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20:27pm15 marzo 2021 | mise à jour le: 15 marzo 2021 à 20:27pmReading time: 5 minutes

Alla scoperta di Montréal all’italiana!

Alla scoperta di Montréal all’italiana!
Photo: Foto Myriam MenardLa vetrine dell'esposizione dedicata ai successi sportivi

Il Museo Pointe-à-Callière dedica, fino al 9 gennaio 2022, una mostra alla nostra comunità

Si intitola “Montréal à l’italienne” e attraverso un percorso diviso in 5 tappe, la mostra racconta la storia dell’emigrazione italiana nella grande metropoli quebecchese, mettendone in evidenza il contributo alla vita economica, sociale e culturale di Montréal e il posto che ha occupato e che occupa tuttora all’interno della nostra società.

Grazie alla collaborazione con diversi organismi e membri della nostra comunità, la mostra rintraccia il percorso, spesso emozionante, qualche volta anche commovente, di centinaia di migliaia di italo-montrealesi e l’influenza di una delle più antiche e importanti comunità culturali immigranti di Montréal.

Una delle sale della mostra

«L’esposizione – spiega la nostra guida Samuel Moreau tra i curatori della mostra – prendendo le mosse dal periodo compreso tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, durante il quale si è registrata la prima grande ondata di immigrazione, è stata suddivisa in 5 diverse zone, ognuna delle quali rappresenta un luogo emblematico della storia della comunità italiana.

Quello che caratterizza particolarmente l’esposizione – afferma Moreau – è la presenza di una grande quantità di oggetti, 325 in totale, provenienti, nella maggior parte dei casi, non da prestiti museali ma da prestiti di famiglie ed individui. Una mostra raccontata in questo modo diventa sicuramente più interessante ed emozionante che una raccontata solo attraverso testi ed immagini».

 

La prima zona

È quella della “la gare et la rue commerciale”. Evoca l’arrivo dei primi immigrati, soprattutto operai reclutati dalle compagnie canadesi per lavorare nei grandi cantieri: la ferrovia, il tram, la costruzione. Rintraccia la loro evoluzione sociale; la presenza delle donne ed il loro prezioso lavoro in casa e fuori; la creazione e la crescita di diverse aziende commerciali italiane diventate di rilevanza nazionale come Saputo, Gattuso e Catelli. Una valigia, un passaporto, un biglietto della nave, le chiavi della casa lasciata in Italia sottolineano questa “zona” della mostra.

«La seconda ondata di immigrazione – afferma Moreau – avviene dopo la Seconda guerra mondiale. Nel censimento del 1941  sono registrati 24.000 montrealesi d’origine italiana che, nel censimento del 1971, diventano oltre 100mila».

 

I caffè

La seconda zona è quella dedicata ai bar, ai Café, luogo simbolo di socializzazione, dove ci si ritrova e dove si parla di tutto, di sport, politica, dell’internamento, di attualità, di conflitti linguistici raccontata, oltre che con gli oggetti, come le biciclette Quilicot o Marinoni, anche attraverso estratti di film e documentari che evidenziano la partecipazione della comunità italiana al dibattito sociale.

La sezione dedicata ai “Caffè”, luoghi di ritrovo della nostra comunità

 

La casa e la chiesa

È la terza sezione della mostra in cui si parla di tradizioni culinarie, della cantina, del vino, dell’orto, delle conserve, della pasta, dei prosciutti, del mercato Jean-Talon, tutte cose che hanno finito per influenzare e per entrare, con gusto, nelle case di tutti i quebecchesi. Ma si parla anche di duplex, un’invenzione tutta montrealese, dei mobili, degli oggetti di arredamento, della casa come simbolo di riuscita per la comunità italiana.

Casa chiama … chiesa! La religione, infatti, è la protagonista della quarta zona della mostra. «La chiesa, le parrocchie italiane come luogo di ritrovo non solo per il raccoglimento religioso – fa notare il curatore della mostra – ma anche per quello di carattere associazionistico, con le oltre 120 associazioni su base regionale o municipale, le feste, le processioni, la banda, la musica, le decorazioni religiose, le statue, le vetrate di Guido Nincheri.

Nel XX secolo, gli italiani che lavoravano negli atelier in cui si producevano le statue religiose – sottolinea – hanno letteralmente cambiato l’aspetto decorativo delle chiese quebecchesi che fino a quel momento erano ornate da statue lignee».

 

I successi

Una grande vetrina che contiene una quindicina di bambole vestite con i costumi regionali con relativa carta geografica, a cui fa eco una seconda vetrina che strizza l’occhio ai successi artistico-lettari degli autori italo-montrelaesi, introducono alla quinta ed ultima zona, quella della sfera pubblica con i ritratti di una sessantina di personalità della nostra comunità che si sono illustrate e si illustrano tuttora in vari campi della società montrealese.

La vetrina con le bambole in costume regionale

Il Museo Pointe-à-Calliere (350, place Royale, Vieux-Montréal, tel. 514 872-9150; info@pacmusee.qc.ca; sito web: https://pacmusee.qc.ca/fr/) ci regala, dunque, una ricca e dettagliata “passeggiata” attraverso la storia e le realizzazioni della “nostra” comunità a Montréal. Spetterà ora alle nuove generazioni scrivere il prossimo e speriamo ancora più interessante capitolo di questa avventura.

 Collaboratori della mostra

  • Alliance Donne Femmes italiennes du Québec
  • Archivi italo-canadesi del Québec alla Casa d’Italia
  • Associazione delle persone d’affari e professionisti italo-canadesi (CIBPA Montréal)
  • Casa d’Italia Montréal
  • Congresso nazionale degli Italo-Canadesi, regione Québec
  • Fondazione comunitaria italo-canadese del Québec
  • Isitituto Italiano di Cultura di Montréal
  • Ordine Figli d’Italia