Quebec
15:09pm29 marzo 2022 | mise à jour le: 29 marzo 2022 à 15:15pmReading time: 5 minutes

“Le Bouclier d’Athéna” e la campagna di sensibilizzazione “Pour l’amour des femmes”

“Le Bouclier d’Athéna” e la campagna di sensibilizzazione “Pour l’amour des femmes”
Photo: Foto cortesia“Recettes et histoires de la cuisine d'Athéna” è stato presentato il 10 marzo scorso alla Casa d'Italia

La violenza contro le donne, un grave problema della nostra società

Fondato nel 1991, “Le Bouclier d’Athéna”, è un organismo senza fini di lucro che offre dei servizi di sostegno, intervento, referenza, prevenzione e accompagnamento alle donne e ai loro figli, vittime di violenza coniugale e familiare. Tali servizi, gratuiti e in ben 18 lingue diverse, si rivolgono in particolare a quelle donne che, a causa della barriera linguistica, sono più isolate e quindi doppiamente vulnerabili.

“Le Bouclier d’Athéna” ha due punti di servizio, uno a Montréal e l’altro a Laval, ed una “Maison”, un rifugio, che ospita le donne con i bambini che a causa della violenza subita sono state costrette ad abbandonare il loro domicilio.

«Le donne che si rivolgono a noi – spiega Melpa Kamateros, direttrice de “Le Bouclier d’Athéna” – la maggior parte delle quali ha tra i 20 e i 40 anni, provengono da tutte le comunità etniche ed è per questo che i nostri interventi sono in varie lingue, ben 18, tra cui anche l’italiano. Abbiamo diversi impiegati/e d’origine italiana come, ad esempio, le nostre assistenti sociali Cynthia Masi e Christina Scalia, ma anche d’origine greca, armena, asiatica, a dimostrazione che la violenza, purtroppo, è la stessa ad ogni latitudine. Non è la prerogativa di una sola comunità, è un fenomeno sociale che si estende ovunque, in tutti i settori della nostra società e in tutte le professioni, senza nessuna esclusione».

Chris-Ann Nakis, presidente e Melpa Kamateros, direttrice de “Le Bouclier d’Athéna”
Christina Scalia, Cynthia Masi e Siran Nahabedian, assistenti sociali del Centro

Rifugi, purtroppo, sempre pieni

«In Québec – afferma la direttrice – ci sono ben 105 rifugi per donne vittime di violenza e sono sempre pieni, soprattutto dopo la pandemia che ha accentuato ancora di più i disagi. Lo scorso anno abbiamo ospitato 57 donne con i loro figli. Quest’anno sono molte di più. Nel 2021, nei nostri due Centri, sono passate oltre 1000 persone. Lavoriamo con le donne ma anche con i loro figli, vittime innocenti di questa violenza che in una famiglia non dovrebbe mai esistere. Ma lavoriamo molto anche con le rispettive comunità di appartenenza per sensibilizzarle e informarle direttamente nelle loro lingue materne. Cos’è la violenza? Che forme assume? Cosa si può fare se si incontra una persona che pensate possa esserne vittima? Quali sono gli strumenti a disposizione per uscire da questo problema? Al “Bouclier” lavoriamo con questo spirito educativo perché abbiamo dei professionisti che parlano diverse lingue, e possiamo servire le nostre clienti nelle loro lingue».

 

La cucina d’Athéna

«A tale proposito – continua la direttrice – il 10 marzo scorso abbiamo lanciato, alla Casa d’Italia – un progetto, in diverse lingue, per sensibilizzare la società su tali problemi e per raggiungere il maggior numero possibile di persone e di comunità culturali. Si tratta di un libro di ricette, in inglese e francese, intitolato “Recettes et histoires de la cuisine d’Athéna, con prefazione di Sophie Grégoire-Trudeau,  associato a dei brevi messaggi video in inglese e francese che forniscono, in maniera efficace ed attraente, delle preziose informazioni, anche di carattere giuridico, alle vittime di violenza e loro familiari più stretti.

La copertina del libro “Recettes et histoires de la cuisine d’Athéna”

“La cucina di Athena” – spiega Melpa Kamateros – è la cucina del nostro Rifugio, il luogo dove le donne ospitate si incontrano, parlano, si scambiano le loro esperienze di vita, un luogo dove spezzare il loro isolamento. Cucinare insieme e scambiarsi le ricette dei rispettivi paesi di provenienza, italiane, greche, marocchine, brasiliane, cinesi, ecc.. Da qui è nata l’idea di fare un libro delle loro testimonianze coraggiose e delle loro ricette, 34 da una ventina di paesi diversi, a cui unire dei messaggi utili sulla violenza coniugale. Una formula vincente perché – aggiunge Melpa – mangiare riunisce e dà gioia, non violenza!

La cucina del Centro

Tutto il ricavato della vendita del libro – aggiunge Melpa – sarà utilizzato per rinnovare la cucina che ha offerto migliaia di pasti alle mamme e ai loro figli, una cucina la cui cuoca, tra le altre cose, è anche d’origine italiana e i cui pasti sono molto apprezzati. Oltre a ciò – aggiunge – sono state prodotte 24 capsule video, attualmente disponibili in francese e inglese, ma in futuro anche in altre dieci lingue, che saranno diffuse dai diversi media a partire da ICI Television. Un progetto a largo raggio – conclude la direttrice – che permetterà di toccare il maggior numero possibile di persone e di sensibilizzarle affinché le parole femminicidio e violenza non facciano più parte del vocabolario e delle nostre vite».

 

Informazioni e risorse utili

 

 

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