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13:58pm5 aprile 2022 | mise à jour le: 5 aprile 2022 à 13:58pmReading time: 3 minutes

Mattarella: «Guerra senza motivazione, pace doverosa»

Mattarella: «Guerra senza motivazione, pace doverosa»
Photo: AiseIl Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella

(NoveColonneATG) Roma – “L’Italia e l’intera Europa – l’Unione europea particolarmente – hanno da affrontare tre gravi emergenze: quella sanitaria della sconfitta definitiva, non ancora conseguita, della pandemia; quella della ripresa economica nell’ambito del piano europeo del Next generation e la terza, imprevedibile, di recuperare la pace, la sicurezza e il pieno rispetto delle regole del diritto internazionale, provocata dalla guerra di aggressione del governo della Russia all’Ucraina”.

Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è espresso nel corso di un discorso tenuto il 28 marzo a Trieste. Intervenuto in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Trieste, Sergio Mattarella ha dato voce alla delusione di coloro che, in seguito alla pandemia, si aspettavano una maggiore solidarietà tra stati e popoli: “Si pensava – confesso lo pensavo anch’io – che questa drammatica esperienza, vissuta da tutto il mondo contro un pericolo comune che ha messo a rischio il genere umano, avesse fatto comprendere, anche a livello dei governi degli Stati, l’esigenza di ricercare condivisione, dialogo, collaborazione.

Non poteva esservi richiamo più convincente di quello che è avvenuto per spingere tutti, tutti gli Stati, tutti i popoli, a fronteggiare insieme i nemici dell’umanità: la pandemia, quelle possibili in futuro, il deterioramento delle condizioni climatiche con le drammatiche conseguenze di aumento della povertà e di effetti di fame nel mondo. Appariva logico. Sembrava anche possibile”.

 

La storia ha fatto un passo indietro

Parlando di quanto accaduto nelle ultime settimane, il Presidente ha invece sottolineato come “abbiamo dovuto assistere al riesplodere di aggressivi egoismi nazionali, alla moda di quanto non avveniva dall’Ottocento, dai secoli scorsi: un retrocedere della storia e della civiltà che mai avremmo immaginato possibile in questo inizio di millennio, assistendo a vittime di ogni età, dai bambini agli anziani, a devastazioni di città e di campagne, a un impoverimento del mondo. Non riusciamo neppure a rinvenirvi una motivazione razionale”. Un discorso, quello di Mattarella, nel quale viene evidenziata la necessità di porre fine alla guerra in tempi brevi e perseguire una pace “sempre doverosa e possibile”.

Parlando del ruolo dell’Italia, la più alta carica dello Stato specifica come “stiamo rispondendo con la dovuta solidarietà all’aggressione nei confronti dell’Ucraina, con l’accoglienza dei profughi, con il sostegno concreto a chi resiste a difesa della propria terra contro un’invasione militare, con misure economiche e finanziarie che indeboliscano chi pretende di imporre con la violenza delle armi le proprie scelte a un altro Paese, per frenare subito, per rendere insostenibile questo ritorno alla prepotenza della guerra che, se non trovasse ostacoli, non si fermerebbe ma produrrebbe una deriva angosciosa di conflitti che potrebbero non trovare limiti. Stiamo rispondendo – conclude – cercando con insistenza di proporre dialogo e trattative per chiudere la guerra immediatamente”.

 

 

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