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15:18pm13 giugno 2017 | mise à jour le: 13 giugno 2017 à 15:18pmReading time: 5 minutes

Una voce, una chitarra e una bicicletta!

Da Vancouver ad Halifax, l’avventura musicale "coast to coast" di Antonio Piretti, detto Toz

Antonio Piretti davanti al monumento dedicato a Terry Fox, a Thunder Bay, in Ontario

Foto cortesia

Si chiama Antonio Piretti, detto Toz, ha 46 anni, ed è originario di Bologna. Nel 2009 si è trasferito a Toronto diventando cittadino canadese. Il 27 aprile scorso ha iniziato, da Vancouver, il “From the Roots in the right direction” (Dalle origini nella giusta direzione), un tour solitario in bicicletta e chitarra che lo sta portando, “coast to coast”, fino ad Halifax, dove il 5 luglio si concluderà la sua avventura.

Antonio, perché ti sei lanciato nell’impresa di attraversare il Canada con una bicicletta e una chitarra?   

«Nel 2014 – spiega il cantautore che, al momento dell’intervista, avvenuta il 7 giugno, si trovava in Ontario avendo già percorso 4.121 km su 6100 – io e mia moglie abbiamo fondato a Toronto la “Art takes action for charity”, un organismo, senza fini di lucro, per raccogliere fondi a scopo benefico, soprattutto per la salute e l’educazione dei bambini. L’iter per crearla ha richiesto molto tempo e visto che il 2016 lo abbiamo passato in Europa, abbiamo pensato che il 2017, anche in concomitanza con i 150 anni del Canada, potesse essere il momento giusto per organizzare degli eventi di raccolta fondi attraverso tutto il Paese. Perché in bicicletta?  In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, da internet, dai “likes”, dai “following”, dai “twitter”, in un mondo in cui tutto va sempre più veloce, troppo, c’è bisogno di ritrovare una dimensione più umana e più naturale.

Perché con la chitarra? Perché sono un cantautore e scrivo canzoni per voce e chitarra. Volevo fare qualcosa che andasse nella “giusta direzione”, unendo la semplicità di suonare la chitarra e cantare, con la naturalezza del pedalare, dell’andare ad un ritmo più umano, il tutto con l’obiettivo di raccogliere fondi attraverso eventi e concerti».

 

Da un’oceano all’altro

«Così ho organizzato l’itinerario: da Vancouver, passando per Calgary, Regina, Winnipeg, Thunder Bay, Sault-Ste-Marie, Toronto, Ottawa, Montréal, Quebec City, Moncton ed Halifax, da percorrere in poco più di due mesi. Sei giorni a settimana in bicicletta e un concerto il settimo giorno. Una media di 120 km al giorno che poi sono saliti a 140 per poter avere un giorno in più di riposo. Mia moglie mi segue con il camper dove dormiamo una volta terminato il percorso giornaliero.

Il tour prevede tre grandi eventi di raccolta fondi per la “charity”: quelli già passati del 27 aprile (il giorno prima della partenza in bici) a Vancouver e del 10 giugno a Toronto, e quello finale di Halifax del 6 luglio.

Questi eventi prevedono la partecipazione di vari artisti. Negli altri concerti settimanali, invece, mi esibisco da solo con la mia chitarra e i soldi raccolti in queste circostanze servono a finanziare il mio tour. Il 20 giugno, alle ore 20, mi esibirò al ristorante “Il Piatto Pieno” di Montréal (177 Saint-Zotique Est, tel. 514-276-1076)

 

Hai incontrato problemi durante i tuoi spostamenti in bicicletta?

«Non posso dire di avere avuto, finora, il meteo dalla mia parte. In certi giorni mi sono trovato ad affrontare delle condizioni atmosferiche davvero terribili. La prima parte, in Columbia Britannica e Alberta, tutto sommato è andata abbastanza bene; sì c’era un po’ di neve ma niente di particolare. Poi, però, in Sasktchewan e Manitoba, ho avuto un vento contrario terribile, che mi portava via e che mi ha costretto ad una fatica disumana. Volevo rinunciare a proseguire poi con mia moglie abbiamo trovato una soluzione quella di mettermi in scia al camper nei momenti più difficili in modo da evitare il più possibile il vento contario. Poi ci sono state alcune giornate piene di umidità al punto in cui intorno te non vedi più niente; infine le vibrazioni provocate da camion che ti passano accanto a tutta velocità».

 

Com’è scandita la tua giornata?

«Sveglia alle 8:30, faccio colazione e poi con il camper, spesso la sera andiamo a dormire nei parcheggi di Wal Mart, torniamo nel punto esatto in cui ho finito di pedalare il giorno prima. Verifico l’attrezzatura e parto intorno alle 11. A metà percorso, dove mi aspetta mia moglie con il camper, faccio una pausa, mangio, rifornisco le mie borracce, mi cambio, se necessario, e riparto per terminare la mia tappa quotidiana intorno alle ore 18».

 

E nei concerti cosa proponi?

«Le mei canzoni, in italiano e in inglese. Voce e chitarra, semplicemente perché le mie canzoni sono nate così. In realtà sono diventato cantautore “strada facendo”. Io ho studiato Economia all’Università di Bologna, ho anche lavorato come consulente per diverse società importanti ma poi mi sono accorto che tutto quello che stavo facendo era arido, mancava di emozione. Ad un certo punto mi sono chiesto? Qual è la cosa che ti emoziona di più fare? E dentro di me ho trovato la risposta: la musica! Così mi sono messo a studiarla, a prendere lezioni di canto e di chitarra, a comporre e registrare le prime canzoni, ho lasciato Bologna e il mio lavoro e sono partito all’avventura per cercare di vivere con la mia musica. Ho suonato per un paio d’anni nella metropolitana di Toronto e fatto diversi tour musicali in Europa e in Canada. Ora c’è questo tour ma di progetti ne ho altri».

La nostra chiacchierata finisce qui. Antonio deve prepararsi per la prossima tappa. Il “coast to coast” in bicicletta è duro ed esigente ma allo stesso tempo è leggero come una piuma. La sua forza di volontà e i suoi ideali lo porteranno fino ad Halifax. Nella vita l’importante è credere in quello che si fa … fino all’ultimo chilometro!   

 

Due siti per seguire l’avventura

È possibile seguire il tour di Antonio Piretti e sostenerlo o conoscere la sua musica attraverso i siti:

https://www.antoniopirettitoz.com

https://www.arttakesactionforcharity.com

Durante i suoi concerti “Toz” vende cd e gadget, magliette, medagliette, ecc. legate al suo tour “Form the roots in the right direction”.