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Riconoscimento e rispetto per la comunità italiana

Nicola Di Iorio, avvocato, è nato a Montréal da genitori d'origine molisana

Gli auguri di Natale e gli auspici del deputato Nicola Di Iorio

Il deputato di Saint-Léonard/Saint-Michel, Nicola Di Iorio, si è presentato la settimana scorsa alla Camera dei Comuni per rispondere ad una interrogazione parlamentare presentata da un esponente dell’NDP relativamente alla sua prolungata assenza in Parlamento, e per fornire chiarimenti circa le ragioni delle sue dimissioni effettive dal 22 gennaio 2019.

On. Di Iorio, perché le dimissioni?

«Ho spiegato– ha detto il deputato – così come avevo già fatto con gli elettori della mia contea e con la comunità italiana che i motivi che mi hanno spinto a dare le dimissioni sono molto seri, di ordine personale e familiare. Il resto sono chiacchiere. Quando ne ho parlato con il Primo ministro Justin Trudeau lui mi ha affidato alcuni impegni da portare avanti. Ho accettato ma ho fatto presente che anch’io ho delle priorità che mi stanno particolarmente a cuore: riconoscere l’immenso contributo della comunità italiana dato a questo Paese. Esigere rispetto per ogni cittadino canadese d’origine italiana e ricevere le scuse ufficiali, in Parlamento, non in un parco, per l’internamento degli italiani durante la Seconda guerra mondiale.

In Canada vivono circa 1,5 milioni di persone d’origine italiana. Hanno dato un immenso contributo alla costruzione di questo Paese. Ho voluto essere il primo deputato a dire al proprio governo: devi darti da fare per riconoscere i torti subiti dalla comunità italiana, devi rispettarla e devi restituire alla Casa d’Italia, che all’epoca fu confiscata, la sua passata grandezza. Inoltre – aggiunge – dal 2012 non c’è più un Senatore italiano in Parlamento. Non è possibile! Le mie non sono richieste assurde. Non sto chiedendo al governo di dichiarare una guerra ma di riflettere sul ruolo degli italo-canadesi».

Ci sono altri motivi di attrito?

«In politica – risponde l’On. Di Iorio – non si pensa tutti allo stesso modo. Chi ha ragione? Io o il Governo? Ma il governo sono anch’io, non posso non far sentire la mia voce. Non parlerei di conflitto o attrito ma di ragionamenti diversi. Ho sempre avuto delle riserve sull’approvazione della Legge sulla legalizzazione della cannabis. A mio avviso non c’è stato un sufficiente processo di sensibilizzazione. Se il governo non si preoccupa io me ne preoccupo, è il mio ruolo di deputato. La mia prima responsabilità è di essere una voce forte per i miei elettori e per la mia comunità. Troppe volte il governo ha provato a “comprarci” con delle caramelle. Io questo non lo voglio e non lo accetto perché significherebbe sminuire la comunità, sarebbe come dire che non ha una dignità».

Cosa succederà dopo il 22 gennaio 2019?

«Continuerò, anche se non sarò più ufficialmente deputato, a lavorare e a rappresentare la mia contea fino alle prossime elezioni generali, anche senza lo stipendio di deputato. Auguro a tutti i miei elettori e alla comunità italiana di passare dei bei momenti in famiglia per le feste e di fare il pieno di energie per il 2019. Noi italiani dobbiamo essere forti e se non chiediamo ciò che ci spetta non otterremo mai niente, e la prima cosa da chiedere sarà il rispetto per la nostra comunità!»

Fabrizio Intravaia


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