Italia

Piena del Tevere, livello record degli ultimi 50 anni

 Ansa – Allerta meteo della Protezione civile nelle regioni meridionali. Si prevedono forti temporali a seguito di una vasta depressione di matrice nord-africana che si sposterà sull’area ionica del nostro Paese e che coinvolgerà in particolare Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia.

 Intanto a Roma disagi al traffico e al trasporto locale in alcune zone nord, con allagamenti a causa della piena del Tevere, i cui livelli stanno ora scendendo. Numerose deviazioni sulla rete dei bus. “Sulla base delle previsioni disponibili e di concerto con tutte le regioni coinvolte, cui spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso, pertanto, un avviso di condizioni meteorologiche avverse. L’avviso prevede dalla mattin di giovedì 15 novembre, precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale su Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, specie sui settori ionici. I fenomeni potranno dar luogo a rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento”. La Protezione civile ricorda che sul suo sito (www.protezionecivile.gov.it) sono consultabili alcune norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo; a quanti si trovassero nelle aree interessate dall’allerta meteorologica si raccomanda, inoltre, di mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare e sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile. Il Dipartimento della Protezione Civile continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile.

 A tre giorni dall’alluvione nella zona sud della provincia di Grosseto l’attenzione delle squadre di soccorso resta alta soprattutto nelle campagne intorno a ad Albinia, il paese che è stato travolto dall’esondazione del fiume Albegna nelle prime ore di lunedì. Sono proseguite stamani, infatti, le operazioni di ricerca anche attraverso l’utilizzo di cartografie, sistemi Gps e avvalendosi dell’ impiego delle forze armate. Anche se al momento non risultano dispersi, i soccorritori visiteranno però palmo a palmo tutti i 200 poderi della zona che sono stati inondati da oltre un metro d’acqua. Rimane chiusa la statale Aurelia. Nelle prossime ore saranno avviati i lavori di ricostruzione dell’argine nei pressi di Talamone. Proseguono inoltre gli interventi sulle strade provinciali di importanza strategica per i collegamenti sul territorio e sull’asse ferroviario per riaprire la tratta Grosseto-Orbetello.

 “Da una prima stima i danni infrastrutturali ammontano nella provincia di Grosseto a circa 225 milioni di euro”, secondo il presidente della Provincia Leonardo Marras. Circa 150 mln sarebbero i danni registrati nei comuni di Orbetello, Capalbio e Manciano. Solo per ripristinare le strade provinciali serviranno 15 mln mentre 32 mln sono quelli necessari per la bonifica e il ripristino degli argini. Complessivamente danni sono stati registrati in 22 comuni su 28.

E a Massa è tornato il sole con quasi 15 gradi di temperatura, i volontari sono a lavoro per liberare strade e case dal fango. La preoccupazione maggiore in queste ore deriva però dal fatto che il fango si sta trasformando velocemente in una specie di “cemento”, come lo hanno definito alcuni residenti della zona di Marina di Massa, la più colpita dall’esondazione del torrente Ricortola. Secondo i cittadini diventerebbe infatti ogni ora più difficile liberare le strade, i giardini e le abitazioni dal fango solidificato.

“Abbiamo bisogno di un impegno ancora più forte. Non ci siamo nella comprensione del problema e nella sua risoluzione”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano riferendosi all’emergenza alluvioni. “Quello che stiamo vivendo con le alluvioni ci allarma”.

 “Il Tevere sta scendendo e scenderà sempre più rapidamente. Nella notte, con 13,49 metri, abbiamo avuto il livello più alto degli ultimi 50 anni. Alle 10 il livello era di 13,17”. Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “La Protezione civile – ha continuato – ha retto bene, anche se permane una debolezza strutturale alla confluenza dell’Aniene sul Tevere. Una debolezza purtroppo non risolvibile se non con opere idrauliche importanti, superiori alla capacità di intervento del Comune”.

