È tempo di sciroppo d'acero, in Italia arriva la cucina del Quebec

Pubblicato il 22 marzo 2017

La Delegazione del Québec a Roma sta facendo conoscere agli operatori del settore agro-alimentare una serie d prodotti tipici quebecchesi tra cui il "celebre" sciroppo d'aceroi

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Ansa - Nel Québec, a primavera "le temps des sucres" è la stagione in cui si raccoglie la linfa dell'acero per fare lo sciroppo, un vero e proprio risveglio dopo il lungo e rigido inverno: ed è proprio la primavera che è stato prescelta dalla Delegazione del Québec a Roma per far conoscere agli operatori del settore agro-alimentare una serie di prodotti ancora inesplorati nei quattro incontri dal titolo "Apperò il Québec!" che si sono svolti tra Milano e Roma.

Insieme allo chef Mario Julien, in arrivo dal Golf Club Le Mirage (Terrebonne, Québec) di proprietà di Céline Dion, e alla collaborazione in totale sinergia delle brigate dei ristoranti del Grand Hotel Visconti Palace di Milano e del Baglioni Hotel Regina di Roma, sono state preparate alcune delle pietanze che rispecchiano la cultura quebecchese del cibo a tavola, tra cui materie prime che detengono il primato di produzione ed esportazione mondiale, tra cui i semi di mostarda, il mirtillo rosso e i derivati dell'acero, primo fra tutti il celebre sirop d'érable, lo sciroppo d'acero. "In Québec siamo già aperti alle realtà enogastronomiche italiane - ha detto il pluripremiato chef - e troviamo i vostri prodotti ovunque. Io stesso non potrei fare a meno nella mia cucina di molte eccellenze italiane! Nel mio cuore però porto anche i prodotti della mia terra, il Québec, e il mio desiderio più grande è farveli conoscere".

Acero e non solo

Accoglienza più che positiva dei fruitori all'iniziativa, oltre che curiosità e sorpresa di fronte alle molteplici tipologie di prodotti presentati: l'acqua di acero, il burro di acero, la gelatina di acero, l'aceto di acero, lo zucchero di acero... ma anche le birre artigianali quebecchesi, le tisane confezionate dal popolo Inuit, i sidri di mela e il vino di pomodoro, ed alcune varietà di funghi e piante completamente sconosciute in Italia, tra cui le têtes de violon e pietanze tipiche dello street food locale, prima fra tutti la celebre poutine, ma anche il pouding chmeur.

«Momento propizio»

Il ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione del Québec guarda con grande attenzione al mercato italiano e lo considera prioritario per le sue azioni di proiezione, anche in virtù dei nuovi accordi di libero scambio tra Europa e Canada: "La ratifica del Ceta - afferma Marianna Simeone, Delegato del Québec a Roma - rende il momento propizio per permettere ai potenziali distributori italiani di conoscere e toccare con mano la qualità dei nostri prodotti. La costante attenzione all'ambiente, le scelte eco-responsabili, la capacità dei produttori quebecchesi di ascoltare la natura e rispettarne i tempi, il rispetto delle tradizioni sono un valore aggiunto che caratterizza i prodotti agroalimentari del Québec".