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15:20pm18 agosto 2020 | mise à jour le: 18 agosto 2020 à 15:20pmReading time: 4 minutes

A Saint-Léonard un parco dedicato ad Ermanno La Riccia, ingegnere ed ex collaboratore del Corriere Italiano

A Saint-Léonard un parco dedicato ad Ermanno La Riccia, ingegnere ed ex collaboratore del Corriere Italiano
Photo: Foto F. IntravaiaI consiglieri dell'arrondisserment di Saint-Léonard, Mario Battista e Dominic Perri che hanno promosso l'iniziativa del parco Ermanno La Riccia

Oltre che un ottimo ingegnere, un direttore di scuola, uno scrittore che sapeva raccontare con semplicità ed emozione le vicende legate all’emigrazione italiana e un direttore di Coro (Alpino di Montréal), Ermanno La Riccia, nato a Larino (Campobasso) nel 1928 e deceduto a Montréal nel 2014, è stato, per lunghi anni, un valido collaboratore del Corriere Italiano.

Per questo la conferma della notizia che, a Saint-Léonard, un parco porterà il suo nome non può che rallegrarci e merita di essere approfondita.

«La sistemazione del parco, che si trova a nord di boul. des Grandes-Prairies, nella zona del cosiddetto “Domaine Chartier”, tra le vie J.-B.-Martineau e Philias-Gagnon, quasi al confine con Montréal-Nord – spiega Dominic Perri, consigliere comunale del distretto Saint-Léonard-Ovest e promotore dell’iniziativa – è stata ultimata nel mese scorso. Il luogo, sul quale Hydro-Québec detiene una servitù per la presenza dei piloni per il trasporto dell’elettricità, è stato concepito come un grande bacino di ritenzione dell’acqua piovana di questa nuova zona residenziale. Se con il tempo, purtroppo, da una parte si stava trasformando, gradualmente, in una specie di discarica a cielo aperto dove la gente buttava un po’ di tutto, dall’altra, ci siamo accorti, invece, che il bacino inziava ad ospitare delle specie animali rare come le rondini bicolore, il passero dei prati, le farfalle monarca, alcuni piccoli serpenti non velenosi e diverse specie vegetali difficilmente presenti in altre zone della città».

 

Una passerella e un belvedere

«Allora – continua Perri – abbiamo deciso di fare una consultazione con i cittadini e con Hydro-Québec per decidere cosa fare di questa zona preziosa e da lì è partita l’idea di creare un nuovo parco per preservare la natura, per fare in modo che anche Hydro-Québec potesse avere un facile accesso e per evitare che diventasse una discarica.

Una veduta della passerella che attraversa il parco

I cittadini hanno suggerito di costruire delle passerelle e un belvedere per osservare la natura senza disturbarla. È stato fatto un piano ed è nato il parco-natura che, tra una cosa e l’altra, è costato 1,9 milioni di dollari. Alla fine bisognava trovare un nome. Allora – prosegue Perri – ho pensato a qualcuno, specialmente d’origine italiana, che a Saint-Léonard avesse potuto fare la differenza e la mia attenzione è caduta proprio sul nome di Ermanno La Riccia».

 

Perché proprio lui?

«Ermanno – risponde – abitava a St-Léonard. Una cosa di lui mi è rimasta sempre impressa. Il sabato mattina, in quanto consiglieri dell’arrondissement, ricevevamo i cittadini. Parliamo di 20 anni fa e più. Un giorno Eramnno venne ad incontrarmi per dirmi che la sua fattura dell’acqua era troppo elevata e che non era possibile che ne consumasse così tanta. Io risposi che i contatori dell’acqua non potevano sbagliare perché girano solo quando l’acqua scorre. Se ne andò, decisamente poco contento.

Due anni dopo circa venne a trovarmi di nuovo. Mi stavo preoccupando, pensai: “Ora ricomincia con la storia del contatore”. Lui, invece, mi disse: “Devo ringraziarti!” “Perché?”, risposi. “Perché cambiando il riscaldamento mi sono accorto che il tubo dell’acqua calda era bucato, per questo perdeva acqua e il contatore girava!”

Rimasi sorpreso. Normalmente la gente viene per lamentarsi, non per ringraziare! In seguito a quell’episodio ci incontrammo altro volte, diventammo amici, lui mi diede i 4 libri che aveva scritto, io li portai a casa. Quando iniziai a leggerli non riuscii più a staccarmi da loro. Sono storie interessanti, che fanno capire i grandi sacrifici fatti dagli immigranti italiani venuti a stabilirsi qui. Ognuno di noi può ritrovarsi in quelle storie, sono semplici e piacevoli da leggere però hanno un significato profondo.

Promuovere la cultura italiana

Ecco perché – aggiunge il consigliere – ho pensato al suo nome per il parco. Ermanno è stato il tipico immigrante italiano. È venuto qui, ha dovuto ricominciare gli studi, non si è perso d’animo, è diventato ingegnere, disegnava gli aerei e nel tempo libero scriveva articoli per i giornali, il Corriere Italiano, il Cittadino canadese, il Messaggero di Sant’Antonio e altri ancora. Al di fuori del lavoro la sua missione era di promuovere la cultura italiana. Ho pensato a lui ed ho promosso il suo nome presso la “Ville de Montréal” che ha accettato. La sua famiglia è rimasta molto contenta. Avremmo dovuto fare l’inaugurazione del parco nella scorsa primavera – conclude il consigliere – ma la pandemia ha rinviato i piani. Forse la faremo il prossimo anno anche perché in questo momento la figlia è in Italia e vorrebbe comunque venire per l’inaugurazione».