Italia

Mafia: covo Riina diventa caserma Cc

Ansa/PALERMO – La villa in cui Toto’ Riina ha trascorso con la famiglia l’ultimo periodo della sua latitanza diventerà una caserma dei carabinieri. Quando i lavori di recupero e riadattamento saranno conclusi – si prevede entro un anno – si potrà considerare compiuto un ”atto altamente simbolico”, ha detto il comandante provinciale dell’Arma generale Teo Luzi. ”Da struttura della criminalità – ha aggiunto – questo luogo diventa un presidio di legalità. È la vittoria del bene sul male”. Da qui era uscito Riina, la mattina del 15 gennaio 1993, quando fu bloccato dai carabinieri dopo 23 anni di latitanza.

Era una residenza di lusso, un reticolo di stanze con giardino e piscina. Ora è invasa dalle sterpaglie. Ovunque i segni del degrado: infissi cadenti, porte divelte, muri scrostati. I lavori di recupero saranno assegnati con gara pubblica il 23 febbraio, ha annunciato il provveditore regionale alle opere pubbliche Lorenzo Ceraolo. Saranno finanziati per un milione e 300 mila euro dall’assessorato regionale alle infrastrutture. Con un altro atto simbolico il decreto di finanziamento è stato consegnato dall’assessore Pier Carmelo Russo. Dalla domanda di finanziamento alla delibera della giunta, ha sottolineato, sono passati solo 12 ore. ”Sono soldi spesi bene” ha aggiunto. Da dicembre questo tipo di interventi è reso obbligatorio da una legge della Regione.

La cerimonia di consegna della struttura è stata ospitata dall’Ordine dei giornalisti che ha sede in una villa dello stesso residence pure confiscata alla famiglia Sansone. In un suo messaggio il presidente dell’Ordine, Riccardo Arena, ricorda che anche la ”casa dei giornalisti” custodisce una memoria simbolica: quella degli otto cronisti uccisi dalla mafia.  ”Si può quindi dire – ha sottolineato – che la legalità ha trovato una casa. Anzi due”.

La Rédaction


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