Quebec
16:39pm23 giugno 2020 | mise à jour le: 23 giugno 2020 à 16:39pmReading time: 4 minutes

Attraverso la tempesta

Attraverso la tempesta
Photo: Foto cortesiaIl direttore generale Mariano De Carolis

Intervista a Mariano De Carolis, direttore della Cassa Popolare Canadese-Italiana Desjardins

Il ciclone Covid-19 si è abbattuta su tutti e su tutto: anziani, giovani, industrie, centri commerciali, negozi e banche che hanno dovuto rimboccarsi le maniche per “sostenere” cittadini e aziende alle prese con una grave crisi finanziaria.

Come ha affrontato la tempesta, e le sue conseguenze, un’istituzione “faro” della nostra comunità come la Cassa Popolare Canadese-Italiana Desjardins?

Lo abbiamo chiesto al suo direttore Mariano De Carolis, al timone di una banca che ha 9 succursali, circa 28.000 clienti, di cui l’82% d’origine italiana, e un centinaio di impiegati.

«Certo, è stato difficile per tutti e anche per noi – esordisce il direttore – perché volevamo continuare a fare come abbiamo sempre fatto ma non potevamo. Allora ci siamo dovuti adeguare. Fin da quando è stato decretato il lockdown i nostri impiegati, chi in ufficio, per la maggior parte, e chi a casa perché magari era entrato in contatto con qualcuno che era stato contagiato, hanno sempre continuato a rispondere alle domande e alle richieste dei clienti spiegando loro quale era il nuovo modo di procedere. E devo dire che in generale la clientela ha capito la situazione ed è rimasta soddisfatta.

In questo periodo – prosegue – è rimasto aperto alla clientela solo un centro servizi, quello di Henri-Bourassa ma poteva entrare solo un numero limitato di persone. In tutti gli altri punti i nostri impiegati hanno continuato a rispondere alle domande dei clienti che, in certi casi non devono nemmeno più spostarsi. Oggi, ad esempio, è ammessa la firma elettronica e molte cose si possono fare online. In certi casi, come per le persone anziane o quelle che non potevano spostarsi, ci siamo spostati noi. Abbiamo fatto tutto per proteggere la loro salute ma anche quella dei nostri impiegati».

 

Quali misure avete preso per venire incontro ai vostri clienti?

«A coloro che hanno perso il lavoro e non potevano più fare fronte ai loro pagamenti mensili, ipoteche, prestiti e altro – risponde il direttore – abbiamo offerto una proroga di 6 mesi. Abbiamo concesso dei prestiti d’urgenza ad un tasso d’interesse irrisorio. Noi di Desjardins siamo stati gli unici ad offrire un pagamento con la carta, senza contatto, fino a 250$. Inoltre, abbiamo fatto da intermediari tra il governo canadese e i proprietari di imprese, negozi, ristoranti ecc. per i prestiti di 40.000$. Di questi 40.000 dovranno restituirne solo 30.000. Sono misure temporanee, per il momento funzionano. Vedremo verso agosto-settembre, con l’arrivo delle scadenze e con la riapertura di molte attività come andranno le cose. Per il momento nella nostra clientela italiana non abbiamo colto nessun segnale particolare di difficiltà».

La sede sociale su boul. Saint-Laurent, nella Piccola Italia

 

E per la riapertura?

«Ci siamo assicurati che in tutti i nostri punti di servizio vi siano sul pavimento le indicazioni per segnalare la distanza dei 2 metri da tenere, abbiamo installato le macchinette distributrici di disinfettante per le mani e il plexiglass per proteggere impiegati e clienti.

Inoltre, i nostri impiegati hanno seguito un’apposita formazione. Disinfettiamo tutte le superfici e non utilizziamo la stessa penna che utilizza il cliente per firmare. Il consiglio per tutti è sempre quello di lavarsi le mani. Maneggiamo soldi, ma i soldi passano di mano in mano, anche prima del Covid-19 era così, non si sa mai chi li tocca o dove si mettono. Anch’io se maneggio dei soldi non vado poi a mangiarmi un panino se prima non mi sono lavato le mani!»

 

Solidarietà

«Durante questo periodo di pandemia – tiene a sottolineare Mariano De Carolis – ci siamo dati come responsabilità quella di aiutare la gente in difficoltà. Insieme al Club di golf Metropolitain, abbiamo consegnato oltre 5000 pasti agli organismi che lavorano per aiutare i più poveri e i senza tetto, agli ospedali di Montréal e Laval, abbiamo collaborato con la Diocesi di Montréal, con i Servizi Comunitari, con il Consolato italiano per rifornire le banche alimentari e per aiutare gli anziani in difficoltà. Ma non abbiamo fatto come hanno fatto a noi negli anni ’50. Abbiamo aiutato tutti, senza distinzione di colore di pelle, di età, di sesso ed altro, il criterio che ci ha guidato è stato quello del bisogno delle persone».

 

Consigli o suggerimenti?

«Continuare a mantenere le distanze e a seguire le regole di sicurezza perché non dobbiamo pensare che tutto sia finito ed avere un po’ di pazienza anche se in succursale c’è la fila. È una fila a fin di bene perché non vogliamo dare più nessuna chance al virus!»