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18:39pm14 aprile 2020 | mise à jour le: 14 aprile 2020 à 18:39pmReading time: 4 minutes

Uno sforzo colossale necessario

Uno sforzo colossale necessario
Photo: Foto cortesiaTelelavoro per il deputato di Alfred-Pellan Angelo Iacono

Intervista ad Angelo Iacono, deputato federale di Alfred-Pellan (Laval)

Angelo Iacono, deputato federale dal 2015, è categorico: «Questo è un momento speciale, è una crisi senza precedenti in cui le cose cambiano da un giorno all’altro ed alla quale dobbiamo adattarci velocemente tenendo bene in mente le esigenze dei nostri concittadini.

Ed è quello che sta facendo il nostro governo, un vero e proprio sforzo colossale per venire incontro alla popolazione, a quanti, a causa della pandemia, hanno perso, da un giorno all’altro il lavoro e alle aziende che sono state costrette a chiudere perché non comprese nella lista dei servizi essenziali.

Anche noi – sostiene il deputato – ci siamo subito adeguati ai cambiamenti improvvisi imposti dal diffondersi della pandemia di Covid-19. Il Parlamento è stato chiuso il 13 marzo scorso e, in attesa di sapere quando riaprirà, ci siamo adeguati alla situazione e ci siamo attrezzati per il tele lavoro. Io e il mio staff lavoriamo tutti da casa. I primi giorni sono stati difficili – racconta l’on. Iacono – ma poi abbiamo sistemato le cose e ci siamo preparati il più possibile per rispondere alle tante domande e richieste dei nostri concittadini in modo da poterli assistere nel modo più rapido possibile. Sono molto fiero del mio staff, della loro dedizione, senza di loro non potrei affrontare tutto questo.

Il gruppo dei deputati liberali federali del Québec si riunisce in teleconferenza due volte a settimana così come il gruppo nazionale. Ognuno di noi – prosegue – sta mettendo tutto il suo impegno per capire e per essere capace di trasmettere al tavolo comune tutte le difficoltà che incontrano i nostri concittadini con l’obiettivo di trovare delle soluzioni ai loro problemi. Mai come in questo momento esiste una grande collaborazione fra colleghi. In brevissimo tempo il nostro governo ha creato dei programmi di sostegno per i cittadini come, ad esempio, la PCU (Prestazione canadese d’urgenza), ma tutto questo ha richiesto e richiede davvero una grande organizzazione. L’obiettivo è comune: vincere l’epidemia e tornare il più presto possibile alla normalità».

 

Quali sono le principali preoccupazioni nella sua circoscrizione?

«Riceviamo tantissime richieste di informazione per questo o quel programma di sostegno, per le aziende, per coloro che hanno perso il lavoro, per coloro che non hanno più soldi per pagare l’affitto, per gli anziani che non possono andare a fare la spesa, e cerchiamo di trovare le risposte ai loro problemi. Una cosa che mi fa molto piacere è constatare la grande partecipazione della popolazione a questa situazione di emergenza. Chi si offre per fare del volontariato, chi offre cibo e pasti per i più bisognosi, chi raccoglie fondi, chi offre attrezzature mediche, c’è veramente un grande slancio di solidarietà, è importante dare ma anche ricevere aiuto. Molti, inoltre, ci chiamano per esprimere la loro soddisfazione circa questo o quel programma messo in piedi dal governo.

Voglio anche ringraziare – aggiunge l’on. Iacono – il personale medico e tutti coloro che lavorano per i servizi essenziali per i loro sacrifici, perché stanno mettendo in gioco la loro vita per salvare gli altri. Per questo dobbiamo rispettarli nel miglior modo possibile ovvero stando a casa, lavandoci le mani spesso, uscendo solo se necessario e mantenendo la distanza raccomandata, è il nervo della guerra. Incoraggio tutti, soprattutto i più giovani, a telefonare, a fare delle videochiamate ai propri amici, alle persone care che sono lontane, ai nonni; fare una chiamate vuole dire anche salvare una vita. Io faccio la stessa cosa con mia nonna. Ci telefoniamo e discutiamo di tutto, anche della preparazione del giardino per la bella stagione.

Essere separati non è facile ma è necessario, spero che la popolazione capisca l’importanza di tutto ciò. C’è una luce in fondo al tunnel e questa luce siamo noi che dobbiamo continuare a tenerla accesa rispettando le consegne».