Italia
16:36pm5 febbraio 2020

Taglio dei parlamentari italiani: referendum il 29 marzo

Taglio dei parlamentari italiani: referendum il 29 marzo
Photo: ansaUna panoramica dell'Aula al Senato

Tutte le informazioni per votare

Italiani di nuovo al voto il 29 marzo prossimo. Il Consiglio dei Ministri ha convenuto sulla data del 29 marzo 2020 per l’indizione del referendum sulla legge costituzionale, approvata dal parlamento l’anno scorso, che taglia il numero dei parlamentari: da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori. Ridotti, di conseguenza, anche i parlamentari eletti all’estero che da 18 diventano 12: 8 alla Camera e 4 al Senato. Gli italiani, anche quelli all’estero, dovranno decidere con questo referendum se approvare o meno tale riforma costituzionale. I connazionali residenti all’estero potranno votare per corrispondenza.

Pubblichiamo il relativo comunicato stampa, inviato dal Consolato Generale d’Italia a Montréal, con le istruzioni per il voto all’estero. Per informazioni: www.consmontreal.esteri.it; tel. 514 849 8351.

 

Voto per corrispondenza dei cittadini italiani residenti all’estero

 

L’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione, con ordinanza depositata in data 23 gennaio 2020, ha dichiarato che la richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante “modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, è conforme all’art. 138 Cost. ed ha accertato la legittimità del quesito referendario dalla stessa proposto.

Con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 gennaio 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2020, è stata fissata al 29 marzo 2020 la data del referendum confermativo popolare, che vedrà coinvolti anche i cittadini italiani residenti all’estero.

Si ricorda che il voto è un diritto tutelato dalla Costituzione Italiana e che, in base alla Legge 27 dicembre 2001, n.459, i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono votare per posta.

A tal fine, si raccomanda quindi di controllare e regolarizzare la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso il proprio consolato.

 

È possibile in alternativa, per gli elettori residenti all’estero ed iscritti all’AIRE, scegliere di votare presso il proprio Comune di iscrizione elettorale, comunicando

per iscritto la propria scelta (opzione) al Consolato entro il 10° giorno successivo alla indizione delle votazioni. Gli elettori che scelgono di votare in Italia in occasione della prossima consultazione referendaria, riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso i seggi elettorali in Italia.

 

La scelta (opzione) di votare in Italia vale solo per una consultazione referendaria.

 

Si ribadisce che in ogni caso l’opzione deve pervenire all’Ufficio consolare non oltre i dieci giorni successivi a quello dell’indizione delle votazioni, ovvero entro il giorno 8 Febbraio 2020. Tale comunicazione può essere scritta su carta semplice e – per essere valida – deve contenere nome, cognome, data, luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore, accompagnata da copia di un documento di identità del dichiarante.

Per tale comunicazione si può anche utilizzare l’apposito modulo scaricabile dal sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (www.esteri.it) o da quello del proprio Ufficio consolare.

Come prescritto dalla normativa vigente, sarà cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare.

La scelta di votare in Italia può essere successivamente revocata con una comunicazione scritta da inviare o consegnare all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro gli stessi termini previsti per l’esercizio dell’opzione.

Se si sceglie di rientrare in Italia per votare, la Legge non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute, ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano. Solo gli elettori residenti in Paesi dove non vi sono le condizioni per votare per corrispondenza (Legge 459/2001, art. 20, comma 1-bis) hanno diritto al rimborso del 75 per cento del costo del biglietto di viaggio, in classe economica.

L’Ufficio consolare è a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.   30/01/2020