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19:47pm27 gennaio 2014 | mise à jour le: 27 gennaio 2014 à 19:47pmReading time: 3 minutes

27 gennaio: Giornata della memoria

Ansa – Si celebra questo lunedì 27 gennaio la Giornata della memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Ad Auschwitz 69mo anniversario della liberazione del campo di sterminio. A Roma commemorazioni con Napolitano e la Boldrini.

“Lasciate innanzitutto – ha detto Napolitano all’inizio del suo discorso – che io sbarazzi subito il campo dalla miserabile provocazione che è stata appena tentata contro tutti noi. Gli autori, che spero possano essere rapidamente individuati, di un insulto assimilabile solo alla stessa ripugnante materia usata in quei pacchi – ha aggiunto il presidente della Repubblica riferendosi alla testa di maiale recapitata alla sinagoga – non hanno nulla a che vedere con la Roma e i romani che per sentimento umano e civile, consapevolezza democratica, educazione e cultura, sono fraternamente accanto agli uomini e donne di origine e religione ebraica, stringendosi ad essi in un abbraccio di solidarietà – ha concluso Napolitano – e in un impegno di lotta rigorosa contro ogni forma di antisemitismo”.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante le celebrazioni della Giornata della Memoria, ha invitato a mantenere la “vigilanza contro ogni insorgenza di antisemitismo, comunque camuffato” ma anche contro tutti “gli innocenti e gli indifesi di sempre” tra cui egli inserisce anche “gli stranieri”. Napolitano ha sottolineato che “la difesa della pace e dei diritti umani sono le basi fondamentali della nostra democrazia. Una democrazia che non può in nessun momento ignorare i rischi cui possono essere esposti, anche tornare ad essere esposti, ‘gli innocenti e gli indifesi di sempre'” ha detto il presidente riprendendo un’espressione usata poco prima da Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche. Napolitano ha quindi elencato gli “innocenti e indifesi” che aveva citato Gattegna, e cioè “gli ebrei, i Rom, i Sinti, i disabili, i malati di mente, gli omosessuali”. A braccio Napolitano ha voluto fare una postilla: “E io aggiungo anche gli stranieri”. “Le armi della cultura e dell’istruzione” vanno “privilegiate” per opporsi al negazionismo nei confronti dell’Olocausto: così Napolitano, accennando alla legge che si sta discutendo in Senato e che introdurrebbe il reato di negazionismo.

Corona di fiori davanti alla lapide a Palatucci

Una corona di fiori è stata deposta davanti alla lapide che ricorda la prigionia nella Casa circondariale di Giovanni Palatucci, ultimo Questore italiano di Fiume, “Giusto tra le Nazioni”, “Servo di Dio” e “Medaglia d’oro al Merito Civile”. Il Cappellano provinciale della Polizia di Stato, don Paolo Rakic, ha benedetto la lapide e la corona ricordando che Palatucci, nato in provincia di Avellino nel 1909, fu assegnato alla Questura di Genova. Alla promulgazione delle leggi razziali del 1938, Palatucci, in servizio all’Ufficio Stranieri della Questura di Fiume, divenne il protettore in particolare degli ebrei, con la cui comunità fiumana aveva rapporti di stima e di amicizia, salvando la vita a più di 5 mila ebrei, avviandoli a un campo di raccolta in provincia di Salerno dove era Vescovo uno zio, che li prese sotto la propria protezione. L’8 settembre 1943 Giovanni Palatucci rimase da solo a reggere la Questura di Fiume e un anno dopo fu arrestato dalla Gestapo e condannato a morte, ma la pena gli fu commutata nel carcere a vita. Trascorse due giorni nella struttura di Trieste e da lì fu tradotto nel campo di sterminio di Dachau, dove mori il 10 febbraio 1945, all’età di neanche 36 anni.