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19:50pm14 dicembre 2011 | mise à jour le: 14 dicembre 2011 à 19:50pmReading time: 6 minutes

Firenze in lutto per la strage dei senegalesi

 

Ansa/Firenze – Città ancora incredula e lutto cittadino: così si è svegliata Firenze all’indomani dell’uccisione di due senegalesi e al ferimenti di tre loro connazionali nel raid di sangue concluso con il suicidio del killer, Gianluca Casseri. Il sito ufficiale del Comune di Firenze annuncia il lutto con la frase “la città di Firenze è solidale con la comunità senegalese” tradotta anche in francese ed in inglese. Oggi, come annunciato ieri dal sindaco Matteo Renzi, sarà in città il ministro Andrea Riccardi. E Renzi ha riunito i dipendenti comunali di Palazzo Vecchio alle 12 per commemorare le vittime. Mazzi di fiori anche in piazza Dalmazia sul luogo in cui sono stati uccisi i due senegalesi e tra i cartelli uno che esprime solidarietà ai vù cumprà firmato dagli “ambulanti della piazza”. Nella zona di San Lorenzo, dove si è concluso il raid di Casseri, fin da ieri sera tanti i segnali di solidarieta in una zona del centro cittadino: “No al razzismo. Si chiude in segno di solidarietà alle vittime del razzismo”, si legge sul cartello affisso ieri su molte saracinesche di negozi lungo le vie attorno al mercato. Ed i senegalesi non sono gli unici ad avere timore.

“Viviamo con la paura addosso anche se nessuno ne parla – spiega un commerciante iraniano del mercato -, è vero che apparentemente siano tutelati se siamo stranieri, ma è anche vero che si sente un’insofferenza forte, non dichiarata, nei confronti di chi non è italiano. Questa crisi sta rendendo le cose ancora più difficili, il clima è più pesante”. “Ho paura – racconta Mohamed, ambulante senegalese con permesso di soggiorno -, le persone qui a Firenze sono amichevoli, non ho mai avuto problemi, anzi, molti aiutano perché mi conoscono e mi vedono da tanto tempo. Ma si parla troppo di venditori abusivi, che in gran parte sono persone povere, descrivendole come dei delinquenti perché offrono borse e altri oggetti falsi. Se ne parla come delinquenti e sembra che siano loro il problema di questa città. Ne parli e ne parli e sembra che i criminali siano proprio loro quando tutti sanno che vendono oggetti che non possono essere borse o cinture di marca perché costano molto molto meno”.

 

Banchi tutti chiusi lungo le strade del mercato di San Lorenzo a Firenze, dove ieri si è concluso, con il suicidio del killer, il raid. Sui tutti i banchi, uno dei quali gestito proprio da uno dei feriti, lo stesso cartello “No al razzismo oggi si chiude in segno di solidaretà” con i “colleghi” ambulanti senegalesi. Quello di ieri è stato un momento di follia che non vogliamo veder ripetere”, ha detto Claudio Iacovelli, titolare di uno dei banchi oggi chiusi. Nella grande struttura del mercato coperto gli stand che vendono prodotti alimentari sono aperti, ma tutti espongono cartelli contro il razzismo e di solidarietà con le vittime del raid. Fiori sono stati deposti anche davanti all’ambasciata del Senegal, non lontana da San Lorenzo. Intanto stamani il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha voluto incontrare alcuni dei commercianti di Piazza Dalmazia, teatro del primo agguato nel quale sono rimasti uccisi due senegalesi.

 

Il governo del Senegal si è detto indignato per l”uccisione” dei due immigrati senegalesi a Firenze per mano di un estremista di destra e ha deciso di “fare piena luce sulla vicenda”. Lo riferisce un comunicato trasmesso all’Afp.

“Il governo del Senegal esprime la sua indignazione in seguito all’omicidio dei nostri due compatrioti in Italia”, sottolinea nel comunicato il portavoce del governo e ministro della Comunicazione, Mustapha Guirassy. Lo stesso tiene a precisare che “sarà fatto ogni sforzo per fare luce sulla vicenda e per prendere le misure necessarie”, senza però precisare il tipo di misure.

