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Salvini apre la crisi di governo

Salvini apre la crisi di governo
Photo: ansaDa sin: i ministri e vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Adnkronos – Dopo 14 mesi di alti e bassi, arriva la rottura definitiva all’interno del governo gialloverde. A sancirla il ministro dell’Interno, Matteo Salvini con una dichiarazione resa pubblica giovedi 8 agosto in serata. “Inutile andare avanti, si restituisca velocemente la parola agli elettori”. Concetto poi ribadito durante un comizio a Pescara.

La Lega ha presentato, dunque, in Senato la mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte. “Troppi no (da ultimo il clamoroso e incredibile no alla Tav) fanno male all’Italia che invece – ha detto la Lega – ha bisogno di tornare a crescere e quindi di andare a votare in fretta. Chi perde tempo danneggia il Paese e pensa solo alla poltrona”.

La Lega prende in mano l’iniziativa “per parlamentarizzare la crisi” di governo. La mozione di sfiducia al Senato punta ad accelerare i tempi per sciogliere il rebus della gestione della crisi, voluta dal ministro dell’Interno. “Serve a fare chiarezza, per ufficializzare la crisi”, tagliano corto dal Carroccio. Per i leghisti per aprire la crisi formalmente “serve una mozione su cui votare”. Ora la palla passa alla presidente Casellati, che ha convocato la Conferenza dei Capigruppo per lunedì 12 agosto alle ore 16.

Il leader leghista vuole andare alle urne a ottobre forte di un consenso che, secondo i sondaggi, sarebbe vicino al 40%.

Ma il premier Giuseppe Conte non ci sta ed ha annunciato che si presenterà alle Camere, rivendicando l’operato del suo governo che, sottolinea, “non era in spiaggia”.

“Mi riservo – ha spiegato – di contattare i presidenti di Senato e Camera affinché adottino le iniziative di competenza per permettere alle Camere di tornare a riunirsi”. Per Conte, “questo governo ha sempre parlato poco e lavorato molto. Questo governo non era in spiaggia, era ogni giorno nelle sedi istituzionali a lavorare dalla mattina alla sera nel rispetto degli italiani. Questo governo, da me coordinato, si è adoperato incessantemente per realizzare innumerevoli progetti di riforma a beneficio di tutti gli italiani”.

 

Di Maio sfida Salvini: “Corriamo alle urne”

“Nessun problema ad andare al voto. Anzi, dopo quel che è successo ci corriamo alle urne”. Così il vicepremier Luigi Di Maio ha replicato alla volontà di Salvini di porre fine all’esperienza di governo il più presto possibile. Ma prima il vicepremier pentastellato chiede al collega leghista di votare la riduzione dei parlamentari: “Tagliamo 345 poltrone e risparmiamo mezzo miliardo di euro – scrive -. Sono 300 mila euro al giorno in meno. E mettiamo tutto su strade, ospedali, sulla ristrutturazione di immobili abbandonati per dare case a chi ne ha bisogno”.

“Salvini, non è così difficile! Vinci la paura, supera le pressioni di Berlusconi e dei tuoi alleati. Fai un atto di coraggio, se il coraggio di cambiare ce l’hai veramente. E poi decideranno gli italiani con il loro voto”, attacca Di Maio. “Ogni parlamentare – ricorda – di media prende tra i 12 e i 15 mila euro al mese. Praticamente lo stipendio che una persona normale guadagna in un anno. Solo che i comuni mortali devono pagarci sopra pure le tasse, mentre i parlamentari nemmeno quelle. Ci rendiamo conto?”.

“Io, la prossima volta che devo andare a votare, voglio andare a votare un Parlamento con 345 poltrone in meno. Con 345 maxi-stipendi in meno, con 345 politicanti in meno che ingolfano il Paese.

Sono un esercito di privilegiati (a cui noi infatti stavamo anche per tagliare gli stipendi) come non ce l’ha nessuno in Europa. Ecco perché per fare una riforma in Italia, a volte, si impiegano anche anni, aggiunge Di Maio, concludendo “Viva il cambiamento. Quello vero”.