È arrivata l’onda di piena del Tevere e questo ha causato allagamenti a Roma in via dei Prati Fiscali, via Salaria e via di Tor di Quinto. Alcuni canali hanno avuto dei rigurgiti causando fuoriuscite di acqua. Il Tevere ha superato i dodici metri. I tecnici della Protezione civile regionale stanno valutando la situazione. Il passaggio della piena – informa una nota della Regione Lazio- “sarà graduale con una durata anche di diversi giorni, ma in condizioni di sicurezza a Roma garantita dai muraglioni”. A seguito di una riunione presso la sala operativa della Protezione civile della Regione Lazio è stata istituita un’unità di crisi per gestire “eventuali criticità nelle zone più depresse a ridosso del Tevere” dove ci sono presidi della Protezione civile, dei vigili del fuoco e dei vigili urbani. Monitorate anche le zone della foce del Tevere all’Idroscalo di Ostia e al passo della Sentinella a Fiumicino. Le operazioni di intervento e monitoraggio sono effettuate in costante contatto con il Dipartimento nazionale della Protezione civile. E’ inoltre ancora in atto l’attività di supporto avviata nei giorni scorsi durante la forte ondata maltempo che ha colpito i territori dell’Alto Lazio e della Tuscia.

 

 Tevere esondato alle porte di Roma

 

Ansa – 14 novembre – E’ arrivata l’onda di piena del Tevere e questo ha causato allagamenti a Roma in via dei Prati Fiscali, via Salaria e via di Tor di Quinto. Alcuni canali hanno avuto dei rigurgiti causando fuoriuscite di acqua. Il Tevere ha superato i dodici metri. I tecnici della Protezione civile regionale stanno valutando la situazione. Le acque del Tevere, nel corso dell’onda di piena, non supereranno i 13.50 metri. Il passaggio della piena – informa una nota della Regione Lazio- “sarà graduale con una durata anche di diversi giorni, ma in condizioni di sicurezza a Roma garantita dai muraglioni”. A seguito di una riunione presso la sala operativa della Protezione civile della Regione Lazio è stata istituita un’unità di crisi per gestire “eventuali criticità nelle zone più depresse a ridosso del Tevere” dove ci sono presidi della Protezione civile, dei vigili del fuoco e dei vigili urbani. Monitorate anche le zone della foce del Tevere all’Idroscalo di Ostia e al passo della Sentinella a Fiumicino. Le operazioni di intervento e monitoraggio sono effettuate in costante contatto con il Dipartimento nazionale della Protezione civile. E’ inoltre ancora in atto l’attività di supporto avviata nei giorni scorsi durante la forte ondata maltempo che ha colpito i territori dell’Alto Lazio e della Tuscia. A Castel Giubileo le linee bus 302 e 334 non transitano in zona e sono deviate su: Flaminia-Gra-Salaria/Bel Poggio. Lo rende noto l’Agenzia per la Mobilità di Roma. Allagamenti si sono verificati all’alba in via Flaminia altezza stazione Celsa e in via Prati fiscali che è stata chiusa al traffico da via Salaria fino a largo Valtournache. Alle 8.30 il livello del Tevere aveva i 12,72 metri nella stazione di Ripetta, secondo quanto rilevato dal Centro funzionale dell’ufficio idrografico regionale. A causa “di fenomeni di rigurgito che hanno provocato il rialzo idrometrico del Tevere” la Protezione civile del Campidoglio, in costante contatto con quella regionale, ha potenziato i presidi di monitoraggio.

Questa mattina all’alba il barcone del Circolo Canottieri Aniene, che ieri sera aveva staccato gli ormeggi andando alla deriva e che era stato messo in sicurezza all’altezza di Ponte Milvio, non ha resistito alla pressione dell’acqua e si è spezzato in più punti. Sempre ieri, contemporaneamente, anche un altro barcone si era staccato dagli ormeggi e passando sotto ponte Milvio si è distrutto.

Anche l’Aniene ha esondato questa mattina a Roma allagando le zone limitrofe al fiume nell’area in cui si incontra con il Tevere. Lo rendono noto i vigili del fuoco che stanno monitorando la situazione con squadre di terra ed un elicottero. Numerosi circoli sportivi nella zona del Foro Italico sono completamente allagati ed inagibili, mentre diversi sottopassi sono sott’acqua. Chiusa al traffico via dei Prati Fiscali. Il Tevere è esondato in due diversi punti alle porte della Capitale. A Torrita Tiberina, vicino Fiano Romano, l’acqua ha inondato cinque ettari di terreni agricoli, mentre in località Pantano, a Monterotondo, si è allagato un canile. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la protezione civile.

