Quebec

Perseveranza ed etica del lavoro, le chiavi per riuscire

Perseveranza ed etica del lavoro, le chiavi per riuscire
Photo: Foto F. Intravaia

Incontro con Maria Meriano, la “Regina del Tupperware”

 Nel 2007 la cifra d’affari di “Les Diamants”, la sua franchise di vendita di prodotti Tupperware, classificata n. 1 in America del Nord, è stata di 1,8 milioni di dollari. Nel 2017 è passata a 22,4 milioni. Niente male per un’immigrata che ha imparato alla scuola … della vita, facendosi largo nel periglioso mondo degli affari.

 

Il 22 maggio scorso, presso la sede della compagnia, ad Anjou, è stata presentata ufficialmente la sua biografia dal titolo “Da immigrante a milionaria, Maria Meriano, la regina del Tupperware”, firmata dallo scrittore J.M.R. Martin che per un anno l’ha seguita per poter poi avere tutti gli elementi necessari per raccontare il suo percorso e il segreto del suo successo.

Nata nel 1964 a Castelvetere sul Calore, in provincia di Avellino, Maria è arrivata a Montréal l’anno seguente con i genitori Adelina e Michelangelo. «All’inizio, come tanti altri italiani immigrati, i miei genitori – racconta Maria – hanno lavorato nelle manifatture e per poter arrotondare lo stipendio facevano altri lavoretti, mio padre riparava motori, perché era il suo vero mestiere, e mia madre cuciva.

Lavoravano 12, 13 anche 14 ore al giorno e risparmiavano tutto quello che potevano. Facevano tutto in casa e non avevano paura di lavorare e, come si dice, hanno saputo strofinare i 5 centesimi per farli diventare 5 dollari!».

È una frase che mi piace ripetere per far capire fino a che punto erano dei grandi lavoratori. Mi fanno ridere le persone che dicono: non ho tempo per fare questo o fare quello! Mio padre, che oggi a 78 anni, ha sempre detto: “abbiamo tutti le stesse 24 ore, dipende dall’uso che ne fai”; c’è chi perde tempo a vedere la televisione e chi, invece, mette a profitto quel tempo studiando o facendo qualcosa di più utile per il proprio futuro. Sono cresciuta con questi principi, con l’idea che è meglio farsi la “propria” televisione, di essere gli artefici della propria trasmissione piuttosto che i testimoni passivi di quella degli altri, perché non sono loro che fanno il tuo salario! Mio padre, così come mia madre, è sempre stato il mio “eroe”, un vero esempio di rigore, perseveranza e disciplina! È riuscito poi a mettersi in proprio aprendo un garage e, in poco tempo, grazie a questo loro modo di vedere le cose, hanno comprato anche casa».

 

Il destino bussa alla porta

 

«Nel 1971 Adelina – racconta l’autore della biografia – lavorando in manifattura si fece male ad una mano. Si ritrovò a casa senza salario e senza poter lavorare. Un bel giorno il destino, sotto forma della signora Ginette, bussò alla porta. Era una rappresentante di prodotti Tupperware. Adelina parlava quasi solo italiano, Ginette solo il francese, eppure si capirono subito.

Maria Meriano in compagnia del suo biografo J.M.R. Martin

In Adelina nacque la “scintilla”, quella di poter vendere anche lei tali prodotti e utensili di plastica per la cucina. L’unico problema era che andare in giro da sola per le case, soprattutto di sera, non era, all’epoca, ben visto. Allora Adelina decise di ovviare al problema portandosi dietro proprio la piccola Maria che in tal modo, a 6-7 anni, ebbe il suo “battesimo” con il Tupperware. Nel giro di una decina di anni … sono diventati milionari!».

«I miei genitori – interviene Maria – nel 1981 hanno aperto il loro proprio centro di distribuzione di prodotti Tupperware, la franchise “Les Millionaires”, la prima data in concessione a degli immigrati in Canada ed io ho iniziato a lavorare in questa franchise. Ho fatto i miei studi, ho preso un “DEC” ed ero stata ammessa all’Università Concordia ma non l’ho mai frequentata perché ho realizzato rapidamente che con il Tupperware avrei potuto guadagnare bene la mia vita, a 21 anni ero già una donna d’affari affermata, con la mia propria squadra di venditori.

 

Un matrimonio “speciale”

Ma la vera svolta – continua Maria che oggi gestisce qualcosa come 15.000 e più consiglieri– è stata quando ho incontrato Mohamed, algerino, musulmano, l’uomo che poi è diventato mio marito. All’inizio i miei genitori sono rimasti perplessi, un musulmano e una cattolica, per loro sarebbe stato un matrimonio impensabile. Mio padre avrebbe voluto per me un marito cattolico e italiano. Ma poi le cose si sono “aggiustate”, ci siamo sposati e nel 1989 io e Mohamed abbiamo aperto “Les Diamants”, la nostra propria franchise.

Ed è stato lui che ha portato il nostro business ad un altro livello, è lui il cervello, l’uomo saggio a cui chiedere consiglio, ed è lui che si occupa di tutta l’amministrazione mentre io – dice Mohamed – sono la “parlatrice”, la formatrice e la motivatrice che cerca di spiegare qual è la nostra filosofia e che il successo dipende da noi. Dipende dalla nostra volonta, dalla nostra perseveranza e dall’impegno che mettiamo in quello che facciamo.

Certo, come in tutte le cose, possono esserci degli alti e dei bassi ma anche se non sai scrivere, e mio padre e mia madre, analfabeti, lo hanno dimostrato, anche se vieni da Castelvetere che non è certo il centro del mondo, anche se la religione di tuo marito è diversa dalla tua, ma il tuo codice di lavoro è rigoroso, i tuoi valori sono quelli della tolleranza, dell’aiuto reciproco, del rispetto delle persone e del lavoro, e credi fermamente in quello che fai, riuscirai a realizzare la tua vita da sogno». Parola di Maria!