Quebec
20:33pm21 ottobre 2022 | mise à jour le: 21 ottobre 2022 à 20:33pmReading time: 3 minutes

Trenta ministri per il nuovo governo Legault

Trenta ministri per il nuovo governo Legault
Photo: Josie Desmarais/MétroIl Primo ministro François Legault ha nominato 30 ministri

Si è insediato, il 20 ottobre, il secondo governo Legault scaturito dalle elezioni del 3 ottobre scorso che hanno visto trionfare la Coalition Avenir Québec (CAQ) capace di far eleggere 90 deputati su 125 (21 per il PLQ, 11 per QS, 3 per il PQ e nessuno per il PC).

Sono stati riconfermati, seppure con qualche cambiamento di poltrona, 21 ministri mentre 9 sono delle novità. Quasi raggiunta la parità dei sessi: 16 uomini e 14 donne.

Ecco la lista (e le novità) del nuovo governo:

François Bonnardel e Geneviève Guilbault si scambiano i ministeri: il primo passa alla Sicurezza pubblica e la seconda, rimanendo vice primo ministro, approda ai Trasporti ereditando due “patate bollenti” come i lavori di refezione del tunnel Hippolyte-LaFontaine e il progetto del cosiddetto “troisième lien” a Québec.

Jean-François Roberge lascia il Ministero dell’Istruzione al neo eletto Bernard Drainville e diventa ministro responsabile della Lingua Francese, della laicità e dell relazioni canadesi.

La neo eletta Pascale Déry diventa ministra dell’Insegnamento superiore.

Pierre Fitzgibbon sarà un “super” ministro visto che dovrà occuparsi dell’Energia, dell’Economia, dello Sviluppo economico regionale e sarà anche responsabile della metropoli.

Sonia LeBel conserva la presidenza del Consiglio del tesoro.

Christian Dubé resta Ministro della Salute.

Lionel Carmant resta ministro delegato della Salute e dei Servizi sociali.

La nuova venuta Sonia Bélanger diventa ministra delegata della Salute succedendo a Marguerite Blais al ministero degli Anziani.

Eric Girard resta ministro delle Finanze.

Benoit Charette resta ministro dell’Ambiente.

Simon Jolin-Barrette resta ministro della Giustizia.

Mathieu Lacombe lascia il ministero della Famiglia alla neo eletta Suzanne Roy e diventa Ministro della Cultura e delle Comunicazioni.

Kateri Champagne Jourdain, prima donna d’origine autoctona eletta all’Assemblea Nazionale, diventa ministra dell’Impiego.

La neo eletta Christine Fréchette diventa ministra dell’Immigrazione al posto di Jean Boulet a cui è stato assegnato il ministero del Lavoro.

La giornalista Martine Biron, neo eletta, diventa ministra delle Relazioni Internazionali.

Maïté Blanchette Vézina, neoeletta, diventa ministra delle Risorse Naturali e delle Foreste.

France-Hélène Duranceau, è stata nominata ministra responsabile dell’Abitazione.

Christopher Skeete è stato nominato ministro delegato dell’Economia e responsabile della Lotta contro il razzismo.

Jonatan Julien diventa ministro delle Infrastrutture.

Andrée Laforest resta al ministero degli Affari municipali.

Éric Caire resta ministro della Cybersicurezza e del Numerico.

André Lamontagne resta ministro dell’Agricoltura, Pesca e Alinetazione.

Caroline Proulx resta ministra del Turismo.

Isabelle Charest diventa ministra dello Sport.

Ian Lafrenière resta ministro responsabile delle relazioni con le Prime Nazioni e gli Inuit.

Chantal Rouleau, infine, diventa ministra responsabile della Solidarietà sociale e dell’Azione comunitaria.

 

 

 

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