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15:44pm16 novembre 2021 | mise à jour le: 16 novembre 2021 à 15:44pmReading time: 5 minutes

Non più invisibili… né mute!

Non più invisibili… né mute!
Photo: Foto cortesiaIl ruolo delle donne nella nostra comunità e nella nostra società non è riconosciuto e valorizzato come dovrebbe essere

La corrente delle donne nella nostra comunità

di Margherita M Morsella, Avvocata – morsellamargherita@gmail.com

Mai, come in questo periodo, la presenza delle donne nella nostra comunità si fa sentire così forte e clamorosa. La loro voce e le loro azioni sono ovunque: nel mondo politico, in quello giuridico, sociale, e culturale.

Queste donne sono un vero motore di cambiamento; sono dinamiche e generose verso la comunità da decenni eppure, nessuna delle loro foto è esposta nel Salone dei Governatori al Centro Leonardo Da Vinci. Erano invisibili, ma ciò sta per cambiare.

La “corrente” delle donne fa avanzare e progredire la nostra comunità in maniera concreta, quotidiana e pragmatica da anni. Con la loro militanza, con le loro iniziative, con le loro pubblicazioni e le loro opere d’arte hanno arricchito e preservato la memoria storica della nostra comunità. Con la loro tenacia e professionalità educano ed ispirano la terza e quarta generazione al mantenimento della cultura e della lingua italiana.

Con la loro presenza al Parlamento canadese, all’Assemblea nazionale, e al Consiglio municipale ci rendono fiere e ci danno speranza per il futuro.

Ma chi sono queste donne che sfidano lo status quo e cosa hanno fatto di recente?

 Patrizia Lattanzio, avvocata di professione, rieletta con una straordinaria percentuale di voti per accedere di nuovo al Parlamento Canadese. Attiva nei comitati parlamentari,

anche se non si è vista accordare un portafoglio ministeriale, lavora dietro le quinte nell’interesse dei suoi elettori. Dovremmo celebrare con un po’ più di visibilità la riuscita di Patrizia Lattanzio.

 Filomena Rotiroti, membro dell’Assemblea Nazionale del Quebec dal 2008. La sua sembra essere una strada che l’ha portata direttamente all’Assemblea Nazionale, senza

implicazione anteriore con la base elettorale, ma con una carriera professionale in politica come consigliera. Non ci sono molti “focus” su quello che compie, ma il suo atteggiamento e comportamento, sempre rispettoso e degno, meriterebbero più attenzione.

Bisogna sottolineare però che queste donne politiche, e quelle precedenti come Rita De Santis, appartengono tutte al Partito Liberale, che storicamente ha quasi sempre dominato la sfera politica nella comunità italiana del Québec. Di conseguenza, potrebbe avvenire che se non appartieni al partito liberale, anche se hai le capacità e la preparazione, le porte della politica, a parte qualche eccezione, possano non aprirsi.

 Giuliana Fumagalli, sindaca dal 2017 dell’arrondissement Villeray-St-Michel-Parc-Extension, ha fondato di recente un suo proprio partito politico municipale chiamato “Quartiers Montréal”. Tutte le sue candidate sono donne; chiedeva la rielezione il 7 novembre scorso. Donna dinamica e controversa ma molto vicina al popolo, agiva con convinzione per il suo arrondissement. È entrata nella scena politica municipale senza l’aiuto tradizionale dei partiti stabiliti nella nostra comunità, né dei suoi notabili. Poteva mantenersi in sella senza questo aiuto? I risultati delle elezioni municipali non l’hanno favorita. Anche lei meriterebbe un po’ più di riguardo.

 

Donne, arte e società

Vediamo ora alcune altre donne che con il loro savoir-faire hanno contribuito a far avanzare progetti che dormivano da anni, oppure a realizzare opere d’arte che immortalano un periodo storico, che documentano le nostre radici ed il nostro percorso migratorio.

 Joyce Pillarella, è una donna che non lascia nessuno indifferente. Fate largo, se vi trovate sul suo percorso, perché la sua energia e passione, vi scombussolano e vi impressionano. Anche se il fascicolo su l’Internamento degli Italiani nei campi di concentramento come Petawawa, durante la Seconda guerra mondiale non ha ottenuto un risarcimento, alla fine il governo liberale di Justin Trudeau, ha presentato le scuse ufficiali nel 2021 in Parlamento in gran parte grazie al lavoro di questa “Storica orale”. Smettiamo solo di criticare, applaudiamo chi non smette di lavorare con cuore, per ottenere la chiusura di tale fatto storico cruciale per guarire quella ferita, inflitta tanti anni fa ai nostri familiari detenuti senza giusto processo.

 Faustina Bilotta, è un artista che ha composto un’opera esposta al Museo Pointe-à-Callière nell’ambito dell’esposizione “Montréal à l’italienne’. Il titolo della sua opera è “Internati Italiani a Petawawa, 1940” ed è una stampa su tela che riproduce delle caselle quadrate (rappresentanti delle celle di prigione) dove sono incisi i nomi delle 600 persone che furono internate a Petawawa. Perché si sa poco o niente della generosità di donne come Faustina che, a parte questo, ha messo in piedi anche il concorso annuale chiamato “Il Piccolo Leonardo” che premia i bambini della nostra comunità che realizzano un’opera d’arte? Perché non si sa e non si valorizza il fatto che è anche la presidente del “Collectif des Femmes Immigrantes”, un organismo che esiste da decenni a livello provinciale e che lavora per l’integrazione degli immigrati nel Québec? Ogni giorno, senza clamore, Faustina compie un gesto di solidarietà per aiutare chi ne ha bisogno.

 Anita Aloisio, Sonia Cancian, Michaela De Cesare e Agata De Santis, sono alcune delle scrittrici che durante questa pandemia non hanno smesso di creare, recitare, pubblicare e diffondere le loro opere. Da “Basilicata Secrets” a “With Your Words in my Hands”, da “Only” a “Mal’occhio, everything you ever wanted to know about the evil eye”, queste donne non si sono arrese davanti alla pandemia ed hanno continuato a presentare i loro libri tramite incontri virtuali e piattaforme sociali.

Non si può dimenticare la nascita di gruppi e associazioni quali l’Alliance Donne e C.I.A.O. (Canadian Italians against oppression) che hanno osato urlare forte e chiamare le cose per il loro nome: sessismo, discriminazione, razzismo, oppressione, esclusione e potrei continuare.

Molte delle donne facenti parte di questi nuovi gruppi hanno attirato l’ira dei più tradizionali notabili della nostra comunità. “But the dye is cast” per citare un famoso personaggio, perché niente può più frenare “la corrente” delle donne nella nostra comunità.

 

 

 

 

 

 

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