Mi sento italiano quando...

Pubblicato il 28 marzo 2017

In piedi da sin.: Karina Gaveglia-Luna 603; Briana Plescia 501; Victoria Carlacci 503; Melissa Fedele 503; Michael Greco 504; Chiara Molfetta 504. Da sin, seduti: Olivia Mejia 504; Alessandro Biello 504; Samantha Antioco-Neves 601; Alexia Savo 601; Julia Gamrat 503 Emma B. 602 non è presente nella foto

Il "Corriere dei Ragazzi", in collaborazione con la scuola elementare Pierre de Coubertin di Saint-Léonard

Noi italiani abbiamo delle tradizioni alle quali siamo molto legati e le tramandiamo di generazione in generazione. Fanno parte della nostra cultura e delle nostre radici. Anche se un bambino di origine italiana non parla bene la lingua, si sente italiano perché si riconosce in questi modi di vivere. Abbiamo raccolto una serie di modi di fare, di credenze e di superstizioni  che appartengono alla comunità italiana e fanno parte della vita quotidiana di questi bambini. Si potrebbe scrivere un libro, ho ricevuto pagine e pagine dai miei studenti su questi antichi usi e costumi italiani. Sono contenta soprattutto perché questa ricerca ha permesso uno scambio di idee tra nonni e nipoti, agevolando un confronto e un dialogo che troppo spesso manca. Le abbiamo commentate insieme in classe, ed ecco una classifica delle più interessanti e curiose.

Carmela Bonifacio, insegnante di italiano

 

Ho chiesto loro: Quando ti senti italiano?

 

Ed ecco cosa mi hanno risposto.

Mi sento italiano quando...

Non mangio tutto il cibo che la nonna mi mette nel piatto, perché è troppo, e la nonna pensa che sono gravemente malata. (Chiara Molfetta 504)

Quando... mia nonna prepara per 40 persone anche se siamo solo 10 a tavola, portiamo a casa il cibo che resta, e ci mangiamo per una intera settimana. (Olivia Mejia 504).

Quando... si mette il nome del nonno al primo nipote maschio. (Michael Greco 503)

Quando... i miei nonni si fanno il segno della croce, e mi guardano male se anche io non lo faccio,  non solo davanti a tutte le chiese ed edifici religiosi, ma anche davanti a tutte le case che hanno una  piccolissima statuetta o un piccolo simbolo  di Gesù o della Madonnina, e guai a distrarsi per strada! (Alexia Savo 601- Melissa Fedele 503)

Quando... si deve posizionare  il pane sempre verso l’alto perché, il pane è simbolo di vita, e non dovrebbe mai essere messo a testa in giù. (Emma B. 602)

Quando... sui i divani o sulle sedie c’è ancora la plastica di quando sono stati comprati, anche se sono vecchi di anni.

Quando... la dispensa è piena di conserva  pomodoro e ...di bottiglie di candeggina, ma anche di prosciutti, soppressate, formaggi, vino, che potrebbero dare da mangiare e da bere all’intera città.

 Quando... prima di ogni cosa viene sempre la famiglia, e ci si aiuta sempre anche se questo aiuto non viene chiesto.

Quando... le persone non si conoscono per nome ma per soprannome. (Karina Gaveglia –Luna 603)

Quando... gli uomini si baciano sulla guancia una volta a destra e una a sinistra per salutarsi, quando si parla forte e si usano i gesti per comunicare (Julia Gamrat 602) e quando... ci si bacia tutte le volte che ci si vede durante lo stesso giorno. (Melissa Fedele 503)

Quando... rimane un po’ di salsa e si pulisce il piatto con il pane, quando... ci si meraviglia se qualcuno prende il cappuccino dopo mezzogiorno e quando... mi rimproverano se metto i gomiti sul tavolo. (Samantha Antioco-Neves 601).

Quando il giardino o l’orto del nonno sono i più belli di tutto il vicinato, e quando la nonna pulisce non solo dentro la casa, ma anche il marciapiede e la strada con tanta cura ed attenzione.

 

A proposito delle superstizioni

 

Ma passiamo adesso alle superstizioni, anche queste hanno delle regole molto rigide da seguire altrimenti...

Avremo sfortuna quando... ospiteremo 13 persone a mangiare attorno allo stesso tavolo, perché erano in 13 gli Apostoli durante l’ultima Cena con Gesù. Magari meglio dividere gli ospiti in due tavoli. (Alessandro Biello 504)

Quando... si fa un brindisi e nel bicchiere c’è solo acqua, o... si mette un cappello sul letto. (Victoria Carlacci 503).

Quando... se non si vuole che piova, si stende un rosario fuori, o si appende l’aglio in balcone per allontanare la cattiveria della gente. (Karina Gaveglia –Luna)

Quando... per evitare la sfortuna si tocca ferro e si fanno le corna con le dita della mano, e si porta un piccolo corno nascosto bene contro il malocchio.

Quando... per sbaglio si spazza sui piedi di qualcuno che non è sposato, perché c’è il pericolo che non si sposi più per tutta la vita. (Melissa Fedele 503)

Quando... regali un coltello e gli devi dare anche una piccola moneta altrimenti grandi saranno le liti che succederanno.

Quando... si regala un portafoglio, e si devono pure mettere dei soldi dentro per augurare buona fortuna. (Karina Gaveglia-Luna 603)

Quando... si va ad un salone funerario e non si deve fare subito visita agli amici, e mai prendere un caffè a casa di chi ci riceve, perché non è di buon augurio. (Briana Plescia 501)

Quando... perché non c’è posto ci si siede in un angolo del tavolo e non si è sposati, si rimarrà singol per tutta la vita. (Victoria Carlacci 503).

Non passare sotto un scala, non rifare il letto o la tavola in 3 persone, non versare l’olio, non aprire l’ombrello in casa...non incrociare gli oggetti...ecc., che fatica ricordare tutto questo!

La soluzione? Non pensarci troppo ... la fortuna sorride solo a chi pensa di essere fortunato!

Vogliamo con questo articolo ringraziare tutti i nonni e tutti i genitori che hanno voluto, non solo mantenere le loro tradizioni, ma tramandarle con fierezza e tanto amore, permettendo a questa generazione di nuovi italiani che vivono lontani dall’Italia, di potere affermare con orgoglio “io sono italiano”. Grazie di cuore!