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13:41pm28 maggio 2021 | mise à jour le: 31 maggio 2021 à 19:31pmReading time: 5 minutes

Le scuse ufficiali in Parlamento: il discorso di Justin Trudeau

Le scuse ufficiali in Parlamento: il discorso di Justin Trudeau
Photo: Foto Joyce PillarellaLe famiglie degli internati si sono incontrate per discutere e confrontare le loro esperienze

Con le scuse ufficiali presentate dal Primo Ministro Justin Trudeau alla Camera dei comuni il 27 maggio scorso alle famiglie delle persone che subirono l’internamento negli anni ’40, e all’intera comunità italo-canadese, si chiude un capitolo doloroso della storia recente del Canada.

Un capitolo che è durato 80 anni, che ha avuto fasi alterne, che ha suscitato passioni e depressioni e che viene, sia pure in ritardo, a colmare un vuoto ma soprattutto a restituire quella dignità alle famiglie e quel senso di giustizia morale che le tragiche vicende della Seconda guerra mondiale avevano spazzato via.

«Allorché le autorità bussarono alle loro porte – ha detto in Aula il PM Justin Trudeau – le persone furono arrestate senza che fossero formulate contro di loro delle accuse ufficiali. Non poterono nemmeno difendersi nel quadro di un processo aperto ed equo, né poterono presentare delle prove o rifiutare quelle che erano state utilizzate contro di loro. E pertanto furono portati a Petawawa, Fredericton, Kananaskis o Kingston. Al loro arrivo nel campo di detenzione la durata della pena non era determinata, qualche volta l’internamento durò dei mesi, altre volte degli anni ma le ripercussioni sono durate tutta la vita.

Il PM Justin Trudeau pronuncia il suo discorso nella Camera dei Comuni

Delle reputazioni sono state rovinate, delle imprese sono state smantellate, delle famiglie si sono ritrovate senza mezzi di sussistenza, dei bambini sono stati respinti dai loro amici. Queste storie, a causa delle vergogna e della paura sono passate sotto silenzio per troppo tempo. Per troppe generazioni questa ingiustizia è stata pesante da sopportare.

Il 10 giugno 1940 allorché la Camera dei Comuni dichiarò guerra al regime fascista di Mussolini in Italia, il Canada – ha proseguito Trudeau – non aveva dichiarato guerra agli italo-canadesi. Ergersi contro il regime italiano che si era schierato dalla parte della Germania nazista fu la buona cosa da fare, ma far portare la la colpa agli italo-canadesi rispettosi della legge non lo fu.

Allorché si chiedeva ai canadesi di unirsi per sostenere lo sforzo di guerra e si ricordava alle persone di fare la loro parte, altre erano trattate come dei nemici, anche se non avevano commesso alcun crimine…

Il modo in cui il governo ha trattato gli italo-canadesi – ha continuato il Primo Ministro – è stato inaccettabile e questo trattamento ha causato dei reali pregiudizi non solo agli uomini e alle donne che sono stati internati/e, e alle loro famiglie, ma anche alle generazioni che hanno vissuto con questa eredità di discriminazione. È tempo di fare ammenda onorevole.

Oggi – ha affermato Trudeau – prendo la parola alla Camera per presentare le scuse ufficiali a nome del Governo del Canada per l’internamento degli italo-canadesi durante la Seconda guerra mondiale, agli uomini e alle donne che sono stati portati nei campi di prigionia o mandati in prigione senza che nessuna accusa fosse mossa contro di loro, alle persone che non sono più tra di noi per ascoltare queste scuse, alle decine di migliaia di italo-canadesi che sono stati designati come soggetti di un paese nemico, ai figli e ai nipoti che hanno portato la vergogna ed il dolore di una generazione e ad una comunità che ha tanto dato al nostro paese. Noi siamo spiacenti. Chiediamo – ha detto Trudeau in italiano – scusa».

 

Lealtà e resilienza

«Ho ascoltato e abbiamo ascoltato le vostre storie. Dopo la guerra – ha proseguito il PM Trudeau – i vostri genitori e nonni hanno lavorato forte e questo malgrado il modo in cui il governo li aveva trattati. Ogni impresa prospera che questi uomini e donne hanno ricostruito e ogni organismo di beneficenza locale che hanno creato testimoniavano del loro impegno verso il Canada. Coloro che sono diventati membri delle Forze armate canadesi o rappresentanti del Governo hanno dimostrato l’abnegazione verso i loro concittadini. Quale miglior modo per dimostrare che l’ingiustizia di cui erano stati vittime era un errore! Quale miglior modo di provare che amavano il Paese che avevano scelto per vivere! Sarebbe stato così facile per loro voltare la schiena al Canada invece si sono consacrati a costruirlo. Ecco la loro eredità, un eredità che dura ancora oggi.

A tutti coloro che hanno avuto il coraggio di parlare di questo capitolo doloroso della nostra storia, a tutti coloro che non hanno mai cessato di amare questo paese, alla loro resilienza e a quella delle loro famiglie: voi – ha aggiunto – rendete omaggio ai vostri genitori e nonni incarnando i valori che vi hanno insegnato…

E a tutti gli italo-canadesi che arricchiscono la nostra comunità, da St-John a Vancouver, da Montréal fino al Grande Nord, voi ci ricordate che la diversità sarà sempre la nostra forza. Il coraggio, la resilienza, la convinzione irremovibile che insieme siamo più forti. Ecco alcuni dei valori che gli italo-canadesi hanno sempre incarnato.

Gli internati e le loro famiglie – ha concluso Justin Trudeau parlando in italiano – hanno mostrato la strada giusta, quella dell’integrità, della solidarietà, dell’unità, della lealtà al Canada. Per questo tutto il Paese è riconoscente. Grazie di cuore.

 

Consenso in Parlamento

Al termine del suo discorso hanno preso la parola anche i rappresentanti delle opposizioni: Erin O’Toole, capo del Partito Conservatore; la deputata Marie-Hélène Gaudreau, a nome del Bloc Québécois; Jagmeet Singh, capo del Partito Neodemocratico e la deputata Elizabeth May, a nome del Partito Verde, per unirsi alle scuse ufficiali e per rendere omaggio al contributo della comunità italo-canadese.

 

 

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