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16:33pm3 novembre 2015 | mise à jour le: 3 novembre 2015 à 16:33pmReading time: 6 minutes

Cinquant’anni insieme! 

Era il 1965 quando Jean Lesage, il Primo ministro del Quebec dell’epoca, inaugurò il primo ufficio di rappresentanza della “Belle Province” a Milano al quale sarebbe poi seguita l’apertura di una Delegazione del Quebec a Roma.

Da quel momento ne è passata molta di acqua sotto i ponti del Tevere e del San Lorenzo, e mano a mano che l’acqua scorreva i legami tra le due sponde si sono intensificati e diversificati sempre più potendo contare anche sull’appoggio non indifferente della comunità italiana del Quebec. 50 anni, dunque, di presenza istituzionale del Quebec in Italia; 50 anni di relazioni ufficiali tra le due parti, un anniversario che non è certo passato inosservato ma che, al contrario, è stato solennemente celebrato il 28 ottobre scorso con diverse attività istituzionali ed una cena di gala al ristorante “Le Parlamentaire” dell’Assemblea Nazionale offerta congiuntamente dal suo Presidente, Jacques Chagnon, e dall’Ambaciatore d’Italia in Canada Gian Lorenzo Cornado.

Il primo atto significativo di questa giornata di celebrazioni è stata l’approvazione all’unanimità, da parte dell’Assemblea Nazionale del Quebec, di una mozione, presentata dal Primo ministro del Quebec Philippe Couillard, per “salutare il mezzo secolo d’amicizia e delle relazioni tra il Quebec e l’Italia”, «un atto di grande sensibilità dal parte del Primo ministro del Quebéc nei nostri confronti», ha sottolineato l’Ambasciatore Cornado che guidava la delegazione di personalità e di rappresentanti di vari organismi italiani.

Nel pomeriggio, si è tenuta, presso l’Hotel Chateau-Laurier, la conferenza organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Canada e dal Ministero delle Relazioni internazionali del Quebec, dal titolo “Doppio sguardo su mezzo secolo di collaborazione italo-quebecchese e prospettive future”, alla quale hanno partecipato l’Ambasciatore stesso, e la signora Amalia Daniela Renosto, delegata del Quebec a Roma.

La conferenza è stata un’occasione per fare il punto sull’eccellente stato delle relazioni istituzionali, economiche, culturali, scientifiche e accademiche tra le due sponde, con un’occhio al passato, ed uno al futuro, per esplorare le possibilità di ampliare sempre di più tali relazioni già eccellenti.

Alla conferenza hanno partecipato, portando il loro saluto, anche le due deputate italiane elette nella circoscrizione Nord e Centro America Fucsia Nissoli FitzGerald e Francesca La Marca, convinte che «la presenza di una Comunità italiana così viva ed attiva, che ha fortemente contribuito allo sviluppo socio-economico e culturale del Quebec, possa contribuire a sviluppare sempre di più e meglio queste relazioni bilaterali fondate su numerosi interessi comuni».

Christine St-Pierre, Ministra delle Relazioni internazionali e della Francofonia, ricordando la visita effettuata a Roma nel maggio scorso, insieme al Primo Ministro del Quebec Philippe Couillard, ha ricordato come «i nostri legami si siano diversificati rapidamente diventando politici, parlamentari, universitari, scientifici, culturali, economici e turistici. L’Italia è quasi sempre stata tra i primi dieci partner economici. Si contano – ha detto – 44 aziende italiane stabilite in Canada la cui sede sociale è nel Quebec; una trentina di compagnie quebecchesi in Italia; gli scambi di beni si situa intorno ai 2 miliardi di dollari e con la Regione Lombardia il Quebec ha firmato un partenariato di collaborazione industriale e tecnologico. Sul piano culturale – ha proseguito – ogni anno si tengono, in varie città italiane, circa 400 attività culturali quebechesi. Sono state stabilite relazioni con grandi istituzioni culturali italiane e dal 1998 la biennale “Orizzonte-Quebec” mette in valore le nostre espressioni artistiche in Italia. Inoltre, alcuni generosi prestiti da una cinquantina di musei e istituzioni italiane hanno permesso di realizzare in questi ultimi anni alcune importanti esposizioni nel Quebec.

Le relazioni non sarebbero quelle che sono – ha detto infine la Ministra St-Pierre, senza la presenza della comunità italiana del Quebec forte di 300mila persone che contribuiscono in modo notevole allo sviluppo del Quebec grazie al loro dinamismo socio-economico».

L’Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha poi passato in rivista i momenti forti delle relazioni tra l’Italia e il Quebec informando anche dei progressi relativi al reciproco riconoscimento delle patenti di guida, un “dossier” che dovrebbe ben presto trovare la sua felice conclusione. L’Ambasciatore ha spiegato in cosa consiste la presenza italiana nel Quebec: ha parlato dei vari organismi di rappresentanza, del ruolo dell’Istituto Italiano di Cultura, delle tante collaborazioni e cooperazioni in corso, del successo di imprese d’origine italiana come Saputo o BioChem Pharma, dei tanti ricercatori italiani che operano nel Quebec, della “forza e della laboriosità” della comunità italiana, della città di Montreal – la città più italiana del Nord America – del diritto a chiedere l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole del Quebec, dello storico arrivo della Rai in Canada una decina di anni fa dopo una lunga battaglia che vide coinvolta tutta la nostra comunità e di altre cose tra cui, le grandi possibilità che potrebbero aprirsi per le aziende italiane sul “fronte Nord”, ovvero il “Piano Nord” del governo del Quebec per lo sviluppo del territorio ricco di enormi risorse minerarie.

Amalia Daniela Renosto ha parlato, invece, del percorso inverso, della presenza del Quebec in Italia, fin dalla creazione dell’ufficio nel 1965, passando per le visite ufficiali dei rappresentanti politici del Quebec, agli accordi di sicurezza sociale, alle tante manifestazioni culturali che si svolgono nel Bel Paese e che vedono protagonisti diversi artisti quebecchesi. «L’espressione che mi viene in mente quando si parla di relazioni tra il Quebec e l’Italia – ha detto – è che si tratta di “legami di cuore e di ragione”. Ma mezzo secolo dopo – si è chiesta – è necessario un aggornamento di queste relazioni? I prossimi anni saranno molto attivi – ha aggiunto la rappresentante del Quebec a Roma citando il discorso del Primo Ministro Couillard alla Camera nel maggio scorso – sul piano delle relazioni bilaterali. Il Quebec intende moltiplicare gli scambi e consolidare i partenariati con l’Italia perché negli ultimi 50 anni le nostre società hanno dovuto fare fronte a nuove sfide e questo si deve riflettere nelle relazioni e nei nostri scambi, appoggiandosi anche su strumenti già esistenti come la Sottocommissione mista Quebec-Italia o su intese già in vigore. Perché non arricchirle aggiungendo nuovi settori di collaborazione? Penso al settore dell’ambiente e ai cambiamenti climatici, alla lotta al terrorismo, alle nuove forme di criminalità e al valore comune della solidarietà, drammaticamente attuale alla luce di quanto sta succedendo oggi in Europa alle prese con la crisi dei migranti».

Un “doppio sguardo” già ricco di storia, di spunti e di premesse per il futuro. Il terreno è decisamente fertile per preparare un altro mezzo secolo di cammino comune nel segno dell’amicizia tra l’Italia e il Quebec.