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Angelo Iacono: un altro mandato per continuare il lavoro iniziato

Angelo Iacono: un altro mandato per continuare il lavoro iniziato
Photo: Foto studio HalloumAngelo Iacono, 53 anni, è nato a Montréal da genitori originari di Cattolica Eraclea (Agrigento)

Più di 300 militanti liberali si sono riuniti, il 25 agosto scorso a Laval in occasione del lancio della candidatura ufficiale di Angelo Iacono a deputato della circoscrizione di Alfred-Pellan per il Partito Liberale del Canada (PLC).

Eletto nel 2015 con il 44,5% dei voti, Angelo Iacono, avvocato e vicepresidente dell’Associazione dei giuristi italo-canadesi del Québec, chiede ai suoi elettori un  secondo mandato per portare avanti il lavoro svolto “sul terreno” in questi ultimi quattro anni. «Spesso – afferma – la gente non è al corrente dei servizi che l’ufficio di un deputato offre ai suoi concittadini, non conosce il “valore reale” di un deputato. Nel nostro ufficio ci occupiamo non solo di pensioni, passaporti, cittadinanza, immigrazione, ma anche di informare gli imprenditori, gli organismi senza fini di lucro, gli agricoltori e tutti coloro che sono interessati, sui servizi e programmi offerti dal governo federale. Ad esempio, alcuni di loro non hanno i mezzi o le competenze necessarie per capire se possono usufruire o meno di certe sovvenzioni, non sanno come fare la domanda.

Allora noi li guidiamo nelle loro “démarche” affinché possano usufruire dei fondi e dei programmi messi a disposizione da Ottawa. È stata una delle mie costanti preoccupazioni. Abbiamo fatto un gran lavoro d’informazione che sta portando i suoi frutti perché – prosegue il deputato – ora c’è molta più gente che ha presentato le domande per usufruire di questo o quel servizio. Ad esempio quest’anno, grazie al programma “Emploi d’été Canada”, siamo riusciti a dare a 212 studenti l’opportunità di avere un lavoro estivo. Il loro numero è triplicato nel giro di pochi anni. Nella mia contea sono stati investiti circa 3,6 milioni di dollari per la creazione di posti di lavoro per le imprese locali, per l’acquisto di macchinari, per la ricerca e l’innovazione. Abbiamo aiutato molti imprenditori a capire ed eventualmente sfruttare i vantaggi che derivano dagli accordi di libero scambio con l’Europa o con gli altri paesi. Stessa cosa per il programma “Nouveaux Horizons” dedicato alle persone anziane. Abbiamo raddoppiato gli investimenti per gli organismi senza fini di lucro che in questo modo hanno avuto più fondi per comprare oggetti e attrezzature di cui hanno bisogno per svolgere le loro attività. Tutto ciò aiuta gli imprenditori a crescere, gli anziani ad uscire di casa e a non sentirsi isolati e tutta la nostra società ne trae beneficio.

Un’economia forte è un’economia dinamica, moderna e innovatrice. Tutto ciò porta ricchezza e stabilità, ed è su questo che il nostro governo insiste.

Ma il lavoro non è ancora finito – avverte il deputato – c’è ancora tanto da fare e voglio continuare nella stessa direzione, quella della prosperità e non dell’austerità. Da quando sono arrivato, nel novembre 2015, ho imparato che la presenza sul terreno è importante. Prima il deputato non si vedeva mai io, invece, cerco di essere dappertutto. Nella mia zona ci sono diverse fattorie dove ho organizzato anche dei “Cafè-rencontre”. Spesso imprenditori e agricoltori sono sorpresi di vedermi anche lì. Compro la loro frutta e verdura che poi distribuisco ai più bisognosi della contea».

 

La comunità italiana

C’è chi dice che le recenti nomine di David Lametti a Ministro della Giustizia, di Tony Loffreda a Senatore e le scuse ufficiali per l’internamento degli italo-canadesi durante la Seconda guerra mondiale siano un “regalo” elettorale da parte del Governo. Cosa ne pensa?

«Innanzitutto – risponde il deputato – in una comunità ci deve essere unione. Bisogna remare tutti dalla stessa parte altrimenti diventa difficile per un governo assisterla nel miglior modo possibile. Bisogna poi tenere conto che un governo non ha solo una comunità a cui prestare attenzione ma tante comunità diverse, ognuna con le proprie esigenze. Comunque, non penso che siano dei “regali” elettorali. Facciamo un passo indietro e chiediamoci: cosa ha fatto il precedente governo conservatore? Cosa ha fatto in 10 anni Harper per la comunità italiana? Non ha fatto niente e non possiamo dire che la nostra comunità non abbia presentato le sue richieste. Non c’è mai stata risposta, mentre il nostro governo, in meno di 4 anni, almeno ha risposto positivamente. Dobbiamo, quindi, guardare più lontano e dire: finalmente c’è un governo che ha agito e che ha preso in seria considerazione le nostre proposte».