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Terremoto L’Aquila, Renzi: «Dopo le promesse, si passa all’azione»

NoveColonne ATG – Sono passati sei anni da quel terribile terremoto che sconvolse le vite degli abitanti dell’Aquila la notte tra il 5 e 6 aprile del 2009. A sei anni il capoluogo abruzzese ha ricordato quell’evento con una manifestazione silenziosa per le strade della città che ancora aspetta, dopo tanti anni, di tornare a una nuova vita. Una manifestazione per commemorare le 309 vittime, simbolicamente ricordate con 309 rintocchi di campana puntuali alle 3.32, l’ora in cui tutto ebbe inizio. “L’Aquila, sei anni dopo – ricorda il premier Matteo Renzi su Facebook -. Innanzitutto un pensiero alle 309 vittime, alla loro memoria, ai loro cari. E poi i 1200 feriti, le migliaia di sfollati, che in quei 23 secondi hanno perso molto di ciò che avevano caro”.

Ma il presidente del Consiglio non vuole solo ricordare perché, scrive ancora su Facebook, “il compito della politica non è solo la giusta e dovuta commemorazione, meno che mai l’esercizio retorico puntuale ad ogni anniversario. Il nostro dovere – prosegue Renzi – è dare risposte a lungo attese, fare tutto ciò che è possibile perché l’Aquila torni a vivere”. E Renzi promette di far rinascere la città: “Dopo troppe promesse, siamo finalmente passati all’azione”. “I soldi adesso ci sono – evidenzia il premier -: spenderli bene è un dovere in memoria di chi è morto, ma anche come segno di rispetto per i sopravvissuti che vogliono ancora credere nella cosa pubblica” prosegue Renzi che ricorda quanto fatto finora dal suo esecutivo.

“Nell’ultimo anno – il primo del nostro governo – abbiamo messo alcuni punti cardine: la certezza e la programmazione di risorse per il medio lungo periodo (5,1 miliardi di euro nella legge di stabilità per il 2015); l’accelerazione nelle assegnazioni per l’edilizia privata (1,13 miliardi di euro deliberati dal Cipe il 26 febbraio 2014) sulla base di un monitoraggio analitico del fabbisogno, comune per comune; la ricostruzione pubblica (86 milioni di euro deliberati dal Cipe il 26 febbraio 2014) e il suo prossimo rilancio (con una delibera Cipe prevista per maggio 2015); la semplificazione e la tutela della legalità nell’assegnazione e nell’attuazione dei lavori con misure più rigorose contro l’infiltrazione criminale e regole più certe per la semplificazione degli interventi di ricostruzione; infine la trasparenza e la piena informazione dei cittadini, per dare conto a tutti di come si spendono le risorse pubbliche e tra qualche settimana – aggiunge Renzi – faremo Open data anche su tutti i dati della ricostruzione. Perché non c’è controllo più efficace di quello dell’opinione pubblica. La natura non si può controllare, la politica va controllata centimetro dopo centimetro.