 Gli storici e prestigiosi circoli sportivi che sorgono sulle sponde del Tevere, a Roma Nord, sono per la maggior parte allagati ed inagibili a causa dell’ondata di piena che ha coinvolto il Tevere e della conseguente esondazione dell’affluente Aniene a causa della differenza dei livelli d’acqua tra i due fiumi. Danni ingenti e disagi si registrano all’ultracentenario circolo canottieri Aniene i cui due galleggianti sono andati distrutti in seguito all’ondata di piena. “Abbiamo registrato notevoli danni, è un disastro. Ci hanno detto che alle 12 è prevista un’altra ondata di piena, speriamo bene”, dicono dalla segreteria del circolo. Allagato e inagibile, invece, il Salaria Sport Village. “Si sono allagati i campi di calcio e da tennis, oggi resteremo chiusi per precauzione”, dicono dal centro sportivo. Al momento le zone più colpite sono quelle di Ponte Milvio, Corso Francia, via Salaria. I vigili del fuoco stanno anche sgomberando alcune baracche sugli argini del fiume abitate da alcuni senzatetto.

Sono “in fase di risoluzione” le criticità registrate in Umbria in seguito alle forti piogge dei giorni scorsi. Il livello dei fiumi, in particolare il Tevere, é in calo e stanno rientrando nelle loro abitazioni la novantina di famiglie evacuate per precauzione. E’ il quando che emerge dai dati in possesso della Protezione civile della Regione. Oggi intanto la presidente della giunta umbra Catiuscia Marini è in visita a Orvieto, una delle zona più colpite dal maltempo. Per quanto riguarda il Tevere nella notte è passata nel tratto umbro la seconda ondata di piena che non ha provocato problemi. Anche nei nei territori a valle delle diga di Corbara – si apprende ancora dalla protezione civile – il cui invaso sta progressivamente abbassando il suo livello. In fase di normalizzazione anche tutti gli altri corsi d’acqua. Notevole l’impegno del volontariato di protezione civile in tutta la regione. Al momento sono al lavoro 31 gruppi con 239 volontari.

 E’ sempre critica la circolazione nel Grossetano, a causa dei danni provocati dal maltempo, con la chiusura tra l’altro della statale 1 Aurelia. E sebbene non ci siano limitazioni nei percorsi alternativi per i veicoli leggeri, il compartimento della polizia stradale della Toscana “sconsiglia comunque di mettersi in viaggio, per non intralciare le operazioni di soccorso: un banale tamponamento o arresto del veicolo potrebbe bloccare le colonne dei veicoli di soccorso”. “La situazione – si sottolinea in una nota – resta critica e le prospettive di risoluzione non immediate”. L’Aurelia è stata chiusa nel tratto compreso dal km 140 al km 163 a causa del cedimento del ponte, all’altezza di Albinia, sul fiume Albegna. Disagi per allagamenti, si ricorda, anche fra Orbetello, Albinia e Grosseto sia nell’entroterra che sul litorale. Come percorso di viabilità alternativa la Polstrada indica “da Grosseto in direzione sud uscita obbligatoria sulla ss 1 km 163 bivio San Donato sp 56 fino alla rotatoria località Barca del Grazi sr 74 Marsigliana bivio per sp 148 incrocio sp 63 per Capalbio sp 149 fino alla ss 1 Aurelia località bivio Casone di Capalbio. L’itinerario è valido in entrambi i sensi di marcia, ma è consentito solo ai veicoli leggeri; risulta ancora interdetta la circolazione al traffico pesante poiché la viabilità alternativa non è idonea a supportarne il transito. Anche se non ci sono limitazioni nei percorsi alternativi per i veicoli leggeri, si sconsiglia comunque di mettersi in viaggio, per non intralciare le operazioni di soccorso”.

 

 

 

 

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