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A tutto vapore

Quella di Bruno e della sua famiglia è uno di quegli esempi tipici di coraggio, capacità, ingegnosità, voglia di emergere e di riuscire che hanno contraddistinto la storia dell’emigrazione italiana in Canada. Bruno è arrivato a Montreal con la moglie (originaria di Montecilfone, in provincia di Campobasso) nel 1965 proveniente da Pescara (anche se è nato a Paglieta, in provincia di Chieti). A quell’epoca suo figlio Cesare aveva solo sei mesi. Ed è proprio Cesare a raccontare la grande avventura della BL Valve.

«Mio padre Bruno, una volta giunto in Canada, ha cominciato a lavorare come idraulico poi ha fatto vari altri mestieri e ad un certo punto è stato assunto da una ditta che faceva la riparazione delle valvole. Ci ha lavorato per parecchio tempo ma sognava di mettersi in proprio e dimostrare cosa sarebbe stato capace di fare. Poi, un giorno – aggiunge Cesare che nel frattempo era diventato un giovanotto – ci siamo chiesti: “Ma perché non ci mettiamo in proprio?” La sfida era lanciata e così 30 anni fa, esattamente il 22 settembre del 1982 nacque la “B.L. Valves Accessoires enrg.”, dove la B. sta per Bruno e la L. per Levita. In seguito diventò “B.L. Valve inc.” e più recentemente, in occasione dei 25 anni della ditta, è diventata “BL Valve Process Solutions”».

«Nei primi due anni – continua Cesare che oggi è responsabile dell’azienda – la nostra sede era nella via Charland, nel palazzo di un amico di mio padre che all’inizio ci diede una mano d’aiuto. Poi siamo dovuti andar via di là e abbiamo trovato un altro locale su Papineau e des Carrières. Lo chiamavamo “il buco”; non era un posto molto bello. Dovevamo ancora trovare la nostra dimensione nel mercato, dovevamo farci conoscere. Nel frattempo mio padre mi disse: “continua ad andare a scuola, impara il mestiere di idraulico, se questa azienda non andrà bene avrai sempre un’altra professione per le mani”. Così ho preso la licenza di idraulico e mi sono messo a fare l’uno e l’altro. Cercavo di riparare le valvole  a mano perché non avevamo ancora i macchinari necessari; mi ero già fatto un po’ di esperienza in questo campo. Poi mio padre ha cominciato ad prendere contatti con delle ditte in Italia riuscendo ad avere l’esclusiva per l’importazione dei prodotti della “Eurovalvola” di Torino, un’azienda che ora non esiste più ma che produceva articoli di gran qualità. La cosa andò molto bene per un certo periodo poi la ditta torinese fallì ed allora cominciammo a pensare a quali altri articoli avremmo potuto importare; cercavamo la “ricetta del successo”, pensavamo in quale ambito avremmo potuto muoverci meglio per sviluppare i nostri affari. Una pista da seguire mi fu suggerita proprio da coloro che in precedenza ci avevano aiutato ad avviare la nostra azienda. Riparavano macchine industriali, grandi lavanderie, lavatrici di ospedali ecc.; ecco – mi dissi – questa potrebbe essere la strada giusta e così abbiamo cominciato a vendere valvole per tali macchine».

Ma la strada verso il successo è lunga e piena di difficoltà.

«Nel 1985 – continua Cesare – abbiamo cominciato ad importare nuovi prodotti dall’Italia e nel 1987 ci siamo trasferiti al 9122 Lajeunesse, praticamente di fronte a dove siamo ora, costruendo un nuovo edifico, più grande e più adatto al nostro commercio. Non importavamo solo articoli dall’Italia ma anche da altri paesi europei come la Germania. Abbiamo fatto un accordo con  la “Burkert” e siamo diventati i più grandi distributori dei loro prodotti in Canada.

Nel frattempo, il nostro raggio d’azione si era allargato anche alle aziende del settore tessile, un settore molto vivace a Montreal. Ma nel 1994, con l’entrata in vigore del “North American Free Trade” (il Trattato Nordamericano di libero scambio), iniziò un grave periodo di crisi. La merce proveniente da altri paesi come la Cina, costava meno cara e la gente ha cominciato a comprare tali articoli a scapito di quelli prodotti dalle aziende locali che così sono entrate in crisi. Anche le nostre vendite subirono un duro colpo e ancora una volta fummo costretti ad interrogarci sul nostro futuro.

Mentre succedeva tutto questo ricevemmo una telefonata da un vecchio cliente di mio padre; il figlio, che conoscevo molto bene, lavorava nel campo farmaceutico, aveva bisogno di un pezzo per un macchinario. Fortunatamente lo avevamo e andai a portarglielo. Fu lì che capiì che il settore farmaceutico, della produzione dei medicinali, poteva essere un altro campo d’azione. E così è stato, abbiamo infittito i nostri contatti con le aziende produttrici di valvole e attrezzature in Europa, siamo diventati rapresentanti e diistributori per il Canada per diverse di esse».

Cesare, dopo avermi fatto vedere un dimostratore dei suoi prodotti, un’impressionante macchinario pieno di valvole, tubi e manometri, e mostrandomi con soddisfazione gli scaffali del suo magazzino pieni di pezzi di ogni tipo, misura e grandezza, aggiunge: «Ora lavoriamo per il settore alimentare, cosmetico (creme, tinture, shampoo), farmaceutico (medicine), lavanderie, biotecnico, facciamo valvole anche per il settore aerospaziale (per Bombardier), pezzi di ricambio, manometri, accessori, guarnizioni, tubi di gomma, attrezzature per i macchinari e impianti che servono a confezionare prodotti per tali settori (dal latte alle zuppe, dai biscotti alla birra, dal gelato al vino e così via). Basti dire che dove c’è un liquido, dove ci sono delle creme o delle polverine da produrre, noi siamo lì. I prezzi di questi prodotti – continua – variano da pochi dollari, come le guarnizioni o i tubi di plastica, fino a valvole che costano anche 5 000$. Le ditte da cui importiamo i prodotti sono tutte ditte europee, sono tutti prodotti di qualità. Ad esempio, dalla “Bardiani”, una ditta della zona di Parma, abbiamo l’esclusiva per vendere i pezzi di ricambio per i macchinari della Parmalat in tutto il Nord America. I nostri clienti, dunque, si trovano in tutto il Canada e un po’ anche negli Usa e per tenerci sempre aggiornati partecipiamo alle varie fiere del settore tra cui, quella più importante a Francoforte, in Germania».

Lo scorso anno la “BL Valve Process Solutions” ha festeggiato i suoi 30 anni. Un traguardo  ma allo stesso tempo un nuovo punto di partenza. Cesare ha portato nella ditta passione, motivazioni, innovazione tecnologica, nuove idee, nuova linfa. Ha portato l’azienda familiare, che oggi ha 9 dipendenti, ad un livello superiore. Le sue idee sul futuro sono molto chiare: «Vogliamo ingrandirci ma dobbiamo sempre fare attenzione al mercato. Voglio offrire ai nostri clienti le soluzioni ai loro problemi; vogliamo riuscire a portare la blvalve.com a diventare leader sul mercato online del Nord America».

 

Fabrizio Intravaia


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