 

Gianluca Casseri, il killer dei senegalesi, non aveva un porto d’armi ma dal 2010 aveva fatto regolare richiesta per detenere armi. Casseri frequentava un poligono per praticare il tiro a segno. E’ quanto emerge alla procura di Firenze. Accertamenti in corso per capire se la 357 Magnum con cui ha sparato è la stessa detenuta. Gianluca Casseri era incensurato ma già conosciuto alle forze dell’ordine per segnalazioni che non erano scaturiti in procedimenti penali. Secondo quanto appreso l’uomo era stato denunciato due volte nel corso del 2010. Una volta dalla polizia municipale di Pistoia, per oltraggio, resistenza e minacce a pubblico ufficiale, e nel marzo del 2010 per invasione di edifici dalla polizia del commissariato di Pescia (Pistoia). In questa seconda occasione Casseri, insieme ad altri otto attivisti di Casapound, si era introdotto in un edificio pubblico, un ex carcere, in località Veneri, inutilizzato da circa venti anni per denunciarne lo spreco. Per la depressione Casseri si sarebbe curato anche in una struttura sanitaria. “Ci è stato riferito che le cure prescritte con farmaci antidepressivi gli avevano dato effetti positivi da qualche tempo”, ha detto il pm Paolo Canessa, “e comunque stiamo accertando anche questo aspetto”. Trovata in casa l’attrezzatura per curarsi il diabete, con iniezioni di insulina. “La malattia era peggiorata – riferiscono gli inquirenti – tanto che gli amici quando andavano al ristorante lo prendevano in giro mentre andava in bagno a iniettarsi l’insulina dicendogli cose tipo ‘che vai a drogarti?”.

 

 “Temo altro sangue” 

 

“Questi attacchi porteranno a far scorrere nuovo sangue: ho paura di tutto questo”. Sono parole del presidente di CasaPound Italia, Gianluca Iannone, Nel corso di una conferenza stampa a Roma. “Si sta soffiando sul fuoco, e il mio timore è che ci possa essere altro sangue. Ho dato ordine ai militanti e agli iscritti di CasaPound di mantenere il sangue freddo e gli occhi aperti”. Secondo Iannone, alcuni esponenti dell’Idv e del Pd “stanno soffiando sul fuoco, cercano di eliminarci politicamente”.

Il presidente di Casapound Italia, Gianluca Iannone, ha definito “osceno il tentativo di dare una matrice politica a quello che è, con tutta evidenza, il gesto di un folle. Si è aperta una caccia alle streghe. Già su Internet corre il messaggio: diamo la caccia ai fascisti e alle loro famiglie, sono razzisti e assassini”. E ha ricordato gli attentati, le violenze e le aggressioni subite dall’organizzazione, “violenze legittimate da chi fa politica in doppiopetto”. Tra gli episodi citati, anche quello dell’arresto, avvenuto nei giorni scorsi, di Alberto Palladino, giovane dirigente di CasaPound, accusato di aggressione. Iannone ha spiegato che Casapound è attiva dal 2003, dal 2008 ha una base nazionale e che gli iscritti sono più di 4 mila. Quattro i temi sui quali agisce: la politica, la cultura, la sport e la solidarietà. Per sottolineare quest’ultimo aspetto, Sebastien Magnificat, presidente della onlus Solidarité Identité, aderente a CasaPound, ha illustrato le missioni umanitarie in cui l’organizzazione è stata impegnata: da quella in Birmania, nel settembre 2010, ad una in Kosovo, nel dicembre dello stesso anno, ad altri progetti più recenti a favore degli orfani del Kenya. “Io conosco i miei ragazzi – ha proseguito Iannone – sono sempre pronti a rimboccarsi le maniche quando tutti fuggono per la paura. Così è avvenuto, anche recentemente, in occasione delle alluvioni che hanno colpito la Toscana e la Liguria. Questi sono i volontari di Casapound, non certo squilibrati che fanno fuoco sugli innocenti”. Lunedì 19 dicembre, è stato infine ricordato, Casapound avrà un confronto con la comunità cinese a Roma.