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Il menù tipico ponzese di Pasqua

Il menù tipico ponzese di Pasqua
Photo: Foto cortesiaConiglio alla fornese

Anche un’isola così piccola come Ponza “mette in tavola” per Pasqua e Pasquetta le sue tradizionali ricette. Una bella occasione per celebrare insieme non solo le festività ma anche l’arrivo della primavera, dei primi tiepidi raggi di sole. Ecco cosa ci consiglia Ines Vitiello, del ristorante “Terra Mia”, fermo restando che, come primo piatto si preferisce, in genere, una lasagna con la carne.

Coniglio alla fornese (per 4 persone)

Ingredienti

1 kg di coniglio a pezzi
Olio, sale, cipolla, peperoncino e foglie d’alloro
Concentrato di pomodoro e aceto bianco

Preparazione

Mettere il coniglio in padella con olio e sale (qb) per farlo rosolare, aggiungere la cipolla, il peperoncino e le foglie d’alloro. Utilizzare un po’di concentrato di pomodoro per far leggermente colorire il coniglio, sfumare con aceto e lasciar cuocere coperto per 40 minuti a fuoco lento. «Il coniglio solitamente è quello che uno alleva a casa. Quindi – afferma Ines – è ben nutrito, tutta carne buona e genuina.

Pastiera di pasta (per 6 persone)

Ingredienti

1 kg di spaghetti
6 uova
Sale, pepe e burro qb
Zucchero per la versione dolce

Preparazione

Far bollire gli spaghetti, scolarli e lasciarli raffreddare. Aggiungere 6 uova sbattute con sale e pepe, versare il composto in una teglia imburrata e aggiungere qualche ciuffetto di burro in superficie. Infornare a 150 gradi per il tempo che serve a far rassodare l’uovo.
«Questa – spiega Ines – è la versione salata. Per fare la pastiera dolce basta sostituire il sale ed il pepe con lo zucchero, osservando lo stesso procedimento. È una ricetta che preferibilmente si mangia durante le scampagnate di Pasquetta».

Casatiello ponzese

Casatiello ponzese

Ingredienti
8 uova
300 gr. di zucchero
300 gr. di strutto
Aroma di limone
30 gr. di lievito di birra
Farina quanto basta

Preparazione

Impastare metà dose degli ingredienti per creare un lievito naturale (chiamato in dialetto “criscito”). Il giorno dopo aggiungere il resto degli ingredienti all’impasto lievitato e far rilievitare il tutto. Infornare a 150 gradi per circa un’ora, coprire con carta argentata per evitare che si bruci in superficie. «È un pane dolce – aggiunge Ines – che si accompagna con le fave fresche sia per il giorno di Pasqua che per il picnic di Pasquetta. Mia nonna ne faceva tanti e di tutti i formati: uno grande per lei e il nonno, uno medio a famiglia per i figli e uno piccolo per i nipotini, un bellissimo ricordo.

Geograficamente più vicina al Lazio ma tradizionalmente più orientata verso la Campania, Ponza, sospesa tra cielo, terra e mare, offre tutta una varietà di pietanze che possono essere “annaffiate”, naturalmente, da vini locali come la Biancolella. «Ogni famiglia – conclude Ines – fa il suo vino anche se oggi, forse, questa tradizione si sta perdendo. Mia madre fa il bianco “Nannina”, dal nome di mia nonna, e il “Caparossa”, dal soprannome di mio nonno. Sull’isola si fa anche lo spumante. Insomma, come si dice a Ponza “il vino di quest’anno non fa danno”. Buona Pasqua a tutti!

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