Quebec

I cento anni della chiesa Madonna della Difesa

I cento anni della chiesa Madonna della Difesa
Photo: Emmanuel DelacourFrancesco Miele, fabbriciere di Notre-Dame-de-la-Défense all'interno della chiesa

di Emmanuel Delacour – edelacour@metromedia.ca

Gioiello di arte ecclesiastica e della cultura italiana, Notre-Dame-de-la-Défense, che si trova ne La Petite-Patrie, festeggia i suoi cento anni segnando un punto importante nella storia del quartiere.
L’edificio è un forte simbolo della Petite-Italie, settore montrealese nato dopo successive ondate di immigrazione agli inizi del XIX secolo, ma soprattutto nel 1910.

“Dopo essersi installati dove c’era lavoro nel porto di Montréal e vicino alla ferrovia nel Mile End, nei primi anni del Novecento le famiglie italiane si ritrovano in questa zona, nei pressi del Boulevard Saint-Laurent. A quel tempo le comunità avevano bisogno di due cose essenziali, le scuole ed i luoghi di culto”, spiega Francesco Miele, fabbriciere di Notre-Dame-de-la-Défense.
È per questo motivo che nascerà nel 1910 la parrocchia. L’anno seguente, viene fondata una piccola chiesa che funge anche da luogo d’educazione per i giovani italiani alla fine di via Dante, dove si trova oggi un padiglione della scuola La Petite-Patrie.

Poi, nel 1918, l’arcivescovo di Montréal, Paul Bruchési, autorizza la costruzione della chiesa in via Dante, tra Avenue Henri-Julien e rue Alma. L’edificio è ufficialmente inaugurato nel 1919, ed i lavori di abbellimento continueranno per diversi anni.
All’interno, troviamo le tracce dei gruppi e delle persone chiave dell’Italia. Gli “SM” che decorano la chiesa un po’ ovunque, richiamano l’ordine religioso fondatore del luogo: i Servi di Maria.
Un affresco risplendente creato tra il 1927 e il 1932 incanta i parrocchiani, ma semina anche polemiche. Infatti, per sottolineare i Patti Lateranensi tra il governo italiano e il Vaticano, il ritratto dell’allora capo dello stato, Benito Mussolini, fa parte dell’affresco.

“Nasce un movimento per cancellare il murale, mentre la parrocchia vuole tenerlo così com’è. Alla fine sarà raggiunto un compromesso: il ritratto di Mussolini sarà ricoperto con una sindone per diversi anni”, afferma Miele.
Oggi la comunità italiana di Montreal non è più limitata ai confini de La Petite-Patrie e si trova in altri quartieri come Saint-Léonard, Rivière-des-Prairies e Anjou. Eppure Notre-Dame-de-la-Défense conserva un posto privilegiato nel cuore degli Italomontrealesi.

“È certo che rispetto al 1960, quando abbiamo avuto 432 matrimoni e 1100 battesimi, oggi non è più così. Come in tutte le chiese, il tasso di presenza è in diminuzione. Ma l’anno scorso abbiamo avuto una trentina di matrimoni. La gente viene da fuori della Piccola Italia per celebrare battesimi, matrimoni e funerali perché sono molto attaccati a questa chiesa”, racconta il fabbriciere.

La parrocchia Notre-Dame-de-la-Défense celebra i cento anni della sua chiesa

Notre-Dame-de-la-Défense è stata classificata come patrimonio religioso del Québec nel 1998 e come sito storico da Parc Canada nel 2005 ed è stata restaurata con 5M$ tra il 1999 e il 2004.

Da ieri a oggi

Con una storia di oltre un secolo nel quartiere, la comunità italiana vuole mantenere i simboli della sua presenza e dei suoi successi nella metropoli.
Questo è ciò che la Société de développement commercial (SDC) de la Petite-Italie e del Marché Jean-Talon vuole realizzare con un progetto di restauro dei due archi e quattordici semi-vele che ne delimitano il territorio.
“C’è un’analisi della loro struttura che viene fatta proprio adesso. Dopo la loro installazione nel 1998 per le vele e nel 2001 per gli archi, non ne è stata fatta manutenzione. Mostrano segni di usura e non vogliamo che vadano in pezzi. Vogliamo agire prima che siano considerati pericolosi”, spiega Cristina D’Arienzo, Direttore Generale della SDC.
Quest’ultima spera che le opere possano ricevere una assegnazione patrimoniale dalla Ville de Montréal, al fine di ottenere una sovvenzione dal governo del Canada per la loro conservazione.
Gli archi e le mezze-vele furono installati dalla vecchia Associazione per la Promozione della Piccola Italia ai tempi dell’amministrazione Bourque.

Per Sergio Porcari, proprietario della gioielleria ORitalia ed ex vice-presidente di questo gruppo, è un “dovere morale” da parte della comunità italo-montrealese preservare la sua storia.
“Gli italiani hanno contribuito a sviluppare il quartiere. Hanno aperto imprese e fatto girare l’economia. Quando ero nell’associazione, nei primi anni ’90, quasi l’80% dei negozi del mercato Jean-Talon era gestito da italiani. Abbiamo lavorato duramente per rivitalizzare boulevard St. Laurent spingendo perché si riparassero i marciapiedi, si facessero dei parchi, si installassero semafori, non solo per i commercianti, ma per tutti i residenti. Gli archi fanno parte di questi sforzi”, sottolinea il sig. Porcari.

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