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20:59pm14 novembre 2012 | mise à jour le: 14 novembre 2012 à 20:59pmReading time: 11 minutes

Scuola, di nuovo in piazza studenti e prof

 Ansa/ROMA – A un mese dalla ”protesta della carota”, mercoledì 14 la scuola è scesa di nuovo in piazza in tutta Italia. Studenti e insegnanti insieme per chiedere un cambio di rotta alle attuali politiche per l’istruzione. La chiamata a raccolta è arrivata da più parti. Cgil e Cobas del settore hanno aderito alla giornata europea di mobilitazione contro le politiche di austerità e di tagli alla spesa pubblica proclamata dal Ces, la Confederazione europea dei sindacati. Iniziativa alla quale hanno aderito anche le associazioni studentesche.

 Alla condivisa motivazione dello sciopero europeo, ognuno ha aggiunto del suo. E dunque in Italia la protesta – che purtroppo a Roma si è trasformata anche in guerriglia urbana e ha fatto registrare momenti di tensione pure a Milano e Torino – si è coagulata attorno a un lunghissimo elenco di rivendicazioni. E se il ritiro della proposta di portare da 18 a 24 ore l’orario di insegnamento dei professori di scuola media e superiore ha fatto cancellare una voce nel cahier de doleances, resta tutta in piedi l’indignazione per la questione degli scatti stipendiali del personale scolastico, per i tagli inferti al settore negli ultimi anni, per il disegno di legge ex Aprea 2 (in fase di approvazione al Senato) che ridisegna gli organi collegiali della scuola e apre la gestione delle stesse ai privati, per la ”retrocessione” degli inidonei nelle fila degli Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) e per il cosiddetto concorsone.

Gli studenti – dice la Rete della conoscenza – ”hanno ritrovato la forza di scendere in piazza e di proseguire un autunno caldo di mobilitazioni: oltre 300.000 studenti hanno invaso le piazze dello sciopero generale europeo, 40.000 a Roma, 20.000 a Torino, 50.000 a Milano, 40.000 a Napoli. Cortei da almeno 10.000 persone anche a Genova, Catania e Bari, 3.000 a Trieste e Bologna, 2.000 a Lecce e Pisa”. ”Il governo Monti – osserva la Rete – deve fare marcia indietro sulle politiche per scuola e università; innanzitutto ritirando il Pdl 953, ex Aprea, e investendo su una legge nazionale sul diritto allo studio per le scuole e sull’edilizia scolastica. Sul fronte universitario vanno abrogati i decreti Gelmini, va ristabilito il diritto allo studio per tutti, è necessario ripensare il sistema della tassazione universitaria, in maniera più equa, rifiutando gli aumenti previsti dalla spending review”.  Il prossimo appuntamento è il 24 novembre; i sindacati della scuola di Cgil, Cisl e Uil, assieme a Gilda Snals e Cobas, per una volta fronte compatto, riporteranno in piazza i lavoratori per chiedere ancora una volta attenzione per il settore, a cominciare dal pagamento degli scatti stipendiali.

 

«Noi siamo i book bloc»

 

 L’hashtag è chiarissimo, #acasanonsitorna. E il senso di questo movimento che ieri ha incendiato Roma è tutto lì, nella decisione di ”scendere e restare in piazza contro chi vuole reprimere il dissenso”, spiega Tiziano di Scienze Politiche, ”niente cognomi metti la facolta”. Il giorno dopo gli scontri, i sassi, i lacrimogeni e le cariche sul Lungotevere gli studenti della Sapienza, l’Universita’ di Roma da dove e’ partito lo spezzone piu’ ”vivace” della manifestazione di ieri, dicono la loro. Senza giri di parole, senza ”analisi politiche”, che anzi rifuggono, senza cercare schieramenti. Veloci e incisivi come un tweet, anche se a volte cedono al lessico dei padri e affibbiano l’appellativo ”guardie” alle forze dell’ordine, in una conferenza stampa promettono: ”il messaggio della polizia e’ stato chiaro ma anche il nostro: le manganellate e i calci non ci fermano”. Dunque si ritorna in piazza. E senza appoggi o patenti politiche, che proprio non vogliono. Ne’ di destra, ne’ di sinistra. Grillo li ha blanditi evocando Pasolini? ”Parole strumentali, vuole cavalcare l’onda delle proteste”, dicono. Vendola parla di ”gruppi prevaricatori”? ”Si dedichi alle inutili primarie del Pd”, chiosano ironici. Ma gli strali piu’ velenosi sono riservati ad a Monti, ”che ieri ha fatto vedere il vero volto del suo governo”, e alla ”Santa Alleanza ABC”. ”AlfanoBersaniCasini, si scrivi tutto attaccato, fanno le prove di governo, i mandanti del massacro di ieri sono loro”, attaccano nella conferenza.  

