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19:23pm9 agosto 2012 | mise à jour le: 9 agosto 2012 à 19:23pmReading time: 4 minutes

Celebrata la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo

Il giorno 08 agosto si è tenuta presso il Centro Leonardo da Vinci una cerimonia commemorativa della Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Hanno partecipato il console reggente Antonio Poletti, il consigliere C.G.I.E. Giovanni Rapanà, e altri rappresentanti della comunità italiana di Montréal, tra cui Tony Vespa, vicepresidente del Com.It.Es, Alda Viero, segretaria del Com.It.Es e Filomena Rotiroti, deputata provinciale di Jeanne-Mance-Viger.

Rapanà ha elogiato l’iniziativa di Giovanna Giordano, presidente del Com.It.Es., che ha proposto di celebrare la cerimonia al Centro Leonardo da Vinci, e che ha organizzato l’evento. La presidente Giordano ha raggiunto telefonicamente il gruppo, essendole impossibile partecipare fisicamente alla cerimonia, e ha porto i suoi omaggi e i suoi saluti. È stato dunque osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della tragedia di Marcinelle.

In seguito, il console Poletti ha letto un comunicato inviato dal ministro degli Esteri  Giulio Terzi, che riportiamo per intero:

“Cari connazionali,

oggi, ricorrenza della tragedia di Marcinelle, in cui persero tragicamente la vita 262 minatori, di cui 136 italiani, celebriamo la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, istituita dal Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2001, a ricordo di una delle più dolorose pagine della storia dell’emigrazione e del lavoro del nostro Paese.

In tale giorno intendiamo non solo ricordare e commemorare i nostri connazionali vittime della tragedia occorsa nella miniera del Bois du Cazier, ma ricordare e rendere omaggio a tutte le cittadine ed i cittadini italiani che lasciarono il Paese e contribuirono, con il loro lavoro ed il loro sacrificio, allo sviluppo dell’Italia e dei rispettivi Paesi di accoglienza. Quegli italiani restano l’emblema di tutti i connazionali che, con la loro attività, manuale od intellettuale, contribuiscono a far crescere l’immagine e la percezione dell’Italia nel mondo, dando anche un concreto apporto, non solo lavorativo, ma anche di pensiero e di idee, alle società locali. E mi riferisco ai pionieri dell’emigrazione, che con immenso coraggio lasciarono il nostro Paese in cerca di un futuro migliore, talvolta assoggettandosi a durissime condizioni di vita e di lavoro, e ai nuovi emigrati, che espatriano oggi in condizioni certo diverse, ma accomunati dalla medesima volontà di affermazione e di progresso.

Gli italiani all’estero costituiscono, oggi come ieri, una preziosa risorsa per il Paese e motivo di arricchimento per l’Italia e per i Paesi di residenza. Celebrando il ricordo del sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo, intendiamo dunque tributare a tutti loro un doveroso riconoscimento, insieme al mio deferente omaggio ed al mio caldo ringraziamento.”

Rapanà ha poi constatato come questa ricorrenza sia più sentita all’estero che in Italia, e che i media italiani non vi dedicano molta attenzione. È stato sottolineato il fatto che la tragedia di Marcinelle sia stata elevata a simbolo di tutte i disastri che hanno coinvolto i lavoratori italiani nel mondo, ma non vanno dimenticati anche gli altri episodi, come Monongah nel 1907, Dawson, in New Mexico, nel 1913, ecc. Da più parti è stato elogiato l’operato dello scomparso ministro Mirko Tremaglia, al quale si deve l’istituzione di questa Giornata, e l’importanza della sua azione per la condizione degli italiani all’estero. Rapanà ha fatto notare come, però, negli ultimi anni l’attenzione per questi eventi, in Italia, sia andata scemando. “Forse questo è il momento – ha affermato – per noi che viviamo all’estero, di dare di più, di mantenere vivi questi legami. La nostra presenza qui, oggi, è un segnale importante”.

Alberto Mario De Logu, segretario dell’Associazione Sardi di Montreal e articolista del giornale “Insieme” ha evidenziato come sia cambiato il lavoro italiano all’estero nel corso del tempo. Se prima si trattava di un lavoro prevalentemente manuale, “oggi il lavoro italiano – afferma- è anche, soprattutto, un lavoro intellettuale. La caratteristica nuova del lavoro italiano è quella di portare delle idee”. Ha notato inoltre il fatto che il fenomeno dell’emigrazione è in ripresa in questi anni e che qualsiasi esperienza di emigrazione costituisca sempre un sacrificio per il lavoratore, che nella maggior parte dei casi è costretto a ripartire da zero.

Da più parti, infine, è emersa la volontà di rendere la cerimonia pubblica, così da dare all’evento una più vasta risonanza e pemettere a tutta la comunità italiana di partecipare a questa importante ricorrenza.

 

Robin D’Ilario