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18:58pm3 febbraio 2015 | mise à jour le: 3 febbraio 2015 à 18:58pmReading time: 4 minutes

Lettera aperta al Primo Ministro del Québec Philippe Couillard relativamente al progetto di legge 10

Signor Primo Ministro, Philippe Couillard

Moltissime persone, appartenenti alla comunità di origine italiana, sono inquiete per il futuro che potrebbe riservare il progetto di legge 10 all’Ospedale Santa Cabrini /CA Dante (denominato poi “Santa Cabrini”).

Tutte queste persone, spesso volontari, hanno fondato, sviluppato, sostenuto e finanziato il loro ospedale. Eppure, a partire dal 1° aprile 2015, il consiglio d’amministrazione del loro ospedale scomparirà, a profitto di mega strutture pesanti e impersonali quali saranno i CISSS (Centri Integrati di Salute e Servizi Sociali, n.d.r.). Ma la scomparsa dell’ospedale comunitario non è buona né per il Santa Cabrini né per l’insieme (“le Reseau”) dei servizi di salute e dei servizi sociali.

In effetti, non vi sarà alcun contrappeso alla nuova forma d’amministrazione (“gouvernance”) prevista dal progetto di legge 10. Il futuro CISSS, svuotato degli attuali consigli d’amministrazione, sarà sotto l’amministrazione esclusiva di qualche persona scelta o nominata dal Ministro. Un solo rappresentante delle Fondazioni degli ospedali raggruppati potrà parteciparvi ma solo a titolo di osservatore.

Lei stesso, in qualità, all’epoca, di Ministro della Salute, ha creato nel 2005 i CSSS (Centri di Salute e Servizi Sociali, n.d.r.), prevedendone delle eccezioni. Santa Cabrini venne allora designato “ospedale di prima istanza”. Lei stesso ha riconosciuto le specificità etnoculturali di questo ospedale sapendo, in maniera pertinente, che non era necessario fonderlo al CSSS per continuare a lavorare in partenariato con tutta la struttura della salute e dei servizi sociali.

Il PDG (“Presidente Direttore Generale”, n.d.r.) del futuro CISS avrà ben altre obbligazioni che quella di preoccuparsi delle specificità di ciascun ospedale sotto la sua tutela. La comunità d’origine italiana, che ha creato il Santa Cabrini, ha ragione di inquietarsi. Tagliata dal suo consiglio d’amministrazione, chi sorveglierà affinché siano rispettate la sua storia, le sue realtà linguistiche e culturali? Senza dimenticare che questo progetto di legge toglie ogni partecipazione cittadina e priva ognuna delle collettività locali del suo ospedale. Eppure non bisognerebbe continuare a costruire rispettando il lavoro delle comunità che si sono impegnate prime di noi?  

I CSSS sono già delle entità complesse e la popolazione ha difficoltà a ritrovarsi fra tutti questi acronimi. Aggiungere dei CISSS non farà altro che aumentare la confusione.

E cosa potreste dire a tutti questi donatori che hanno creduto alla Fondazione del loro ospedale? Essi hanno, pertanto, finanziato numerosi progetti, contribuendo così a ridurre le spese pubbliche. A titolo d’esempio, la creazione del Centro di lotta contro il cancro del Santa Cabrini sarebbe un dossier perduto tra una pila di richieste e non una realtà concretizzatasi grazie ai numerosi donatori della Fondazione Santa Cabrini.

Non esistendo più, a partire dal prossimo mese di aprile, il consiglio d’amministrazione  del Santa Cabrini, come farebbe la Fondazione a stabilire le priorità dell’ospedale al quale è collegato e pianificare così le sue campagne di raccolta fondi? L’ospedale non esisterà più in tanto che entità giuridica!

Tutte le decisioni, tutti i progetti di miglioramento dei servizi seguiranno un processo decisionale lungo, arduo e di parte. Il più forte rischia di essere ascoltato a scapito degli altri. Le équipe locali dovranno battersi costantemente per avere l’attenzione in un contesto decisionale ancora più pesante e più lontano dalle loro realtà e dai loro pazienti.

Mettere tutte le energie in un modello centralizzato di amministrazione, rifare un altro esercizio di fusione di ospedali, eliminando per il fatto stesso i volontari che sono i membri del consiglio d’amministrazione, sono delle scommesse ad alto rischio. La nuova burocrazia, lontana dalle preoccupazioni di base, rischia fortemente di allontanarsi dalla ragione d’essere di ogni istituzione: il paziente nella sua comunità.

Presentata con rispetto da

Irene Giannetti

Direttrice generale

Ospedale Santa Cabrini / CA DANTE

(1988 -2011)

Membro onorario

Fondazione Santa Cabrini

A sostegno di questa domanda rivolta a mantenere un consiglio d’amministrazione proprio al Santa Cabrini:

Pierre Guzzo

Claudio Sabatino

Dominique de Pasquale

Antoinette Vaccaro

Angela Marrone

Salvatore Russello

Pio Carbonaro

Dominique De Pasquale