Canada
16:36pm14 ottobre 2014 | mise à jour le: 14 ottobre 2014 à 16:36pmReading time: 4 minutes

La politica? Una passione!

«A 15-16 anni, con la scuola, facemmo una viaggio ad Ottawa e visitammo il Parlamento. Rimasi molto impressionato da questo edificio e dalle persone che vi lavoravano. La visita mi fece riflettere molto e mi venne il desiderio di saperne di più, di capire cosa fanno i politici, quali sono le loro responsabilità».

È stato il primo passo intrapreso da Angelo Iacono, avvocato, funzionario federale, vicepresidente dell’Associazione giuristi italo-canadesi, Governatore della Fondazione comunitaria italo-canadese e candidato liberale (contea di Alfred Pellan, Laval-Est) alle prossime elezioni federali (ottobre 2015), verso la strada della … politica!».

Il Corriere Italiano lo ha incontrato.

«Il secondo passo – racconta – è stato il mio impegno negli organismi e comitati scolastici, per cercare di far avanzare le richieste degli studenti, per migliorare il sistema. Dunque fin da ragazzo mi sono interessato a questo aspetto del servizio “pubblico”. Era anche l’epoca del PLC di Pierre Elliott Trudeau e della sua politica di apertura nei confronti delle comunità etniche. Tutto ciò mi è servito da ispirazione ed ho deciso di andare avanti in questa direzione».

Angelo Iacono, 49 anni, è nato a Montreal da genitori originari della provincia di Agrigento arrivati in Canada all’inizio degli anni ’50. Ha studiato Scienze politiche all’Università McGill, Legge all’UQAM, ha ottenuto un dottorato sempre in Legge all’Università di Ottawa ed ha fatto anche degli studi in Francia sulla Comunità europea, ha ricoperto diversi incarichi come funzionario per il governo federale ed è perfettamente a suo agio tanto in francese che in inglese o in italiano.

Angelo si è già presentato come candidato per la stessa contea alle elezioni del 2011 ma fu sconfitto dalla deputata NPD Rosane Doré Lefebvre che riuscì a strapparla al BQ. «È una contea molto dinamica, in via di svuluppo – afferma – con molte giovani famiglie; sono presenti diverse comunità etniche. Pur non risiedendovi la conosco bene perché è un luogo che frequento fin dagli anni ’70, quando andavo con mio padre nelle fattorie della zona a prendere i pomodori e gli altri ortaggi, perché vi abita una parte della mia famiglia e perché ho imparato a conoscerla bene durante l’ultima campagna elettorale. Vi risiedono, come dicevo, diverse comunità etniche ed anche molti italiani e questo, visto il mio “profilo”, facilita la comunicazione.

Sono fiducioso sulle possibilità di poter “conquistare” tale contea e penso che ad Ottawa si verificherà un cambiamento. Nel 2011 l’NPD ha vinto grazie al voto di protesta, alla “vague” generata dalla scomparsa di Jack Layton. Ora il PLC è un partito più “in forma” e con un nuovo capo carismatico, Justin Trudeau, che può fare la differenza. Inoltre, dopo tre mandati, la gente comincia ad essere stufa di Harper e dei conservatori ed io non ho mai smesso di essere sul territorio e di incontrare la gente che ora mi conosce un po’ di più rispetto a prima. Il 26 settembre scorso, ad esempio, ho organizzato una serata di raccolta fondi, per finanziare la campagna elettorale, alla quale erano presenti oltre 900 persone, un segno, anche questo, che esiste un movimento di fondo, una base, che sta crescendo e non una “vague”.

Avv. Iacono, che cos’è per lei la politica?

«È una grande passione perché mi piace essere tra la gente, con la gente e lavorare per la gente anche se questo, spesso, significa sacrificare la propria vita privata. Ma chi, come me, ha la fortuna di avere una moglie che condivide in pieno le mie scelte e che mi aiuta su questa strada, il problema diventa meno “pesante” e comunque, avendo anche un figlio piccolo, si cerca, nei limiti del possibile, di bilanciare vita pubblica e vita privata. Chi fa politica deve amare il contatto, le discussioni, il dibattito, deve saper ascoltare e deve essere capace di poter gestire le varie situazioni che si presentano, deve difendere le proprie idee e quelle del partito in cui si milita, deve mettere in pratica quello che predica. Il mio obiettivo è di “riavvicinare” la politica alla gente anche perché ultimamente si è creata una certa distanza. Pratico la cosiddetta “kitchen politics”. Mi piace molto andare nella cucina della gente, prendere un caffè insieme e discutere di tutto, dei loro problemi, dei loro bisogni. Voglio riavvicinarla ai cittadini».

Come vede la comunità italiana?

«La nostra comunità è ricca di tante belle cose ma in questo momento mi sembra che ci sia un vuoto. La cosa da fare è spingere i giovani a prendere il loro posto. Li vedo un po’ lontani, un po’ distratti, vorrei che avessero un ruolo più attivo, dobbiamo stimolare la gioventù ad impegnarsi di più per continuare a far progredira una cultura così bella e ricca come quella italiana».