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Al via il Rossini Opera Festival

Al via il Rossini Opera Festival
Photo: Ufficio stampa ROFUn momento dele prove della Semiramide

Si scaldano i motori per la 40a edizione del Rossini Opera Festival che si terrà a Pesaro dall’11 al 23 agosto

di Paola Cecchini /  paola.cecchini@libero.it

Sarà dedicata a Montserrat Caballé e Bruno Cagli, scomparsi nel 2018 e molto cari alla manifestazione: il celeberrimo soprano catalano interpretò anni fa assieme a Marilyn Horne, Ermione, portandola alla luce dopo un oblio durato 168 anni, mentre Bruno Cagli è uno dei principali protagonisti della cosiddetta Rossini Renaissance, presenza costante al fianco del ROF nell’avventura della restituzione al mondo del patrimonio musicale di Rossini, ‘così come era stato originariamente scritto’, dopo la revisione scientifica, musicologica e filologica operata sulla stessa dalla Fondazione che del Maestro porta il nome.

Aprirà la manifestazione Semiramide, coprodotta con l’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, firmata dal regista inglese Graham Vick.

Sul podio la gloria cittadina Michele Mariotti che dirigerà l’Orchestra Sinfonica della Rai ed il coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. L’opera ‘più eccessiva, visionaria e portentosa di Gioachino Rossini e dell’intero melodramma italiano’, autentico capolavoro della dismisura (soltanto il primo atto dura 2 ore e 20 minuti) fu musicata su libretto di Gaetano Rossi, tratto dalla tragedia di Voltaire Semiramis rappresentata per la prima volta alla Comédie-Française di Parigi il 29 agosto 1748.

Fu l’ultima opera che Rossini scrisse per un teatro italiano, quella su cui la generazione successiva di compositori italiani è ritornata in maniera quasi ossessiva, per imitarla o per ripudiarla. Già avviato verso una carriera internazionale, poco dopo si andò a Londra e poi si trasferì a Parigi dove ebbe inizio la fase finale della sua carriera operistica come compositore di opera francese.

Il mito di Semiramide – che ha appassionato librettisti, operisti e teatranti di ogni genere – affonda le sue radici nella tarda antichità. Storiografia, arte e letteratura hanno contribuito a tramandare nei secoli contraddittorie leggende legate alla sua figura: alcuni riconoscono in lei l’illuminata sovrana assira Shammuramat (cui si deve la realizzazione dei giardini pensili di Babilonia), mentre per altri Semiramis è figlia di una ninfa, abbandonata nel deserto e poi nutrita dalle colombe, come sostiene Calderón de la Barca nel suo La hija del aire del 1717.

Per altri ancora va annoverata tra le più licenziose delle potenti, accanto a Cleopatra e Zenobia di Palmira: così si espresse lo storico cristiano Paolo Orosio (375-420 circa) che racconta come la regina legittimasse la sua condotta disonesta, rendendo legale ciò che a ciascuno dei suoi sudditi piaceva. Simbolo pagano dell’amore incestuoso, Dante la colloca, infine, nel secondo girone dell’Inferno, popolato dai lussuriosi, assieme a Cleopatra.

Una caricatura di Rossini

Seguirà il dramma giocoso L’equivoco stravagante (diretta da Carlo Rizzi e firmata dal duo Moshe Leiser e Patrice Caurier).

E’ sicuramente l’opera più stravagante di Rossini, tacciata come ‘volgare e insipida’ dalla critica in occasione dell’esordio a Bologna (26 ottobre del 1811) del giovane pesarese, all’epoca 19enne.

Anche il pubblico del Teatro del Corso, presente alla prima rappresentazione, l’accolse in modo incerto a seguito del numero eccessivo di equivoci e doppi sensi. Oltre a ciò, diverse scene furono considerate espliciti riferimenti sessuali, un particolare che allarmò molto la censura dello Stato Pontificio che impedì che si andasse oltre la terza rappresentazione. A nulla valsero i tentativi in extremis per emendare i passi incriminati. Come mai? Si parlò per la prima volta ed esplicitamente, di sessualità ‘ambigua’. Questa la trama incriminata: In un antico castello, Gamberotto (‘villano nobilitato’) desidera sposare la propria figlia Ernestina a Buralicchio, giovane ricco e sciocco ma la ragazza si innamora del suo nuovo precettore, Ermanno. Questi è aiutato dal servo Frontino che riesce a far credere a Buralicchio che in realtà Ernestina è Ernesto, castrato e musico mancato. Il giovane, sconvolto, abbandona subito la ragazza e addirittura la denuncia: infatti ‘se Ernestina è un uomo, allora deve svolgere il servizio militare, altrimenti sarebbe un disertore!’ La giovane viene infatti arrestata ma riesce ad evadere e Buralicchio infine accetta di benedire le sue nozze.

