In primo piano
19:01pm19 maggio 2020 | mise à jour le: 19 maggio 2020 à 19:01pm

25 maggio, Giornata internazionale dei bambini scomparsi

25 maggio, Giornata internazionale dei bambini scomparsi
Photo: Foto cortesiaPina Arcamone

A colloquio con Pina Arcamone, direttrice di Réseau Enfants-Retour

Maggio è un mese importante per Résesau Enfants-Retour (RER), per vari motivi. Il primo perché è il “Mese dei bambini scomparsi”. Il secondo perché in maggio l’organismo festeggia il suo 35mo compleanno ed infine perché il 25 maggio è la Giornata internazionale dei bambini scomparsi.

«In questo momento in cui il Québec è in “pausa” e in cui si parla soprattutto di Covid-19 – afferma Pina Arcamone, direttrice di RER da ben 26 anni – non bisogna dimenticare che i bambini, purtroppo, continuano a scomparire lo stesso. È importante non dimenticarlo. Costretti a rimanere a casa perché le scuole sono chiuse, i bambini passano molto tempo su internet, senza necessariamente avere la supervisione dei genitori che magari sono occupati a lavorare o a fare altro. In tal modo possono correre dei rischi di adescamento, perché, purtroppo, i malintenzionati sono sempre in agguato.

Pina Arcamone

Anche se i nostri uffici, come tutti quelli non considerati essenziali, sono chiusi da metà marzo, io e la mia equipe continuiamo lo stesso a lavorare da casa e ad appoggiare gli sforzi della polizia e dei genitori per ritrovare i bambini ma anche per educare e per informare dei rischi che putroppo sono sempre presenti.

In tempi normali – afferma– andiamo nelle scuole per spiegare ai bambini come comportarsi in certe situazioni e come proteggersi dai malintenzionati. Diciamo loro, ad esempio, di non inviare mai fotografie o informazioni personali a persone sconosciute. Abbiamo, inoltre, dei programmi informativi per spiegare ai genitori come parlare e cosa dire ai loro figli per evitare certi problemi. Ma ora non è possibile fare tutto questo di persona allora ricorriamo sempre di più ai media sociali: facebook, instagram, Youtube e altre piattaforme come Tiktok o Zoom. Continuiamo lo stesso a stare vicino ai genitori, a mantenere un contatto con loro e con la polizia e ad assicurarci che tutte le informazioni necessarie per ritrovare i bambini possano circolare lo stesso».

 

Finanziamenti e festeggiamenti

«Là, invece, dove siamo stati più toccati dall’emergenza coronavirus – spiega Pina Arcamone – è stato sul versante del finanziamento. Per esempio, il 21 maggio ricorre il nostro 35mo anniversario. Avevamo organizzato una serata di gala di cui Mariano De Carolis, direttore generale della Cassa Popolare Canadese-Italiana Desjardins, doveva essere uno dei copresidenti d’onore, che, ovviamente, è stata annullata. Tutte le attività di raccolta fondi previste nei prossimi mesi, compreso il torneo di golf di agosto, sono state cancellate. Tutto diventa più difficile. Dobbiamo dare prova di fantasia, inventare nuovi modi di fare, essere creativi per trovare dei finanziamenti, che, uniti alle sovvenzioni dei governi federale e provinciale, ci permettono di andare avanti. Credo che sia la vera sfida della mia carriera; mai – esclama Pina – avrei immaginato di trovarmi in una situazione simile!»

 

Media sociali

«Uno dei modi che abbiamo trovato per dare continuità al nostro lavoro è quello di ricorrere alle attività virtuali. Abbiamo già fatto e continueremo a fare dei facebook live per parlare di sicurezza ai genitori, di come proteggere i bambini, delle risorse disponibili e di altro ancora. Tutte le iniziative di sensibilizzazione relative alla Giornata internazionale dei bambini scomparsi saranno sui media sociali. In genere il 25 maggio facciamo un cocktail-incontro con i nostri collaboratori e partner. Non potremo farlo fisicamente, lo faremo su Zoom. Sarà un’occasione per ritrovarci insieme seppure a distanza. Incoraggio la gente a seguirci sui media sociali, abbiamo bisogno di tutti perché anche un solo bambino scomparso è sempre di troppo!

 

5803 bambini scomparsi nel 2019

Lo scorso anno in Québec sono stati segnalati 5805 casi di bambini scomparsi, circa un centinaio in meno dell’anno precedente quando furono 5927.

«Meglio del 2018 – commenta Pina Arcamone ma pur sempre troppi. Circa il 90% di questi giovani, parliamo di bambini dagli zero ai 18 anni, scappano di casa o dai centri di accoglienza. Il 10% viene sottratto da un membro della famiglia, da uno dei due parenti, spesso in seguito ad una separazione o ad un divorzio.

La maggior parte di questi bambini, intorno al 63%, viene ritrovata sana e salva nel giro di 24 ore; il 90% circa nel giro di una settimana e il restante 6-7 % circa nel giro di un anno. Sono l’1 o il 2% i bambini che purtroppo non vengono più ritrovati.

Nel corso dei miei 26 anni come direttrice – aggiunge Pina – abbiamo aiutato la polizia a ritrovare più di 1600 bambini ed oltre 200mila giovani hanno imparato come fare per proteggersi. Adesso ci sono pubblicazioni per i bambini, per i genitori, per i professionisti del settore. Abbiamo fatto molti progressi ma ogni anno sono sempre troppi quelli che scompaiono. Il nostro lavoro non è finito, dobbiamo continuare, e solo con l’aiuto di tutti possiamo raggingere i nostri obiettivi».

Per informazioni:

https://www.reseauenfantsretour.ong/

https://www.facebook.com/ReseauEnfantsRetour/

Tél. : 514 843-4333; info@reseauenfantsretour.ong