 Berlusconi invece è snobbato. ”Ma quale antiberlusconismo, noi vogliamo solo una scuola e un futuro migliore” ti spiegano e mostrano le armi di ieri: scudi-libro, enorme rettangoli di gommapiuma con i titoli di una biblioteca ideale, da Kerouac a Pahlaniuk. ”Non siamo violenti, noi siamo i book bloc e con questi scudi di cultura siamo scesi in piazza violenza –spiega Paola – la polizia ha letteralmente attaccato la testa del corteo inerme, spezzandolo in due, ha bloccato le vie di fuga, ha manganellato alla cieca e furiosamente. Preso a calci chi era in terra. Fermato chi capitava”. Smentiti i cori antisemiti. ”Bugie, tutte bugie. Davanti alla Sinagoga c’è stato il massacro degli studenti, quello c’e’ stato – dice Paola di Lettere – una volta spezzato il corteo ci hanno impedito di indietreggiare, c’è stata la caccia al manifestante nelle zone vicine, a Campo de’ Fiori, a via Arenula, a Ponte Garibaldi. Un caccia che si spinta fino a dentro gli ospedali”. Qualcuno parla anche della solidarieta’ degli abitanti del ghetto. ”Un ragazzino e’ stato inseguito da un gruppo di agenti -dice Tiziano- e circondato. Alcuni passanti hanno gridato ‘lasciatelo, andate ad arrestare chi vi paga’. La gente si e’ avvicinata, il ragazzino era impaurito. Alla fine e’ stato rilasciato e gli agenti se ne sono andati”. Sono tanti i racconti dei feriti, ”ordinaria macelleria”, la chiamano. ”Mentre scappavo durante le cariche sono scivolato a terra. Gli agenti che mi hanno raggiunto mi hanno preso a calci e a manganellate: ho ferite al volto e sulla schiena –dice Giacomo di Filosofia segnato sul volto – sentivo gli anfibi picchiarmi in faccia, mi hanno massacrato e senza motivo”.  ”Ma in piazza si ritorna. E’ il nostro futuro”, dice una ragazza andando via”.

 

 La cronaca della giornata di mercoledì. Violenti scontri a Roma

 Milano (Adnkronos/Ign) – Guerriglia nella Capitale, cariche della polizia, agenti feriti e scontri un po’ in tutta Italia ai cortei studenteschi che hanno affollato le piazze italiane. La giornata dello sciopero generale europeo convocato dalla Confederazione europea dei sindacati contro politiche di rigore “che costringono a ridurre i diritti, impoverire il lavoro, distruggere l’istruzione pubblica” si è trasformata in una giornata di tensione. A Roma il primo momento di tensione si è avuto quando gli studenti di Blocco Studentesco hanno tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine tra piazza del Popolo e via di Ripetta per raggiungere le sedi istituzionali. Dopo un lancio di pietre e bottiglie le forze dell’ordine hanno respinto gli studenti con una carica di contenimento. ”Siamo oltre 50mila”, ha annunciato uno degli organizzatori della manifestazione. Dal corteo che ha poi proseguito sul Lungotevere, all’altezza della Sinagoga si sono levate urla e fischi all’indirizzo del luogo di culto. Un gruppetto di giovani hanno gridato “Saddam, Saddam” e hanno quindi proseguito al grido di “Occupiamo Montecitorio”. “Se questo è il clima – ha commentato Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma – allora che vengano vietate le manifestazioni a Roma”. La polizia ha caricato gli studenti che hanno lanciato pietre e bombe carta. Tre studenti con il volto coperto dal casco e sono stati fermati dalla polizia e caricati su un cellulare. Mentre la guerriglia continuava con lanci di bottiglie e sassi da parte degli studenti. In terra sull’asfalto sono rimasti gli scudi che i ragazzi usavano per ripararsi. Un altro ragazzo con il volto insanguinato è stato caricato insieme agli altri sul cellulare della polizia. Diciotto le persone, tra le quali una donna e un minorenne, che sono state accompagnate presso diversi uffici di Polizia e dei carabinieri della Capitale. La Digos di Roma ha arrestato due giovani di 21 e 22 anni, studenti di Scienze Politiche. Nel corso di una carica a lungotevere dei Tebaldi, i carabinieri hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale un operaio 39enne. Al vaglio anche la posizione di 126 persone identificate sul ponte Sublicio nei pressi di porto di Ripa Grande dove sono stati sequestrati vari caschi e scudi. Sedici i feriti tra le forze dell’ordine tra cui 10 poliziotti 5 carabinieri e un funzionario di Polizia in seguito agli scontri.

