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15:47pm4 febbraio 2022 | mise à jour le: 4 febbraio 2022 à 15:47pmReading time: 4 minutes

Qurinale, al via il Mattarella bis: ora ricostruire l’Italia

Qurinale, al via il Mattarella bis: ora ricostruire l’Italia
Photo: Foto NoveColonneSergio Mattarella è stato rieletto alla Presidenza delle Rapubblica il 29 gennaio scorso, all’ottavo scrutinio, con 759 voti

(NoveColonneATG) Roma – “Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze. La lotta contro il virus non è conclusa”. Così Sergio Mattarella, nel discorso di insediamento pronunciato il 3 febbraio di fronte al Parlamento in seduta comune. “E’ per me una nuova chiamata inattesa alla responsabilità alla quale non posso e non ho inteso sottarmi”, ha affermato Mattarella sottolineando l’importanza di “iniziare a disegnare e a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza”.

Il Capo dello Stato si è rivolto anche alle tante comunità italiane nel mondo: a loro rivolge un “saluto affettuoso, insieme al riconoscimento per il contributo che danno alla comprensione dell’identità italiana nel mondo”.

Mattarella è stato proclamato presidente della Repubblica il 29 gennaio: all’ottavo scrutinio, con 759 voti, Mattarella è stato eletto per il secondo mandato consecutivo. Tra gli altri più votati Carlo Nordio (90) e Nino Di Matteo (37). Presenti e votanti 983, astenuti nessuno, voti dispersi 18, schede bianche 25, schede nulle 13. Mattarella è il secondo presidente a ricevere un doppio mandato al Quirinale: nel 2013, Giorgio Napolitano aveva raccolto 738 voti.

Nel suo messaggio agli italiani, pronunciato in occasione della visita al Quirinale di Fico e Casellati per comunicargli la rielezione, Mattarella era stato molto chiaro: “Desidero ringraziare parlamentari e delegati per la fiducia nei miei confronti. I giorni difficili trascorsi per l’elezione del presidente della Repubblica nel corso della grave emergenza che stiamo tuttora attraversando richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento. Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati e devono prevalere su altre considerazioni e prospettive personali differenti, con l’impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini”.

 

Questi alcuni dei punti salienti del suo discorso alla Camara dei deputati del 3 febbraio. Il discorso è stato preceduto dal giuramento.

“Le attese dei cittadini sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di grandi difficoltà”.

“La lotta contro il virus non è conclusa, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi ma non ci sono consentite disattenzioni. È di piena evidenza come la ripresa di ogni attività sia legata alla diffusione dei vaccini che aiutano a proteggere noi stessi e gli altri. Questo impegno si unisce a quello per la ripresa, per la costruzione del nostro futuro.

“L’Italia è un grande Paese. Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività e solidarietà, lo straordinario impegno delle nostre imprese, le scelte delle istituzioni ci hanno consentito di ripartire. Hanno permesso all’economia di raggiungere risultati che adesso ci collocano nel gruppo di testa dell’Unione. Ma questa ripresa, per consolidarsi e non risultare effimera, ha bisogno di progettualità, di innovazione, di investimenti nel capitale sociale, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese”.

“Nuove difficoltà si presentano. Le famiglie e le imprese dovranno fare i conti con gli aumenti del prezzo dell’energia. Preoccupa la scarsità e l’aumento del prezzo di alcuni beni di importanza fondamentale per i settori produttivi.

“I tempi duri che siamo stati costretti a vivere ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire futuri possibili pericoli globali, per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini”.

“L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno. Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati”.

“Questo è l’orizzonte che abbiamo davanti. Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza. È ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte l’Italia, ben oltre le difficoltà del momento. Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano. Un Paese che cresca in unità. Un’Italia in cui le disuguaglianze – territoriali e sociali – che attraversano le nostre comunità vengano meno”.

“Un’Italia che offra ai suoi giovani percorsi di vita nello studio e nel lavoro per garantire la coesione del nostro popolo. Un’Italia che sappia superare il declino demografico a cui l’Europa sembra condannata. Un’Italia che tragga vantaggio dalla valorizzazione delle sue bellezze, offrendo il proprio modello di vita a quanti, nel mondo, guardano ad essa con ammirazione. Un’Italia – ha concluso Mattarella – impegnata nella tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi, consapevole della responsabilità nei confronti delle future generazioni”.

 

 

 

 

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