Figura in cartellone anche la ripresa del rarissimo Demetrio e Polibio, nell’allestimento di Davide Livermore. Sul podio Paolo Arrivabeni che dirige la Filarmonica Gioachino Rossini assieme al Coro del Teatro della Fortuna M. Agostini.

È in assoluto il primo lavoro di Rossini che lo scrisse tra il 1806 (quando non aveva neppure quindici anni) e il 1808, ma non è il primo rappresentato: questo merito spetta a La cambiale di matrimonio (Teatro San Moisè, Venezia, 3 novembre 1810).

Quest’opera rappresenta un caso unico nella storia del melodramma italiano. Rossini la compose per una famiglia di artisti: Domenico Mombelli (compositore e tenore), Vincenzina Viganò‐Mombelli (sua moglie e sorella del celebre coreografo Salvatore Viganò), autrice del libretto e le loro due figlie Ester e Anna (soprano la prima e contralto la seconda). Ludovico Olivieri (maggiordomo e cuoco di casa) disimpegnava le parti di basso.

Con quest’opera Gioachino iniziò la pratica dell’autoimprestito: il tema iniziale del duetto Mio figlio non sei, pur figlio ti chiamo tornerà diversamente sviluppato nell’aria T’abbraccio ti stringo, mio tenero figlio nel Ciro in Babilonia; l’aria Pien di contento il seno diventerà il brindisi alternativo Beviam, tocchiamo a gara ne La gazza ladra’, mentre il duetto Questo cor ti giura amore finirà ne Il Signor Bruschino come Quant’è dolce a un’alma amante’.

Completeranno il programma Il viaggio a Reims, interpretato dagli allievi dell’Accademia Rossiniana ‘Alberto Zedda’; la cantata pastorale La riconoscenza; le Soirées musicales  nella versione orchestrata da Fabio Maestri; due concerti lirico-sinfonici, due concerti di belcanto; il nuovo appuntamento di Rossinimania con gli Italian Harmonists e per finire il Gala ROF XL, un grande concerto lirico cui parteciperanno una quindicina di cantanti tra cui Juan Diego Florez (in assoluto il più amato dal pubblico del festival), Lawrence Brownlee e Sergey Romanovsky, ma anche il giovane e promettente Ruzil Gatin, russo di nascita ma con una carriera interamente italiana.

 

Il Museo Nazionale Rossini

Chi arriverà quest’anno in città avrà la possibilità di visitare il Museo Nazionale Rossini, inaugurato il mese scorso e destinato ad essere la punta di diamante del grande percorso di ‘Pesaro Città della Musica’ che comprende altresì il Teatro e la Casa del Musicista, Palazzo Mosca – Musei Civici, il Tempietto Rossiniano, Palazzo Olivieri e la Biblioteca della Fondazione Rossini.

La visita si dipana come un’opera lirica: dieci le sale a partire dall’Ouverture (rappresentata dalla Sala degli Specchi in cui è esposto il pianoforte Playel appartenuto al Maestro, restaurato e a disposizione per essere suonato in occasione di incontri, conferenze e concerti).

Si prosegue attraverso le sezioni suddivise in due Atti ed un Intermezzo ovvero un’area video con proiezioni di importanti capolavori come Il Barbiere di SivigliaCenerentola e La Gazza ladra.

Nel frattempo continuano i Concerti dal balcone di Casa Rossini che vedono i giovani cantanti dell’Accademia esibirsi nelle arie più famose del repertorio del Musicista: è uno spettacolo molto apprezzato dai turisti, oltre che – naturalmente – dai miei concittadini.

 

Video

https://drive.google.com/drive/folders/1EmU7lLRNJEAyXLVT3p0gI7c7oRhFPAAC