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21:06pm10 febbraio 2022 | mise à jour le: 10 febbraio 2022 à 21:06pmReading time: 3 minutes

Foibe, Mattarella: ricordare è un impegno di civiltà

Foibe, Mattarella: ricordare è un impegno di civiltà
Photo: Foto NoveColonneIl Giorno del Ricordo si lega alle violenze e uccisioni avvenute in Istria, Fiume e Dalmazia tra il 1943 e il 1947

(NoveColonneATG) Roma – Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo. La giornata istituzionale è stata indetta dal 2004 per ricordare le vittime dei massacri delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata.

Accanto al Giorno della Memoria dedicato alle vittime dell’Olocausto, il Giorno del Ricordo si lega alle violenze e uccisioni avvenute in Istria, Fiume e Dalmazia tra il 1943 e il 1947. “Il Giorno del Ricordo richiama la Repubblica al raccoglimento e alla solidarietà con i familiari e i discendenti di quanti vennero uccisi con crudeltà e gettati nelle foibe, degli italiani strappati alle loro case e costretti all’esodo, di tutti coloro che al confine orientale dovettero pagare i costi umani più alti agli orrori della Seconda guerra mondiale e al suo prolungamento nella persecuzione, nel nazionalismo violento, nel totalitarismo oppressivo”, ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“E’ un impegno di civiltà conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli istriani, dei fiumani, dei dalmati e degli altri italiani che avevano radici in quelle terre, così ricche di cultura e storia e così macchiate di sangue innocente. I sopravvissuti e gli esuli, insieme alle loro famiglie, hanno tardato a veder riconosciuta la verità delle loro sofferenze. Una ferita che si è aggiunta alle altre. La sciagurata guerra voluta dal fascismo e l’occupazione nazista furono seguite, per questi italiani, da ostilità, repressione, terrore, esecuzioni sommarie aggravando l’orribile succedersi di crimini contro l’umanità di cui è testimone il Novecento. Crimini che le genti e le terre del confine orientale hanno vissuto con drammatica intensità, generando scie di risentimento e incomprensione che a lungo hanno segnato le relazioni tra popoli vicini”.

Raccontare una verità celata

“La legge Menia che ha istituito il Giorno del Ricordo, come eredità ideale e valoriale da affidare agli studi, nelle scuole e nelle università italiane”: questo l’auspicio che Roberto Menia, segretario generale del CTIM e padre della legge che ha istituito la giornata in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo istriano-dalmato, rivolge pubblicamente partecipando alle celebrazioni. “Instillare il seme della conoscenza soprattutto tra i più giovani è una missione irrinunciabile e farlo ancora una volta raccontando una verità fin troppo celata, credo sia un obbligo per chi crede a valori non negoziabili – osserva – Il mio cuore si rivolge agli italiani infoibati, ai nostri connazionali trucidati in nome di un atteggiamento spregevole che ha avuto due tragici effetti: nascondere sotto il tappeto fatti e vittime, e insultare chi ha tentato per anni di fare luce su quegli atti.

Con il mio libro ’10 febbraio, dalle foibe all’esodo’ ho raccontato testimonianze vive di una storia che deve entrare di diritto nei libri e nelle menti dei nostri ragazzi”.

 

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