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15 febbraio Giornata mondiale contro i tumori infantili

Ogni 3 minuti un bimbo muore di cancro

15 febbraio Giornata mondiale contro i tumori infantili

ansa

Ansa – Ogni 3 minuti, nel mondo, un bambino muore di cancro. Un dato impressionante, e questo nonostante gli enormi progressi nelle terapie fatti negli ultimi anni. Mentre un’allarmante criticità resta tuttora irrisolta: sono ancora troppo pochi i farmaci oncologici sperimentati direttamente sulla popolazione pediatrica, per la quale si utilizzano prevalentemente farmaci per adulti, ma in dosaggi e modalità differenti.

È il quadro tracciato da medici e associazioni per la Giornata mondiale della lotta al cancro infantile, che si celebra il 15 febbraio, promossa dall’organizzazione Childhood Cancer International (CCI).

Impressionanti sono i numeri: il cancro continua ad essere la principale causa di morte nei pazienti pediatrici tra le malattie non trasmissibili ed in Italia, ogni anno, si ammalano di tumore 2.200 bambini e adolescenti, con 1 bambino su 650 che ha meno di 15 anni.

A livello mondiale, i nuovi casi l’anno sono più di 300.000 (ma è una stima in difetto, poiché in molti paesi non esiste un registro) e seimila sono le nuove diagnosi in Europa.

Tassi di mortalità altissimi (oltre l’80%) si registrano poi nei Paesi in via di sviluppo, dove si stima che oltre 100.000 bambini ogni anno potrebbero essere strappati alla morte se anche a loro fosse garantita una diagnosi tempestiva e l’accesso alle cure al pari dei coetanei europei.

Proprio per riaccendere i riflettori sul fenomeno e sensibilizzare le istituzioni si celebra la “Giornata Mondiale” il cui messaggio, sottolinea la presidente dell’Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica (Aieop), Franca Fagioli, è “che oggi abbiamo fatto enormi passi avanti, tanto che le percentuali di guarigione per vari tumori raggiungono l’80-90%, mentre erano solo del 10% meno di 40 anni fa. Ma per migliorare ulteriormente, soprattutto per i tumori infantili più difficili, è necessario sviluppare nuovi farmaci che siano sperimentati e testati direttamente sulla popolazione pediatrica, ciò per garantire una maggiore efficacia ed un’azione più mirata”.