Canada

Non solo le scuse per riparare le ingiustizie

Non solo le scuse per riparare le ingiustizie
Photo: Library and Archives Canada /PA-140527Autobus della polizia utilizzati, il 10 giugno 1940, per trasportare gli Italiani al quartier generale della Gendarmeria Reale del Canada nella zona della Vecchia-Montréal

Internamento degli Italo-Canadesi durante la Seconda Guerra Mondiale

Le organizzazioni rappresentative della comunità italo-canadese, il Congresso Nazionale degli italo-canadesi, la Federazione nazionale delle persone d’affari e professionisti italo-canadesi, e l’Ordine Figli e Figlie d’Italia del Canada, desiderano ringraziare il Primo Ministro Justin Trudeau per il suo sostegno alla Comunità italo-canadese e il suo impegno a presentare scuse formali alla Camera dei Comuni per i torti inflitti alla nostra Comunità durante la seconda guerra mondiale.

Durante la seconda guerra mondiale furono arrestati 6.000 italo-canadesi, 5.300 dei quali furono rilasciati dal carcere a condizione che si presentassero mensilmente alla RCMP; gli altri 700 furono internati dal governo federale per mediamente 15 mesi, senza mai essere accusati, senza aver diritto ad un processo equo o ad un avvocato. L’intera comunità italo-canadese è stata offesa e “assediata” da un’ingiusta discriminazione, da molestie e disagi e chiede da molto tempo un risarcimento.

Prima e dopo la guerra

“Piazza Petawawa”è un documentario emozionante e avvincente che traccia il viaggio canadese dell’internamento con storie raccontate dal punto di vista dei familiari sopravvissuti che sono stati testimoni della discriminazione, delle molestie e delle difficoltà imposte agli internati. Il documentario racconta l’internamento, prima e dopo la guerra, e descrive la sorte degli immigrati italiani in Canada, mentre perseveravano nella possibilità di stabilirsi in Canada, cercando il rispetto attraverso il duro lavoro e diventando membri importanti e prosperi della società canadese. Il documentario è stato realizzato nel tentativo di informare gli Italo-Canadesi e tutti i canadesi di un momento importante, decisamente poco brillante ed inquietante della storia del nostro paese.

La locandina del documentario dedicato alla vicenda dell’internamento

Per oltre tre quarti di secolo questa ingiustizia, e la questione del risarcimento alla comunità italo-canadese, è stata affrontata da successive amministrazioni governative senza mai raggiungere una conclusione giusta ed appropriata.

Azioni concrete

«Il governo si è scusato con altre comunità attraverso un risarcimento, in particolare alla comunità nippo-canadese, ucraino-canadese e cino-canadese”, ha dichiarato Gianni Leonetti, presidente nazionale della Federazione delle persone d’affari e professionisti italo-canadesi. “Nell’interesse dell’equità e dell’uguaglianza, la nostra comunità non dovrebbe essere trattata peggio», ha aggiunto Leonetti.

«La promessa di presentare delle scuse ufficiali alla Camera dei Comuni da parte del nostro Primo Ministro è un passo importante. Sfortunatamente, non avverrà che dopo le elezioni. Spero che tutti gli altri leader di partito si impegnino a mantenere la stessa promessa”, ha dichiarato Carmine E. Filicepresidente nazionale dell’Ordine dei Figli e delle Figlie d’Italia del Canada.

«La comunità italo-canadese ha ulteriori richieste oltre alle scuse formali, tra cui: una mostra per commemorare questo capitolo della storia canadese al ‘Canadian Museum for Human Rights’ di Winnipeg ed alla Casa d’Italia a Montréal, la creazione di una cattedra di studi a Toronto, Montréal e Vancouver, oltre ad altre iniziative. Vorremmo che azioni concrete fossero adottate su tali questioni», ha aggiunto, il signor Roberto Colavecchio, presidente nazionale del Congresso nazionale degli Italo-Canadesi. (Comunicato)

Per informazioni su “Piazza Petawawa”: https://youtu.be/9Z2XXb6rS0c

“Calmare la popolazione”

“L’internamento – scrisse il dr Salvatore Mancuso – serviva solo a calmare la popolazione. Il governo voleva dimostrare di avere la situazione sotto controllo. Era tutta una messa in scena. Le autorità dovevano far scena agli occhi dei poveri canadesi, che ci consideravano dei traditorio”.