Quebec
16:34pm19 giugno 2020 | mise à jour le: 19 giugno 2020 à 16:34pmReading time: 4 minutes

Un fiume in salute? Dipende da noi

Un fiume in salute? Dipende da noi
Photo: Foto cortesiaIl veliero Éco-Maris in navigazione sul San Lorenzo

Il fiume San Lorenzo e il veliero-scuola ÉcoMaris

Giugno è un mese importante per le nostre acque. L’8 scorso è stata celebrata la “Giornata mondiale degli oceani”. Il Canada, in questo senso, è in prima fila visto che si estende dal Pacifico all’Atlantico, senza dimenticare l’Oceano Artico.

A seguire, c’è stata la “Settimana del San Lorenzo”, il maestoso fiume, uno dei più lunghi del mondo che, con i suoi quasi 2000 km, attraversa tutto il Québec per gettarsi nell’Atlantico. Un fiume di un’importanza strategica, non solo dal punto di vista economico, in quanto rappresenta una via di comunicazione fondamentale per gli scambi commerciali internazionali, ma anche da quello ambientale con il suo ecosistema unico al mondo.

Dal 2012 il veliero-scuola “ÉcoMaris” percorre in lungo e in largo il San Lorenzo con il doppio obiettivo di formare dei giovani ai “mestieri” del mare e dell’ambiente, e di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni ed i bisogni del fiume.

A Simon Paquin, direttore generale di “ÉcoMaris”, che oltre ad essere un veliero è anche un organismo educativo senza fini di lucro, abbiamo chiesto: il San Lorenzo è un fiume in salute?

Il fondatore e direttore di ÉcoMaris Simon Paquin

«Il linea generale – risponde il signor Paquin – riflette l’immagine della situazione planetaria degli oceani. Non è né meglio, né peggio. Il fiume presenta alcune problematiche come l’acidificazione delle acque, la presenza della microplastica, l’ipossia, ovvero la mancanza di ossigeno nell’acqua, che si ritrovano ovunque, compreso il San Lorenzo, anche se su scala differente. Non siamo né meglio, né peggio, forse ci sono al momento ancora pochi studi su questi fenomeni che sarebbe il caso di approfondire.

Un altro esempio è quello della corrente fredda del Labrador che non entra più in profondità come prima nelle acque del San Lorenzo le quali, in tal modo, tendono a riscaldarsi troppo. C’è tanta plastica nel fiume quanta se ne ritrova in mezzo all’Atlantico, viviamo in un unico pianeta dove tutto è interconnesso. Una riduzione degli effetti delle correnti marine è una riduzione dei suoi effetti tanto nel San Lorenzo che altrove.

Una delle soluzioni individuate per migliorare la situazione – continua il signor Paquin – è quella di creare un maggior numero di Aree Marine Protette (AMP). In partenariato con altri organismi di difesa dell’ambiente abbiamo messo online una petizione, che invitiamo a firmare, affinché si passi da un programmato 10% al 30% di AMP entro il 2030. Al momento, in Québec siamo all’1,9 % di aree marine protette, siamo ancora lontani dall’obiettivo. Se lo raggiungeremo il fiume starà sicuramente meglio, le specie si rigenererebbero più facilmente permettendo di far ripartire gli ecosistemi danneggiati».

 

Navigazione, industrializzazione, la pressione è forte sul fiume San Lorenzo

«Anche qui è una questione di equilibrio. La navigazione, dunque il trasporto di merci ed il turismo, sono vitali per la nostra economia. L’importante – continua – è fare le cose nel rispetto delle regole. Il traffico sul San Lorenzo è meno intenso che in altre zone del mondo ma trasportare la merce sulle navi e meno inquinante che trasportarle su strada.

C’è poi un impegno da parte di tutti a rispettare l’habitat degli animali, in particolare dei grandi mammiferi marini. Casi come quello della balena che è arrivata fino al Vecchio porto di Montréal sono isolati. Le balene non appartengono al fiume San Lorenzo, passano l’inverno nel sud e ritornano qui l’estate per nutrirsi, perché in queste acque trovano una grande disponibilità di plancton (microrganismi) di cui sono ghiotte. Se ce n’è vuol dire che la situazione non è poi così catastrofica. La loro salute dipende dalla salute degli oceani, non solo del nostro fiume. Gli oceani ci procurano il 60% dell’ossigeno che respiriamo. L’ossigeno non viene solo dall’Amazzonia ma anche e soprattutto dal plancton che c’è negli oceani. Ancora una volta il problema è globale perché tutto, correnti, temperature, plancton, plastica, è interconnesso e in continuo movimento. Abbiamo un corso d’acqua straordinario, è importante conoscerlo, capirne le caratteristiche e proteggere questo fragile ecosistema».

 

“L’appel du golf”

Per informazioni sulle attività e le spedizioni di Éco-Maris: www.ecomaris.org

In occasione della Giornata mondiale degli oceani sono stati diffusi tre video con il titolo “L’appel du golf” per mettere in luce l’importanza delle AMP e l’operato di coloro che si impegnano per la salvaguardia del San Lorenzo:

Les îles: https://vimeo.com/392794986/fa19b618d7

Eukuanitshit: https://vimeo.com/392794289/c039b1213c

Les baleines: https://vimeo.com/392794507/d801776ec3

Per firmare la petizione sulle AMP:

https://fr.davidsuzuki.org/action/demandons-30-daires-marines-protegees-dici-2030-saint-laurent/