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14:47pm11 gennaio 2022 | mise à jour le: 11 gennaio 2022 à 14:58pmReading time: 7 minutes

Una vita da incorniciare!

Una vita da incorniciare!
Photo: Foto F. IntravaiaBambino Gianfrancesco nel suo negozio

Bambino Gianfrancesco e “Les Cadres & Moulures Majestic”, un business che rischia di scomparire

«Ho 71 anni, vorrei andare in pensione ma non posso! Perché? Perché non trovo nessuno che possa rilevare questo negozio e che possa portare avanti un’attività come la mia che unisce il senso artistico a quello degli affari».

È il “grido di dolore” lanciato da Bambino Gianfrancesco, nato a Cantalupo nel Sannio (in provincia di Isernia) nel 1950 ed emigrato a Montréal nel 1969, da oltre 50 anni nel mondo dei quadri e delle cornici con la sua compagnia “Les Cadres & Moulures Majestic”  (https://majesticframes.ca/) che si trova al 5435 di boulevard Industriel, a Montréal-Nord.

Bambino ci accoglie nel suo grande negozio-laboratorio. La sala d’esposizione per i clienti è piena di cornici di ogni tipo e colore. Se poi ci si addentra nell’atelier, che si sviluppa su due piani, ci si perde, tra legni, vetri, cornici già pronte, macchinari per le incisioni, per applicare le foglie d’oro e d’argento sulle cornici, per la sublimazione, per la laminazione, per incidere su targhe o medaglie, per i passpartout e altro ancora.

«Qualcuno che avesse molta buona volontà, che volesse imparare il mestiere e che avesse un po’ di senso degli affari – spiega il proprietario del negozio diventato negli anni anche un grande fornitore all’ingrosso – troverebbe in questo posto una miniera d’oro. Ma con i tempi che corrono, con la concorrenza che viene da lontano e con la svalorizzazione del lavoro artigianale – si interroga – chi sarebbe, oggi, disposto ad investire per portare avanti un business come il mio? Eppure – da qualche parte – sospira – dovrebbe pur esserci qualche giovane, magari appena uscito dalle scuole di ebanisteria, che potrebbe rilevare il negozio con tutte le attrezzature che ci sono dentro!»

Al tavolo per tagliare e assemblare le cornici. Alle sue spalle si può notare la notevole quantità di pezzature diverse di legno

 

Gli studi e il servizio militare

Conclusi gli studi in Italia come congegnatore meccanico  (fabbricazione di macchinari quali fresatrici, torni, saldatrici ecc.), Bambino non avrebbe mai pensato di passare una vita ad occuparsi di quadri e cornici.

«Sono arrivato a Montréal – racconta – il 29 settembre 1969, a 19 anni, sulle tracce di mio fratello gemello che aveva fatto per me il cosiddetto “atto di richiamo”, e di altri due fratelli già emigrati. In realtà non volevo partire, anche perché nel frattempo avevo iniziato a lavorare alle poste, ma l’atto di richamo scadeva il 3 ottobre e per non deludere mio fratello che si era dato tanto da fare per me sono partito lo stesso. Mi sono detto: resto qualche mese e poi torno. Invece, non sono tornato, anche perché nel frattempo la situazione in Italia si era complicata poiché dopo aver fatto la visita di leva ed essere partito con tanto di nullaosta in tasca, sicuro che tutto fosse legale, ho saputo invece che ero considerato un disertore per non aver ottemperato al servizio militare.

Questo “equivoco” mi ha angosciato per anni, tra visite continue al Consolato per cercare di regolarizzare la situazione, lettere e altro. Finché, 7 anni dopo, grazie ad un incontro fortuito con un amico, sono riuscito a regolarizzare la situazione ed a poter tornare in Italia per visitare la famiglia in quanto i miei genitori erano rimasti al paese, senza la paura di essere arrestato.   Nel 1970 – prosegue – ho iniziato a lavorare per una grande azienda che fabbricava cornici. Poi sono andato a lavorare per un’altra compagnia, “Les Cuisines de l’air”, che preparava i pasti per i passeggeri dei voli. Nel frattempo, il sabato e la domenica, lavoravo per una sala da ricevimenti.

