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16:03pm16 gennaio 2018

Un “gustoso” matrimonio tra due culture

Mario D’Amico e "Les Spiritueux Iberville", in preparazione dal 1953

Mario D’Amico con l’aperitivo”Amermelade”

Foto f_intravaia

Si chiamano “Amermelade” e “Amernoir”. Il primo è un aperitivo, il secondo un amaro. Sono i due primi liquori che il mixologo Mario D’Amico, ha lanciato nello scorso novembre, mettendo insieme la tradizione italiana per questo tipo di liquori, il suo savoir-faire, e i sapori unici del Québec. Ecco la storia di un bel “matrimonio” … all’italo-quebecchese!

«Era il periodo di Natale del 2016. Eravamo a casa e con mia moglie – racconta Mario – abbiamo deciso di provare a fare degli amari e degli aperitivi per poi darli in regalo durante le Feste. Tutti coloro che li assaggiavano dicevano: ma sono veramente buoni! Se li fai ci mettiamo in società con te!

Dopo averci pensato sopra e dopo aver fatto le mie ricerche ho deciso di lanciarmi. Ho lasciato la grande azienda di liquori per la quale lavoravo, che nel frattempo aveva subito diverse ristrutturazioni, limitando anche il mio ruolo, e ho aperto, nell’aprile dello scorso anno, un’azienda tutta mia a cui ho dato il nome di “Les Spiritueux Iberville”».

 

Perché hai scelto questo nome?

«Sul nostro logo, accanto a “Les Spiritueux Iberville”, c’è scritto: “In preparazione dal 1953”, perché quello è l’anno in cui cui mio nonno Mario è immigrato qui da San Massimo, un paesino vicino a Boiano, in provincia di Campobasso. Da quel momento ci siamo sempre sentiti benvenuti nel Québec. Mia madre, però, è quebecchese, quindi noi siamo quebecchesi e italiani allo stesso tempo. Ci siamo integrati alla società nella quale viviamo, alla quale abbiamo “aggiunto” la cultura, la lingua, le tradizioni e il cibo italiani.

Iberville è la strada dove abito ancora oggi e dove si trova la casa che mio nonno ha costruito con le sue mani, dove sono nato e dove è cresciuto mio padre. Quando ero piccolo i nonni abitavano sotto; adesso io abito sotto e mio padre abita sopra. Quando ero piccolo mio nonno faceva, con i fratelli e gli amici, il vino nella cantina. Me la ricordo molto bene, mi ricordo l’odore. Quando ho fatto i prototipi dei due liquori li ho fatti proprio nella cantina dove nonno faceva il vino. Per me era importante chiamare l’azienda “Iberville”, in ricordo dei sacrifici fatti da mio nonno. È proprio grazie a quei sacrifici che oggi possiamo fare quello che facciamo.

Mi ricordo, inoltre, di un’estate di qualche anno fa. Avevo 13 anni, la passai da solo con mia nonna a San Massimo. Ogni sera mi faceva assaggiare un bicchierino diverso: una volta l’Aperol, una volta il Campari, il chinotto, il vermouth e così via. Tutti quei sapori, soprattutto quelli più amari, mi sono rimasti impressi nella memoria e mi sono detto: perché non cercare di farli con gli ingredienti che si trovano nel Québec?»

 

La distilleria e la SAQ

«Ho trovato – prosegue Mario – una distilleria che li producesse, la “Mariana” di Louiseville, di cui sono diventato anche il rappresentante. Poi, dopo le necessarie “démarche” presso la SAQ, i prodotti sono stati messi in vendita in diverse loro succursali. Il piano per il primo anno era di vendere, attraverso i negozi della SAQ, 700 casse da 12 bottiglie. Finora, dopo quasi tre mesi, siamo a 600 casse. Non male! La risposta è stata incoraggiante e se le cose vanno come spero, la famiglia degli “Spiritueux Iberville” si allargherà anche ad un paio di vermouth, uno bianco e uno rosso, ad un bitter e, in coproduzione con la distilleria “Mariana”, ad un amaretto.

Speriamo di poter vendere presto i nostri prodotti anche in Ontario e in Columbia Britannica. Inoltre, sto cercando di trovare un distributore per l’Italia e la Spagna. Per me sarebbe un onore, oltre che un piacere, sapere che in Italia, la patria degli aperitivi e degli amari, qualcuno potrebbe bere … all’italo-quebecchese!»

 

Tuffatevi nell’aperitivo e liberate la vostra sete

 

«Più aperitivo che amaro – spiega Mario – “Amermelade” ricorda, anche nel nome, il gusto della marmellata. Mia nonna, quella quebecchese, la faceva e ci metteva un po’ di zenzero. Mi piaceva tanto.

A metà strada tra il Campari e l’Aperol, è fatto di un “mélange” di sapori di agrumi, zenzero, menta, eucaliptus, ai quali sono stati aggiunti i sapori dell’ “argousier”, del “vinaigrier” e del “myrique baumier”, piante che crescono nel Québec. Ne viene fuori un prodotto fresco, aromatico, molto profumato che si beve con l’acqua minerale, con il prosecco, con ghiaccio, come si beve il bitter in Italia. Sull’etichetta si vede un tuffatore che si lancia e si legge la scritta: “Plongez dans l’apéro”. Nella vita frenetica di oggi è importante prendersi un momento nella giornata, magari verso le 5 della sera, per rilassarsi e “tuffarsi” nell’aperitivo.

“Amernoir”, invece, è un digestivo, un amaro tradizionale, un po’ come l’Averna ad esempio, che si beve più che altro dopo cena, ma che si mette anche nel caffè o, volendo, si può bere anche come aperitivo con un po’ di acqua minerale e limone. Volevamo fare qualcosa che avesse i sapori di caffè, cioccolato, arancia, menta,  liquirizia, uniti ai sapori di alcune spezie, chiodi di garofano, cannella, “livèche” (sedano di monte) e “poivre des dunes”, un tipo particolare di pepe che cresce nel Québec. Sull’etichetta c’è scritto: “Liberez la soirée” e si vede un alligatore. È un animale che usa le sue scaglie per sedurre. Il rumore dell’acqua sulle scaglie provoca un suono che attira l’altro sesso. È un amaro dal potere di seduzione “nascosto”. Non resta che scoprirlo!»