente della Repubblica si compone quindi ad oggi di 1.009 membri: 630 deputati, 321 senatori (inclusi i senatori a vita, attualmente 6) e 58 delegati regionali. Attualmente 2 seggi sono vacanti. Due su undici i Presidenti della Repubblica eletti con la maggioranza dei 2/3. Secondo il dettato costituzionale nei primi 3 scrutini è necessaria la maggioranza “qualificata” dei 2/3 per eleggere il Capo dello Stato. A partire dal quarto scrutinio il quorum si abbassa e diventa sufficiente la maggioranza assoluta.

Le precedenti elezioni

Dal 1949 a oggi solo 2 presidenti (Cossiga nel 1985 e Ciampi nel 1999) sono stati eletti entro le prime 3 votazioni. Quattro invece sono stati eletti al quarto scrutinio (Einaudi nel 1949, Gronchi nel 1955, Napolitano nel 2013 e Mattarella nel 2015). L’elezione più complicata in assoluto fu quella di Giovanni Leone nel 1971, per cui furono necessarie ben 23 votazioni. Quattro i Presidenti della Repubblica eletti con meno del 60% dei consensi. Ad oggi, il Presidente della Repubblica eletto con il più ampio consenso è stato Sandro Pertini, con 832 voti sui 995 presenti e votanti (83,6%). Seguono Giovanni Gronchi (79%) e Francesco Cossiga (76,8%).

Sergio Mattarella invece è stato eletto con il 66,8% dei voti, settimo per percentuale di consenso. Quattro sono stati i presidenti della repubblica eletti con meno del 60% dei consensi: Luigi Einaudi (59,4%), Giorgio Napolitano nel 2006 (54,3), Antonio Segni (52,6%) e Giovanni Leone (52%).

 

Gli schieramenti

Data l’attuale composizione del Parlamento e in base alle proiezioni sull’appartenenza politica dei delegati regionali, la forza più rappresentata durante le votazioni per l’elezione del Capo dello Stato sarà il Movimento 5 stelle con 236 esponenti. Seguono la Lega (212), il Partito democratico (152), Forza Italia (136), Gruppo misto (116) e Fratelli d’Italia (63).

Dati questi numeri né il centrodestra né il centrosinistra nelle loro attuali composizioni avrebbero la forza per eleggere da sole il prossimo Capo dello Stato. A meno di accordi trasversali quindi potrebbero risultare decisivi i voti degli appartenenti agli schieramenti politici minori. Da considerare, infine, l’emergenza coronavirus che potrebbe impedire a diversi esponenti di partecipare alle votazioni e spostare in qualce modo l’ago delle bilancia.

 

 

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