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16:06pm31 maggio 2022 | mise à jour le: 31 maggio 2022 à 16:09pmReading time: 5 minutes

Messaggio della Console Generale d’Italia a Montréal in occasione della Festa della Repubblica Italiana

Messaggio della Console Generale d’Italia a Montréal in occasione della Festa della Repubblica Italiana
Photo: Foto cortesiaLe donne conquistarono, finalmente, il 2 giugno 1946, il diritto di voto, esprimendo per la prima volta la propria voce alle elezioni politiche, fino ad allora riservate esclusivamente agli uomini

Care e cari connazionali, canadesi del Québec e delle Province Atlantiche, il 2 giugno 2022 festeggiamo, insieme, il 76° compleanno della Repubblica italiana.

I segnali di progressivo miglioramento dalla pandemia ci stanno permettendo, in queste ultime due-tre settimane, di tornare gradualmente a misure di socialità meno stringenti. Anche per questo, su deciso impulso dell’Ambasciatore d’Italia in Canada. S.E. Andrea Ferrari, quest’anno celebreremo la Festa Nazionale della Repubblica con un evento pubblico in presenza, qui a Montréal.

Sebbene stiamo uscendo dal tunnel, non possiamo tuttavia abbassare la guardia. Dobbiamo continuare a dare prova di doverosa prudenza ed esercitare la massima cautela nei comportamenti – individuali e collettivi – quotidiani. Per questo, considerata la perdurante situazione epidemiologica locale, la celebrazione della Festa Nazionale italiana avverrà in formato ridotto e sarà improntata alla massima sobrietà. Sarà un evento di natura istituzionale, prevalentemente rivolto alle autorità e ai funzionari locali, al corpo diplomatico accreditato presso l’ICAO e al corpo consolare. Parteciperanno funzionari/e delle organizzazioni internazionali, personalità del mondo politico e delle istituzioni locali, esponenti degli affari, della cultura, dell’università e della ricerca, dei media, della società civile, nonché taluni/e rappresentanti della collettività italiana, selezionati sulla base di rigidi criteri oggettivi: consiglieri/e del Com.It.Es., istituzione che auspico superi presto le divisioni e lacerazioni interne sinora riscontrate;  presidenti dei principali enti comunitari e delle 15 associazioni attualmente iscritte all’Albo consolare, rappresentanti delle federazioni di associazioni, Consultori e Consultrici delle Regioni italiane qui notificati.

Tenuto conto del formato ristretto della celebrazione della principale ricorrenza del calendario delle feste civico-nazionali italiane sono lieta di condividere su queste colonne – o sulle onde del programma trasmesso il 2 giugno alle ore 20:00 e, in replica, sabato 4 giugno alle ore 05:00 e alle 19:30 dalla televisione comunitaria ICI Television – il mio “ultimo” messaggio di auguri per la Festa delle Repubblica, considerato che il mio mandato istituzionale verrà a scadere, al più tardi, ad inizio marzo 2023.

 

Perché la Festa Nazionale della Repubblica italiana si celebra il 2 giugno?

Perché in quella data del 1946 i cittadini italiani e – per la prima volta – le cittadine italiane furono chiamati/e ad esercitare la sovranità popolare, attraverso il voto in un doppio appuntamento elettorale: per il referendum istituzionale sulla scelta della forma di Stato (repubblica o monarchia) da dare all’Italia postbellica e per l’elezione dell’Assemblea Costituente, l’organo rappresentativo del popolo, incaricato di redigere la nuova Costituzione che avrebbe fissato i principi etico-politici e la struttura dell’ordinamento istituzionale risultante dall’esito referendario.

Il 2 giugno 1946 l’affluenza alle urne fu elevatissima, tanto che fu necessario protrarre le operazioni di voto al giorno successivo, 3 giugno. Votarono quasi 25 milioni di cittadini e cittadine, pari a quasi il 90% dell’intero corpo elettorale, composto – allora – da 28 milioni di maggiorenni (ai tempi lo si diveniva a 21 anni).

L’“altra metà del cielo” italiano – quella delle donne – conquistò, finalmente, il 2 giugno 1946 il diritto democratico di base, quello di voto, esprimendo per la prima volta la propria voce alle elezioni politiche, fino ad allora riservate esclusivamente agli uomini. E lo fece in massa. Votarono quasi 13 milioni di donne. Un milione in più rispetto ai circa 12 milioni di uomini. Potremmo quasi dire che la Repubblica nacque proprio grazie al voto femminile.

Qualche giorno più tardi furono resi noti i risultati. Vinse la Repubblica con il 54,3% dei voti, contro il 45,7% in favore della Monarchia. Il popolo italiano pose così fine ad 85 anni di regno di Casa Savoia, che aveva guidato l’Italia dal compimento dell’Unità – nel 1861 – alla scelta popolare referendaria in favore della Repubblica, il 2 giugno 1946, appunto.

 

Che valore ha oggi, celebrare il 2 giugno 1946?

Quel giorno segna la nascita della Repubblica Italiana e ha un valore centrale per il nostro sistema democratico almeno per tre motivi.

In primo luogo, sancisce il ritorno della cittadinanza italiana all’effettiva vita politica attiva, dopo il ventennio fascista, ufficializzando il suffragio universale diretto nel nostro Paese e consacrando il voto come “personale ed uguale, libero e segreto”.

In secondo luogo, rappresenta un momento di vera e propria autodeterminazione di un popolo, nella scelta della propria forma di Stato. A partire da quella data l’Italia entra nel novero delle democrazie mature e inizia a divenire il Paese all’avanguardia che conosciamo oggi.

In terzo luogo, il 2 giugno 1946 è una data spartiacque per il progresso dell’emancipazione femminile in Italia, rappresentando al contempo un punto di approdo e uno di partenza. Votando per la prima volta, le donne celebrarono un agognato traguardo, ottenuto dopo decenni di rivendicazioni, forte mobilitazione delle associazioni femminili interessate al voto e dopo aver giocato un ruolo di primo piano durante – e tra – le due guerre mondiali, ma anche nella Resistenza al fascismo e nella lotta di liberazione del Paese dal nazifascismo. Quella data rappresenta anche un primo passo, fondamentale, nel lungo percorso che porterà, qualche mese più tardi, al riconoscimento dell’uguaglianza di genere – tra donna e uomo – nella carta costituzionale e, nei decenni successivi, a una progressiva attuazione di tale uguaglianza di genere prima dal punto di vista giuridico e poi, via via nei decenni, da quello politico-socioeconomico-culturale (che oggi resta tuttavia ancora da realizzare appieno).

Nella speranza che queste mie righe abbiano potuto evidenziare, almeno in parte, l’enorme rilevanza, ancora del tutto attuale oggi, del 2 giugno 1946 nel nostro tessuto e vissuto civico, auguro a tutte le lettrici e a tutti i lettori una serena Festa delle Italiane e degli Italiani.

Viva l’Italia. Viva la Repubblica. Viva il popolo italiano.

Buona Festa Nazionale della Repubblica. Buon 2 giugno 2022.

 

                                                     Silvia Costantini,

                                     Console Generale d’Italia a Montreal

                         e Rappresentante Permanente d’Italia presso l’ICAO

 

 

 

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