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Domenico De Santis, 100 anni alla grande!

Domenico De Santis, 100 anni alla grande!
Photo: Foto cortesia De SantisDomenico De Santis in compagnia della sua famiglia e della Console Generale d’Italia a Montréal (la seconda da destra) Silvia Costantini

Circondato dall’affetto della sua famiglia, la moglie Maria Casanova, i figli Rita (ex ministra e deputata provinciale) e Tony, e dagli altri parenti e amici venuti anche da Toronto, il 12 maggio scorso Domenico De Santis ha tagliato l’invidiabile traguardo dei 100 anni.

La festa si è tenuta presso il Padiglione Camille Lefebvre, a Lachine, una “long term care facility”, dove attualmente risiede. «È stata – ha commentato il figlio Tony – una festa perfetta alla quale hanno partecipato un centinaio di persone tra cui la Console Generale d’Italia a Montréal, Silvia Costantini, e alcune cugine venute appositamente da Toronto. Abbiamo mangiato, bevuto, brindato e visto un video che raccontava la storia di mio padre. Ha stretto la mano a tutti e scambiato qualche parola. Non può fare grandi discorsi perché ha dei problemi con la trachea, ha un tubo che lo aiuta a respirare, ma chi si aspettava di vederlo come un “vecchietto” è rimasto sorpreso e lo ha trovato, invece, come un bel giovanotto ancora lucido ed energico.

 Le lettere

Ha ricevuto tante lettere di congratulazioni: quella del Primo ministro del Canada, del Primo ministro del Québec, della Regina Elisabetta, della Governatrice Generale del Canada, della sindaca di Montréal. La gente vedendo tutte queste lettere è rimasta impressionata e mi ha chiesto: “ma che faceva tuo padre?”Ho risposto, scherzando: “è un uomo internazionale!”. Però poi ho aggiunto: “ma no, era un semplice meccanico di automobili, e poi non è che tutti arrivano a 100 anni. Se ci arrivate, anche voi avrete le lettere!”».

 

Origini abruzzesi

Domenico De Santis è nato il 12 maggio 1919 a Palmoli, in provincia di Chieti (Abruzzo), ed è arrivato a Montréal il 20 dicembre del 1958, all’età di 39 anni. È sposato da 68 anni con Maria Casanova, 86 anni, originaria di Vasto. «Mia madre – aggiunge Tony – è in forma, vive nel suo appartamento e ogni fine settimana va a trovare Domenico. Io ci vado ogni giorno, dalle 7 del mattino a mezzogiorno. È importante passare del tempo con lui, gli faccio fare un po’ di movimenti con le braccia e le gambe, lo porto fuori a prendere aria, incontra la gente, la saluta, parliamo un po’ e tutto ciò per lui diventa un motivo per dire che … la vita è bella, perché vedo tante persone che passano tutto il giorno da sole, nel loro letto, senza potersi muovere, 7 giorni su 7, 24 ore su 24 e tutto ciò è veramente triste! Tre anni fa tutti dissero che mio padre era praticamente “finito”, invece è ancora là. Se dovessi scrivere un libro lo intitolerei: Quando una persona muore ha ancora 3 anni da vivere!»