In seguito, per vari motivi, e sempre nel tentativo di migliorare la mia situazione economica, anche perché mi ero sposato, nel 1977 sono tornato a lavorare per la suddetta compagnia di cornici che mi diede anche un aumento di stipendio. Avevo imparato a fare di tutto, conoscevo tutti i segreti del mestiere ed ero sempre a disposizione di clienti e fornitori.

L’espansione

Ma ad un certo punto mi sono accorto che avrei anche potuto camminare con le mie gambe. Avevo sentito parlare di qualcuno che voleva vendere il suo negozio di cornici su boul St-Laurent. Lo incontrai, gli feci una proposta, lui accettò e fu così che diventai proprietario della “Galerie Majestic”. Era l’ottobre del 1977. Ma il locale – continua – era piccolo, la clientela aumentava e mi resi conto che avevo bisogno di uno spazio più ampio anche perché la mia clientela era più all’ingrosso che al dettaglio. Così nell’estate del 1980 ho comprato un locale a Montréal-Nord dove ho trasferito la mia attività e dove sono rimasto per 8 anni finché, nel 1988, ho comprato il locale dove mi trovo tuttora. Decisi di cambiare il nome della compagnia, volevo qualcosa che riflettesse meglio ciò che rappresentava e ciò che facevamo; così è nata “Les Cadres & Moulures Majestic”».

Alle prese con la preparazione della foglio d’oro che ricopre alcune cornici

Chi sono i suoi clienti ? 

«Abbiamo fatto – risponde Bambino con orgoglio – tanti lavori, e non solo cornici, per le chiese: per la Madonna di Pompei, per il Monte Carmelo, per la Madre del Divino Amore a Laval, per una chiesa all’Ile-de-Soeurs, per la Consolata, ma anche per il Parlamento di Ottawa e per l’Assemblea Nazionale di Québec, per il Museo di Belle-Arti del New Brunswick e altro ancora. Avevo fino a 11 impiegati. Ora siamo rimasti a lavorare io, mia moglie Vincenzina e un’impiegata».

 

Come mai? Cosa è cambiato nel mondo delle cornici?

«L’importazione della plastica per fare le cornici a partire dagli anni 2000, la vendita dei formati standard nei negozi a grande superficie e la nascita di nuove mode tra cui quella di non mettere più cornici ad un quadro. Ma la cornice – spiega Bambino che per 16 anni è stato anche presidente dell’Associazione Sant’Anna di Cantalupo – è la “seconda parte” di un’opera d’arte. In molti casi la gente la vede come superflua. Invece, è necessaria; perché un’opera d’arte senza cornice è un’opera d’arte a metà. La cornice fa la differenza ma deve essere adeguata al soggetto. Tutti possono tagliarle e assemblarle ma solo un’occhio esperto può guidarti a scegliere quella che si adatta meglio al quadro o ai vostri ricordi da incorniciare, quella che fa la differenza, che mette ancora più in risalto il soggetto.

L’atelier pieno di cornici di tutti i tipi

Il legno che utilizziamo è un legno selezionato, molto dolce, tipo il pioppo o l’acero, non ha nodi, è asciugato alla giusta temperatura, non è né troppo umido né troppo secco altrimenti diventa difficile da lavorare o da ricoprire con la foglio d’oro. Per non parlare dei diversi tipi di vetro: regolare, smerigliato, di conservazione, che protegge dai raggi ultravioletti che potrebbero alterare il quadro. Ci sono cose che non si possono fare in serie, ci vuole una mano esperta per dare valore al soggetto scelto dal cliente».

I figli non sono interessati alla relève?

«Mia figlia lavora in banca e mio figlio – afferma il signor Gianfrancesco – ha un Dottorato in Fisica nucleare e lavora nella Silicon Valley! Non posso fargliene una colpa!

50 anni di esperienza e 40 anni che lavoro per mio conto. Cosa ne faccio di tutto questo? Vorrei lasciare il negozio nelle mani di qualcuno che abbia volonta e soprattutto ambizione perché secondo me c’è ancora molto da fare. È una bella opportunità, se qualcuno è interessato – conclude il proprietario lanciando un appello pubblico – si faccia avanti (tel. 514-324-5250; e-mail: majestic.inc@live.ca). Sono disposto a mettere al suo servizio tutta la mia “expertise” fino a quando non mi dirà che potrà camminare con le proprie gambe. Dopodiché potrò godermi la mia pensione … in pace!»

 

 

 

 

 

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