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14:32pm12 novembre 2021 | mise à jour le: 12 novembre 2021 à 14:32pmReading time: 3 minutes

Gli italiani all’estero sono 5,6 milioni, +3% nell’anno del Covid

Gli italiani all’estero sono 5,6 milioni, +3% nell’anno del Covid
Photo: Foto 123RF.COMIl numero degli italiani che si trasferisce all'estero è in aumento

Il Regno Unito è la meta preferita

(NoveColonneATG) Roma – Al 1° gennaio 2021, la comunità strutturale dei connazionali residenti all’estero è costituita da 5.652.080 unità, il 9,5% degli oltre 59,2 milioni di italiani residenti in Italia.

Mentre l’Italia ha perso quasi 384 mila residenti sul suo territorio (dato ISTAT), ne ha guadagnati 166 mila all’estero (dato AIRE): un aumento di presenza all’estero del 3% nell’ultimo anno.

I dati emergono dal Rapporto Italiani nel mondo 2021 della Fondazione Migrantes, presentato il 9 novembre a Roma.

Da gennaio a dicembre 2020 si sono iscritti all’AIRE 222.260 cittadini italiani, il -13,7% dall’anno prima quando erano, in valore assoluto, quasi 258 mila.

Il 49,3% si è iscritto per espatrio (nel 2020 era il 50,8%); il 36,0% lo ha fatto per nascita all’estero (nel 2020: il 35,5%); il 5,9% per reiscrizione da irreperibilità (nel 2020: il 6,7%); il 3,2% per acquisizione di cittadinanza (nel 2020: 3,6%); lo 0,5% per trasferimento dall’AIRE di un altro Comune (nel 2020: lo 0,7% nel 2020) e il 5,0% per altri motivi (nel 2020: il 2,7%).

La mobilità degli italiani con la pandemia non si è arrestata, ma ha sicuramente subito un ridimensionamento che non riguarda, però, le nuove nascite all’estero da cittadini italiani, ma piuttosto le vere e proprie partenze, il numero cioè dei connazionali che hanno materialmente lasciato l’Italia recandosi all’estero da gennaio a dicembre 2020. In valore assoluto, si tratta di 109.528 italiani, -21.408 persone rispetto all’anno precedente (variazione del -19,5%). Il 54,4% (59.536) sono maschi, il 66,5% (72.879) celibi o nubili, il 28,5% (31.268) coniugate/i, il 2,2% divorziate/i (2.431).

Nonostante la generale riduzione, le caratteristiche complessive restano invariate rispetto al 2020: si tratta, cioè, di una mobilità prevalentemente maschile, giovane (il 42,8% ha tra i 18 e i 34 anni, percentuale al rialzo di 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente) e giovane adulta (il 23,1% ha tra i 35 e i 49 anni). I minori si confermano il 20,2%.

 

Gli italiani che partono scelgono l’Europa

 (NoveColonneATG) Roma – Degli oltre 109 mila connazionali che hanno spostato la loro residenza dall’Italia all’estero lungo il corso del 2020, il 78,7% lo ha fatto scegliendo l’Europa come continente. Probabilmente – spiega la Migrantes – la vicinanza della meta di destinazione è stata una sorta di strategia di contenimento dei rischi a cui si andava incontro e non solo per la possibilità di contrarre il virus, quanto piuttosto per le condizioni del sistema sanitario del luogo prescelto e delle indicazioni ivi adottate.

Nel loro complesso, le destinazioni scelte lungo il corso del 2020 sono state 180 e, tra le prime dieci, ben sette sono nazioni europee. Ai primi posti, come accade ormai da diversi anni, vi sono il Regno Unito (33.293), la Germania (13.990) e la Francia (10.562) che, da sole, coprono il 52,8%.

Se a queste si aggiunge la Svizzera (8.189), che quest’anno, diversamente dal 2020, precede il Brasile (7.077), l’incidenza “europea” sul totale nelle prime posizioni arriva al 60,3%.

 

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