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Da Napoli a Montréal senza…Distanza!

Da Napoli a Montréal senza…Distanza!
Photo: Foto F. IntravaiaSara D'Isanto e Luigi Capasso

Incontro con Luigi Capasso e Sara D’Isanto

Il 22 e il 29 marzo, nell’ambito della 37° edizione del Festival Internazionale del Film sull’Arte (FIFA), verrà proiettato il cortometraggio di Luigi Capasso “Distance-short stories about food”, prodotto da Zoomlab, casa di produzione fondata dallo stesso regista e dalla sua compagna Sara d’Isanto.

Luigi e Sara, 34enni, entrambi d’origine napoletana, seppure con percorsi diversi, sono approdati a Montréal nel 2013. Nel 2015, hanno fondato “Zoomlab”, un laboratorio di arti visive che esplora e sviluppa progetti che riguardano il variegato mondo dell’arte, a 360°.

«Sono nato e cresciuto a Napoli – racconta Luigi – dove mi sono laureato in pittura e specializzato in “Public Art”, all’Accademia di Belle Arti. Ho lavorato molto sul territorio napoletano, in progetti di vario tipo, dalle mostre collettive alle video installazioni, dalle scenografie alla fotografia, alla collaborazione con gli organismi no-profit. Sono figlio di un operatore video che ha lavorato molto per i teatri e fin da piccolo ho aiutato mio padre nel suo lavoro. Ho sempre avuto a che fare con telecamere, macchine fotografiche, luci e palcoscenici, un mondo che per me è naturale e che ho cercato di trasferire anche qui, con Zoomlab.

Quando ci siamo trasferiti a Montréal – spiega Luigi – considerando le mie esperienze professionali passate e le abilità organizzative di Sara, ci siamo detti che sarebbe stato riduttivo aprire un semplice studio fotografico. Abbiamo pensato, invece, di creare un vero studio di produzione di arti visive, non vincolate ad un progetto di foto o di video, ma che fosse aperto ad ogni tipo di interazione artistica. A Montréal ho iniziato a lavorare come direttore della fotografia e poi a sviluppare progetti nel campo della pubblicità e in quello della regia. È così che, nel 2017, è nato “Distance”.

«Non siamo scappati»

«Non è che in Italia ci mancasse il lavoro. La nostra scelta di venire a Montréal – interviene Sara – città di cui un amico di mio padre, che ci vive, ne aveva tessuto le lodi, è stata dettata più che altro dal desiderio di fare nuove esperienze di vita, dal desiderio di vedere il mondo, di imparare una nuova lingua, di scoprire altre culture e credo che la città di Montréal, sotto questo punto di vista, sia perfetta».

Sara si è trasferita a 7 anni con la famiglia a Perugia dove si è laureata in “Ricerca e programmazione delle politiche sociali” e specializzata in “Mediazione familiare”, ed ha lavorato diversi anni per il Tribunale dei minori.

«Arrivata a Montréal mi sono resa conto, purtroppo, che i miei titoli di studio – prosegue Sara – non erano riconosciuti. Ho deciso di riorientarmi verso il settore dell’insegnamento dell’italiano. Ho frequentato un Master on line dell’Università di Venezia e mi sono ri-specializzata in “Organizzazione avanzata dei corsi di lingua e cultura italiana”. Attualmente insegno l’italiano per vari enti tra cui il Picai e la Casa d’Italia. Dedico la metà del mio tempo all’italiano, sotto tutte le sue forme, e l’altra metà alle attività di Zoomlab».

Cucina e tradizione

Sull’asse Napoli-Montréal la distanza esiste, ma allo stesso tempo si annulla e fluttua tra l’intangibile e il tangibile, soprattutto in cucina.
«Quando arrivi a Montréal – spiega Luigi – non puoi non parlare della cucina. È un elemento che gioca un ruolo fondamentale, spesso rappresenta il nostro identikit, l’identikit dei quartieri di questa città. Il mio documentario Distance, che è un lavoro autobiografico, parla proprio di questo. Ho voluto esplorare il senso della distanza attraverso la nostra tradizione culinaria. La distanza è l’unica cosa che tiene uniti ad un altro luogo. Quando si è lontani ci sono delle cose che non sono tangibili come, ad esempio una telefonata. Pur avvicinandosi ad una persona resta sempre un distacco. Al contrario, una delle cose che, pur essendo lontani, annulla la distanza è la cucina, fatta di sapori ed odori che ci vengono trasmessi e che ci portiamo dietro ovunque.

Il documentario è stato presentato nel novembre del 2017 all’Istituto Italiano di Cultura di Montréal durante la Settimana della cucina italiana nel mondo ed ha riscosso un notevole interesse, al punto che abbiamo pensato di metterne in cantiere il seguito.

Poi un amico mi ha segnalato iFestival FI. Essere selezionato per parteciparvi è stata davvero una magnifica sorpresa. Mi ha dato la convinzione necessaria per continuare su questa strada anche perché trovare finanziamenti non è mai facile, poi tra lavorazione, produzione e postproduzione, spesso i tempi si allungano considerevolmente ma alla fine i risultati arrivano».

Cittadini del mondo

Dopo sei anni a Montréal qual è il vostro bilancio? «Positivo», risponde Luigi. «Siamo sempre più convinti di continuare a sviluppare i nostri progetti anche perché, non è che a Napoli non si realizzassero, ma qui a Montréal c’è un’energia particolare che ti stimola, che ti spinge ad andare avanti. Ma noi non parliamo mai di un “rimanere” – aggiunge Sara – siamo qui senza porci dei limiti. Per il momento ci stiamo bene poi non sappiamo dove ci porterà la vita. Andiamo avanti e andiamo al massimo, senza pensare troppo alla neve!»
Per gli orari di proiezione del documentario: http://www.artfifa.com/fr

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