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16:20pm3 settembre 2021 | mise à jour le: 3 settembre 2021 à 16:20pmReading time: 3 minutes

La comunità italiana perde Joe Borsellino

La comunità italiana perde Joe Borsellino
Photo: Foto John OliveriGiuseppe Borsellino era d'origine siciliana ed emigrò a Montréal all'età di 13 anni. In questa foto lo vediamo insieme alla moglie Elina durante il Ballo dei Governatori della FCCI nel 2019

La comunità italiana perde Joe Borsellino

Giuseppe (Joe) Borsellino, imprenditore e uomo d’affari italo-canadese, ben conosciuto nella nostra comunità per essere stato tra i promotori del Centro Leonardo da Vinci e fondatore del Ballo dei Governatori della Fondazione comunitaria italo-canadese (FCCI), è deceduto nella notte tra il 1º e il 2 settembre, all’età di 80 anni, in seguito ad una crisi cardiaca.

Joe Borsellino, nato nel 1941 a Cattolica Eraclea, in provincia di Agrigento, emigrò in Canada nel 1954, all’età di 13 anni. Nel 1972 fondò “Roma Construction”, un’azienda familiare che nel corso degli anni crebbe d’importanza e, con la collaborazione di diversi partner, acquisì un importante patrimonio immobiliare.

Nel 1986 fondò il “Groupe Petra”, proprietario e gestore di numerosi immobili di prestigio a Montréal, “Groupe” di cui è stato presidente del consiglio d’amministrazione.

Joe Borsellino era sposato con la signora Elina Saputo, sorella di Lino Saputo, fondatore dell’omonina industria casearia, ed era padre di due figlie.

 

La testimonianza di Antonio Sciascia: «Una persona lungimirante e generosa»

 

Antonio Sciascia, presidente del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi (CNIC), compaesano di Joe Borsellino, si è detto molto rattristato per la scomparsa del suo grande amico.

«Chissà – si è chiesto – chi sarà capace di fare quello che faceva Joe! Era veramente un grande uomo, aveva la comunità italiana a cuore. Non ci sono parole per descrivere tutto quello che ha fatto per la Fondazione e per il Centro Leonardo da Vinci.

Per noi è una grave perdita. Aveva dei grandi progetti. Era capace di guardare lontano. Non aveva una grande istruzione accademica però aveva il senso del futuro, la capacità di prevenire e capire la direzione che la comunità doveva prendere, lo sapeva prima di tutti.

Siamo veramente sconvolti dalla sua scomparsa ma il più rattristato di tutti – prosegue Sciascia – è suo cognato Lino. Erano grandi amici da quasi 60 anni. Erano molto vicini e si parlavano tutti i giorni.

Ho conosciuto Joe negli anni ’70. Io e la mia famiglia siamo arrivati a Montréal da Cattolica Eraclea nel 1958 e lui era diventato un grande amico di mio fratello Salvatore.  Sono entrato in contatto con lui intorno al 1973-74 quando fondai l’Associazione Trinacria. Ogni volta che c’era un evento all’interno della comunità era presente e seguiva tutte le attività. Ma quello che ha fatto per il Centro Leonardo da Vinci è una cosa che non ha mai fatto nessuno; basti pensare ai negoziati che ha intavolato con le banche per i prestiti per la costruzione del Centro. È stato sempre Joe ad occuparsi dell’aspetto finanziario, era molto conosciuto dalle banche. Stava cercando, inoltre, di organizzare per il 2022 un grande evento per il 20mo anniversario del Centro Leonardo da Vinci.

Aveva una bontà infinita. I soldi non gli mancavano ma la sua generosità – conclude Sciascia – era senza pari. Quante persone ha aiutato senza chiedere nulla in cambio!»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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