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16:27pm22 dicembre 2014 | mise à jour le: 22 dicembre 2014 à 16:27pmReading time: 4 minutes

Ha compiuto 50 anni l’Italia dello spazio

Ansa – Lo spazio italiano non avrebbe potuto festeggiare meglio i suoi 50 anni: lo ha fatto con Samantha Cristoforetti, la prima donna astronauta, impegnata nella missione “Futura” dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), e con il successo senza precedenti della missione europea “Rosetta”, nella quale la ricerca e la tecnologia italiane giocano un ruolo di primo piano. E poi lo sguardo al futuro con il piccolo lanciatore Vega, frutto di una tecnologia italiana all’avanguardia destinata a diventare la base del futuro lanciatore Ariane 6 dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Il primo satellite italiano

Sono primati frutto del cammino intrapreso mezzo secolo fa, quando il 15 dicembre 1964 venne lanciato il primo satellite costruito interamente in Italia, il San Marco 1. L’avventura spaziale italiana era cominciata in realtà nel 1959, due anni dopo il lancio del primo Sputnik, con la nascita di una commissione per le ricerche spaziali. Ma l’Italia andò per la prima volta in orbita nel 1964, con il lancio del satellite scientifico San Marco 1, ideato dal pioniere dello spazio italiano Luigi Broglio. Con quel lancio, che avvenne dal poligono americano di Wallops Island con un razzo Scout della Nasa, l’Italia divenne il terzo Paese al mondo a mettere in orbita un satellite, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti.

La piattaforma di lancio di Malindi

Un nuovo passo in avanti è stato fatto nel 1967, con la realizzazione di un poligono tutto italiano: la piattaforma San Marco, al largo delle coste del Kenya. Da lì venne lanciato nell’aprile dello stesso anno il satellite scientifico San Marco 2, con il primo dei 27 lanci avvenuti dalla piattaforma, oggi dedicata a Broglio. Cominciava una tradizione che avrebbe portato l’Italia all’avanguardia nelle missioni scientifiche spaziali, con la partecipazione a programmi come Hipparcos, BeppoSAX, Tethered, la missione che nel 1992 portò in orbita il primo astronauta italiano, Franco Malerba.

Sette astronauti

Da allora gli astronauti italiani sono diventati sette e, di questi, quattro sono attualmente in servizio nel corpo astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Dopo Franco Malerba è stata la volta di Umberto Guidoni, che ha volato nel 1996 sullo Space Shuttle insieme al collega Maurizio Cheli e nel 2000 è stato il primo italiano a bordo sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Nel 2002 è andato nello spazio il quarto italiano, Roberto Vittori, che ha volato anche nel 2005 (primo astronauta non russo ad avere la qualifica di comandante della Soyuz) e nel 2011. Paolo Nespoli ha volato nel 2007 e nel 2011 ha affrontato la prima missione di lunga durata di un italiano sulla Stazione Spaziale. Nel 2013 è stata la volta di Luca Parmitano, primo italiano a compiere una passeggiata spaziale, e nel 2014 è stata la volta nello spazio di Samantha Cristoforetti.

Telecomunicazioni e osservazione della Terra

Nel frattempo l’Italia aveva compiuto un nuovo grande passo: accanto alle missioni scientifiche si inauguravano quelle applicative: nella notte fra il 25 e il 26 agosto 1977 venne lanciato da Cape Canaveral il primo satellite nazionale per telecomunicazioni, Sirio, seguito nel 1989 dalla partecipazione al satellite europeo per la televisione diretta Olympus e nel 1991 dal satellite italiano per telecomunicazioni Italsat, il primo dei lanci gestiti dall’Asi. Oggi la nuova sfida in questo campo è la partecipazione al sistema europeo di navigazione satellitare Galileo, accanto all’osservazione della Terra, con il programma Cosmo SkyMed.

Oltre cento missioni

Sono più di un centinaio le missioni alle quali l’Italia ha dato il suo contributo scientifico e industriale, dalla partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale a missioni celebri come la Cassini-Huygens che sta esplorando Saturno e le sue lune e nella quale l’Asi è partner a fianco di Nasa ed Esa. Parla italiano anche la missione dell’Esa Rosetta, che ha raggiunto la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko rilasciando sulla sua superficie il lander Philae con il suo trapano tutto italiano. C’è un po’ di Italia anche nell’orbita marziana, con la missione europea Mars Express, così come nella missione ExoMars la cui prima fase partirà nel 2016, seguita da una seconda nel 2018.