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21:27pm10 luglio 2020 | mise à jour le: 10 luglio 2020 à 21:27pmReading time: 2 minutes

La Banca d’Italia e l’impatto economico del coronavirus: colpito il reddito di metà della popolazione

La Banca d’Italia e l’impatto economico del coronavirus: colpito il reddito di metà della popolazione
Photo: AnsaL'ingresso della Banca d'Italia aPalazzo Koch in Via Nazionale a Roma

Ansa – Oltre la metà della popolazione dichiara di aver subito una contrazione nel reddito familiare, in seguito alle misure adottate per il contenimento dell’epidemia. L’impatto è stato particolarmente severo per i lavoratori indipendenti.

È quanto emerge dall’indagine straordinaria sulle famiglie italiane (Isf) condotta fra aprile e maggio dalla Banca d’Italia per raccogliere informazioni sulla situazione economica e sulle aspettative delle famiglie durante la crisi legata alla pandemia di Covid-19.

Più di un terzo degli intervistati ha dichiarato di “disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia in assenza di altre entrate, un periodo compatibile con la durata del lockdown legato all’emergenza Covid-19”. Secondo l’indagine “questa quota supera il 50% per i disoccupati e per i lavoratori dipendenti con contratto a termine. Poco meno di un quinto dei lavoratori indipendenti e dei lavoratori dipendenti con contratto a termine si trova in questa condizione e contemporaneamente ha subito una riduzione di oltre il 50% del reddito familiare nei primi due mesi della emergenza sanitaria”.

Quasi il 40% degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi; la quota è più elevata nel Centro e nel Sud.

Niente vacanza, inoltre, per quasi un terzo della famiglie. Dall’indagine emerge che circa il 30% della popolazione dichiara di non potersi permettere di andare in vacanza questa estate e quasi il 60% ritiene che anche quando l’epidemia sarà terminata le proprie spese per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatri saranno comunque inferiori a quelle pre-crisi.