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18:16pm29 ottobre 2021 | mise à jour le: 29 ottobre 2021 à 18:16pmReading time: 3 minutes

Abusi della Chiesa canadese, il Papa visiterà il paese

Abusi della Chiesa canadese, il Papa visiterà il paese
Photo: Foto zatletic/123RF.COMPapa Francesco visiterà il Canada ma la data non è stata ancora decisa

Il doloroso percorso di “Riconciliazione con i popoli indigeni”. La data della visita sarà fissata più avanti.

Vaticano (askanews) – Dopo le recenti scoperte degli abusi subiti dai bambini indigeni ospiti nei decenni passati delle scuole residenziali cattoliche, papa Francesco si recherà in visita in Canada.

“La Conferenza Episcopale del Canada ha invitato il Santo Padre Francesco a compiere una visita apostolica in Canada, anche nel contesto del processo pastorale, in atto da tempo, di riconciliazione con i popoli indigeni”, ha comunicato la sala stampa vaticana. “Sua Santità ha manifestato la sua disponibilità a recarsi nel Paese in una data che sarà fissata più avanti”.

Prima di allora, Francesco riceverà in Vaticano, dal 17 al 20 dicembre prossimi, tre delegazioni di popoli indigeni canadesi per ascoltare la loro testimonianza sull’ “impatto della colonizzazione”, “il ruolo che la Chiesa ha svolto nel sistema scolastico residenziale” e “rispondere alle sofferenze delle popolazioni indigene e al trauma intergenerazionale in corso”.

Dal 1863 al 1998, oltre 150mila bambini indigeni vennero separati dalle famiglie e trasferiti in queste scuole gestite dalla Chiesa cattolica e nate per assimilare i nativi.

Ai bambini veniva spesso vietato di parlare la loro lingua e vennero non di rado maltrattati e abusati.

Una commissione crerata nel 2008 ha accertato che molti non tornarono mai a casa, lo stesso anno il governo canadese ha chiesto scusa per il passato, il rapporto Truth e Reconciliation (verità e riconciliazione) nel 2015 ha parlato di “genocidio culturale”. Il progetto Missing Children, bambini spariti, ha documentato la morte di oltre 4100 bambini.

La scorsa primavera è stata scoperta una nuova fossa comune, presso la Kamloops Indian Residential School, aperta dal 1890, dal 1892 gestita dalle suore Oblate di Maria Immacolata, chiusa nel 1978. Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha detto che è un “doloroso pro memoria” di “un capitolo vergognoso della storia del nostro paese”. Trudeau ha anche rinnovato l’invito al papa perché si rechi in Canada per affrontare la questione.

All’Angelus del sei giugno scorso, Francesco era intervenuto con queste parole: “Seguo con dolore le notizie che giungono dal Canada circa la sconvolgente scoperta dei resti di duecentoquindici bambini, alunni della Kamloops Indian Residential School, nella Provincia della Columbia Britannica. Mi unisco ai Vescovi canadesi e a tutta la Chiesa Cattolica in Canada nell’esprimere la mia vicinanza al popolo canadese, traumatizzato dalla scioccante notizia. La triste scoperta accresce ulteriormente la consapevolezza dei dolori e delle sofferenze del passato. Le Autorità politiche e religiose del Canada continuino a collaborare con determinazione per fare luce sulla triste vicenda e impegnarsi umilmente in un cammino di riconciliazione e di guarigione. Questi momenti difficili rappresentano un forte richiamo per tutti per allontanarci dal modello colonizzatore e camminare fianco a fianco, nel dialogo, nel rispetto reciproco e nel riconoscimento dei diritti e dei valori culturali di tutte le figlie e i figli del Canada. Affidiamo al Signore le anime di tutti i bambini deceduti nelle scuole residenziali del Canada e preghiamo per le famiglie e comunità autoctone canadesi, affrante dal dolore. Preghiamo in silenzio”.

Una presa di posizione che ha suscitato reazioni disparate: soddisfazione per la presa di posizione ai massimi livelli della Chiesa cattolica, ma anche insoddisfazione da parte di diverse associazioni di indigeni perché è mancata, nelle parole di Bergoglio, una vera e propria richiesta di perdono. Una scelta dettata, in realtà, dal desiderio di Francesco che la conferenza episcopale canadese, piuttosto silente su questo tema a differenza delle altre chiese cristiane, si facessero carico del problema e assumessero le proprie responsabilità.

 

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