 A Torino un agente è stato ferito dopo essere stato circondato da un gruppo di autonomi nelle vicinanze del grattacielo di Intesa Sanpaolo e poi aggredito da due militanti armati di mazza da baseball e bastone che lo hanno colpito sul casco e al braccio destro. Il poliziotto è riuscito poi a rifugiarsi nel palazzo della Provincia in corso Inghilterra dove è stato soccorso e poi portato all’ospedale Mauriziano per le cure del caso. In corso Bolzano i manifestanti hanno tirato alcune uova contro la sede dell’Agenzia delle entrate, che nel frattempo aveva chiuso i cancelli. Poi hanno acceso un fumogeno e scritto sul muro con vernice rossa “Usurai strozzini”. Una parte degli studenti che stanno partecipando al corteo contro l’austerity ha fatto irruzione nel cantiere del grattacielo di Intesa San Paolo in costruzione di fronte al palazzo di giustizia. Poi hanno esposto uno striscione prima di disperdersi. La polizia in tenuta antisommossa ha lanciato alcuni lacrimogeni. Irruzione anche nella sede della Provincia di via Maria Vittoria. Dopo essere entrati hanno portato all’esterno mobili e documenti, ammassandoli davanti al portone. Un gruppo è riuscito a salire al primo piano e, affacciandosi alla balconata, ha slegato una delle 4 bandiere sui pennoni e lanciata ai manifestanti che aspettavano sotto, che hanno tentato di dare fuoco alla bandiera. Poi l’hanno sostituita con una bandiera no tav che adesso sventola insieme alle altre davanti alla Provincia. A fine giornata il bilancio è di otto manifestanti denunciati mentre la polizia sta indagando per identificare chi ha preso parte ai danneggiamenti durante il corteo.

 Momenti di tensione in mattinata anche a Padova quando un gruppo di giovani dei centri sociali si è staccato dal corteo e, imbrattando le vetrine di diversi negozi, si è diretto verso la stazione per occupare i binari. Una sassaiola si è scatenata a quel punto contro le forze dell’ordine schierate a protezione della stazione. Gli agenti hanno risposto con una carica di alleggerimento. Dopo la carica, due manifestanti sono stati fermati, mentre due agenti sono rimasti feriti durante gli scontri.

 Accessi ai varchi portuali bloccati a Genova. Alcune centinaia di manifestanti che avevano preso parte al corteo di studenti, lavoratori precari e militanti dei centri sociali, dopo avere percorso la sopraelevata, mettendo in crisi il traffico del centro cittadino, si sono uniti a un gruppo di lavoratori che bloccava gli accessi al varco di San Benigno e ponte Etiopia. Una lunga fila di tir si è formata in lungomare Canepa.

A Bologna dove hanno sfilato 4 cortei, alcune decine di giovani dei collettivi studenteschi e dei centri sociali hanno assaltato questa mattina la sede Cisl in via Milazzo. Il gruppetto di facinorosi ha di fatto messo in atto un’occupazione lampo della sede sindacale, lanciando uova e fumogeni all’interno del primo piano dell’edificio. Sono volati anche insulti contro il sindacato che ha deciso di non aderire allo sciopero. La Cgil e la Fiom sono partite alle 9 da piazza Martiri per giungere in Piazza Malpighi dove sono in corso gli interventi dal microfono. A parlare davanti agli operai delle aziende in crisi è il segretario confederale Danilo Barbi. In piazza Malpighi per portare sostegno ai lavoratori ed un saluto al segretario della Cgil di Bologna Danilo Gruppi è sceso anche il sindaco Virginio Merola, che poi ha lasciato il presidio per tornare in Comune dove ha una serie di appuntamenti istituzionali. In strada con i manifestanti anche il segretario del Pd di Bologna Raffaele Donini. Gli studenti e collettivi universitari Cua e Cas, invece, sono diretti invece in piazza XX Settembre, per dire ‘no’ al debito e all’austerità, sotto lo slogan ‘Save school, not bank’ ovvero ‘Salvate la scuola, non le banche’. Il serpentone ha riempito interamente via indipendenza, muovendo verso porta Galliera, dove è prevista la confulenza del corteo dei Cobas, dei docenti e precari che hanno invaso pacificamente la zona universitaria e via Irnerio. Sono migliaia in tutto le persone che manifestano in strada.

 Nessun incidente di rilievo per la manifestazione di studenti e Cobas oggi a Firenze. Durante il passaggio del corteo, però, sono state tracciate scritte sui muri di palazzi e sulle vetrine di istituti di credito, e sono state lanciate uova piene di vernice contro la sede fiorentina della Banca d’Italia, in via dell’Oriuolo. I manifestanti hanno lanciato uova anche contro altre due banche, ma non si sono comunque verificati disordini. Oltre al corteo di studenti e Cobas, partito da piazza San Marco, a Firenze è sfilato anche un secondo corteo, quello organizzato dalla Cgil, partito da piazza Dalmazia. ”Per il lavoro e la solidarieta’ in Europa, no all’austerita”’, lo striscione in testa al corteo. Migliaia i manifestanti. Il corteo dei Cobas e degli studenti e’ terminato in piazza Annigoni.

 A Napoli dopo una mattinata di cortei e caos, intorno alle 13,30 un gruppo di studenti del Collettivo ha invaso la stazione centrale e si è riversato sui binari 12 e 13. Fonti della Questura riferiscono che la protesta e’ durata al massimo cinque minuti, senza creare disagi ai treni in partenza e in arrivo. Il corteo si è poi ricostituito ed ha raggiunto il vicino Corso Meridionale per fermarsi davanti ad una concessionaria Fiat dove si è tenuto un breve comizio.